Il Protettorato dell'Uganda () fu una entità politica istituita dall'Impero britannico nel 1894, che comprendeva gran parte del territorio dell'attuale Uganda. Questa entità fu il risultato di una progressiva espansione dell'influenza britannica, iniziata con la firma di trattati con il regno di Buganda e successivamente estesa ad altri regni e territori. Il Protettorato cessò di esistere con l'indipendenza dell'Uganda nel 1962.
Storia La colonizzazione britannica dell'Uganda iniziò con la Compagnia britannica dell'Africa Orientale, che nel 1890 ottenne il controllo di una porzione del territorio del regno di Buganda.
Nel 1894 il controllo dell'area fu affidato direttamente al governo britannico,
Nel 1962 l'Uganda ottenne l'indipendenza dal Regno Unito, ponendo fine al protettorato e trasformandosi nel 1963 in una repubblica federale.
Governo Il protettorato era retto da un governatore, a cui era affiancato un Consiglio Esecutivo di 8 membri e un Consiglio Legislativo di 32 membri (composto da europei, africani e indiani), poi ampliato a 60, di cui la metà eletti e l'altra metà scelti dal governo.
Negli anni '40 il territorio era suddiviso in tre province: Est, Nord e Buganda.
Il Buganda rimase sempre un regno autonomo, dotato di un re (Kabaka) che aveva sede a Mengo, presso Kampala.
Economia Nel Paese vigeva un'unione doganale con il Kenya e successivamente anche con il Tanganica, entrambi possedimenti britannici.
Tra le principali risorse vi era il cotone, che costituiva quattro quinti delle esportazioni; importanti anche le coltivazioni di caffè, the, sesamo, arachidi, canna da zucchero e tabacco, e la produzione di caucciù. L'allevamento era marginale, destinato perlopiù al consumo interno, con l'eccezione dell'export di pelli; poco sfruttati anche i rari giacimenti minerari.
Le industrie, relativamente poco impattanti sull'economia, vedevano la presenza di fonderie, cementifici, aziende tessili e birrifici.
Popolazione La popolazione negli anni '50 era composta in maggioranza da nativi di etnia bantù; tra le minoranze spiccavano indiani (oltre 33.000), europei (circa 3.400), goaniAll'epoca, Goa era parte dell'India portoghese (circa 1.400) e arabi (circa 1.400); la religione più diffusa era il paganesimo, oltre a quasi 1 milione di cattolici.
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