Il picciolo è stata una moneta usata a partire dal medioevo in diverse zecche italiane. Etimologia Il nome deriva dal latino parvus, che significa piccolo, e serviva per indicare le monete di valore minore rispetto ad altre come i grossi. Dal punto di vista del valore, il picciolo era un quarto di un quattrino. Nell'Ottocento non era già più in uso.
Regno di Sicilia Nel Regno di Sicilia l'utilizzo del termine picciolo va a sostituire la parola "denaro" nell'indicare la piccola moneta in mistura d'argento. Le prime documentazioni della parola picciolo si riscontrato al tempo di Maria e Martino I.
Durante il regno di Carlo V venne stabilito che si dovesse coniare "la ditta monita di picciuli di ramu senza liga" (la detta moneta di piccioli in rame senza lega d'argento).
Con le istruzioni di zecca del 1563, durante il regno di Filippo II, venne introdotta la moneta da tre piccioli e con le istruzioni del 1568 venne introdotto anche il multiplo da 6 piccioli (detto anche grano).
Note
Bibliografia
Domenico Massagli, Della zecca e delle monete di Lucca nei secoli di mezzo, Giusti, 1870 Giuseppe Gugliandolo, Pierluigi Baisi, Monete Italiane Regionali (MIR) - Sicilia, III edizione, Varesi, 2026, ISBN 978-88-99155-10-0.
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Collegamenti esterni
Picciolo, su Catalogo generale dei Beni Culturali
Categoria:Monete italiane Categoria:Monetazione della Sicilia