Ha recitato in film pinku eiga anche con il nome d'arte di Naomi Asaka.

Biografia Nata nel 1949 a Itō, nella prefettura di Shizuoka, dopo le scuole superiori trovò un breve impiego presso gli uffici comunali, quindi si trasferisce a Tokyo dove lavora come intrattenitrice in un bar. Entra nella compagnia teatrale d'avanguardia diretta da Shūji Terayama e inizia contemporaneamente a recitare in film softcore di genere pinku eiga, in alcuni dei quali è accreditata con il nome d'arte di Asaka Naomi. È del 1969 il film di Kōji Wakamatsu Violenza senza causa (Gendai sei hanzai zekkyo hen: riyu naki boko) nel quale compare nel cast con il suo pseudonimo e del 1970 il film Zeni geba (adattamento dell'omonimo manga nichilista creato da George Akiyama) del regista Yoshinori Wada e dello stesso anno il lungometraggio sperimentale Sho wo suteyo machi e deyō del regista Shūji Terayama, in entrambi i quali è citata con il suo vero nome. Contemporaneamente agli impegni cinematografici, inizia a scrivere racconti e a lavorare come modella, specialmente con il fotografo Nobuyoshi Araki. Le fotografie scattate dal fotografo furono raccolte nel portfolio Izumi, This Bad Girl, pubblicato dopo la morte della modella.

Nel 1973 sposa il sassofonista Kaoru Abe, noto jazzista giapponese con il quale, nel 1976, avrà una figlia, Azusa Suzuki. Il rapporto tra i due sarà burrascoso e pieno di eventi tragici, tra cui l'auto amputazione di un alluce da parte di Izumi.

L'ingresso di Izumi nel mondo della fantascienza è nel 1975, quando pubblica il racconto Majo minarai () sulla rivista specializzata S-F Magazine. Nel 1977 il suo burrascoso matrimonio ha termine con il divorzio e nello stesso anno pubblica sulla rivista Kisō Tengai il racconto Dimenticato (Wasureta). Nel 1978 viene pubblicata da un prestigioso editore un'antologia di suoi racconti intitolata Onna to onna no yononaka (dal titolo dell'omonimo racconto Un mondo di donne e donne del 1977).

Nel 1978, a soli 29 anni, Kaoru Abe muore per overdose; la tragica fine dell'ex marito influenzerà la cupa scrittura di Izumi Suzuki che negli anni successivi si farà più prolifica; nel 1982 viene pubblicata un'altra antologia di suoi racconti intitolata Kai no sadderikku () e nel 1983 il romanzo autobiografico Hāto ni hi wo tsukete! Dare ga keso? ().

Il 17 febbraio 1986 la donna si toglie la vita impiccandosi.

Opere Romanzi Hāto ni hi wo tsukete! Dare ga keso? (1983)

Raccolte di racconti

Filmografia Violenza senza causa (Gendai sei hanzai zekkyo hen: riyu naki boko, 1969) regia di Kōji Wakamatsu Shojo no tawamure (1970) diretto da Shindô Kôe Sho wo suteyo machi e deyō (1970) diretto da Shūji Terayama Zeni geba (1970) del regista Yoshinori Wada

Nella cultura di massa Izumi Suzuki fu la musa del fotografo Nobuyoshi Araki che la riprese in numerosissimi scatti durante la sua carriera. Le fotografie furono raccolte nel portfolio Izumi, This Bad Girl, pubblicato dopo la morte della modella. Gli atteggiamenti bohémien assunti nelle foto, il trucco pesante, gli sguardi penetranti, le unghie smaltate, le sigarette accese e l'atmosfera dark hanno contribuito a rendere l'immagine della donna un'icona culturale non convenzionale.

Il travagliato rapporto tra Izumi Suzuki e il marito Kaoru Abe è stato oggetto del romanzo di Mayumi Inaba Endoresu warutsu (1992) tradotto in inglese con il titolo Endless Waltz, adattato cinematograficamente nel film del 1995 diretto da Kōji Wakamatsu. La figlia di Izumi ha intentato causa contro la pubblicazione del libro per violazione della privacy, non riuscendo tuttavia ad impedirne la successiva trasposizione cinematografica.

Riferimenti e suggestioni legate alle opere e alla vita dell'Autrice possono essere trovate nella cultura pop giapponese, ad esempio nel nome del gruppo musicale Love Psychedelico o nel titolo dell'anime Gundam Wing: Endless Waltz.

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Scrittori di fantascienza giapponesi