Biografia

Figlio di Leonardo Pacassi, ereditò nel 1698 la bottega di famiglia, specializzata in scultura e decorazioni sacre. Lavorò in stretto contatto con artisti veneziani come Pasquale Lazzarini, suo cognato, e Pietro Baratta, con cui collaborò per l'altare della Cripta dei Cappuccini a Vienna.

La sua bottega fu un punto di riferimento per la scultura sacra nell'area isontina. suoi lavori mostrano una fusione tra barocco veneziano e influenze nordiche, con stucchi elaborati e forme plastiche vigorose. La qualità esecutiva varia, ma le sue opere sono spesso riconoscibili per la ricchezza decorativa e la teatralità barocca.

Opere Edicola votiva di via della Cappella, Gorizia, (1705), prima opera documentata Altare maggiore del Duomo di Gorizia, (1705–1707), considerato la sua opera più celebre. Capriva (dedicato alla Vergine) Crauglio (S. Canziano) Mariano del Friuli (S. Gottardo e Beata Vergine del Rosario) Chiesa del Santissimo Salvatore, Gradisca

Bibliografia Massimo De Grassi, Due protagonisti della scultura isontina del Settecento: Giovanni Pacassi e Pasquale Lazzarini, in "Studi Goriziani", volume LXXX, luglio-dicembre 1994, pagg.21-37 Alessandro Quinzi, Giovanni Pacassi (1685-1745) suddito imperiale e maestro lapicida, in "Patrons, Intermediaries, Venetian Artists in Vienna & Imperial Domains (1650-1750)", a cura di ENRICO LUCCHESE & MATEJ KLEMENČIČ

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