; anche o è un termine giapponese che indica un target demografico di manga in Giappone, dedicato appunto alle donne e giovani adulte, corrispettivo femminile di seinen.

Nei manga josei, la narrazione è solitamente incentrata sulla vita quotidiana delle donne giapponesi alla scuola superiore e nella vita da adulte. Variante di shōjo stilisticamente più sobria e realistica, i manga josei trattano relazioni meno idealizzate con linguaggio e rappresentazioni più espliciti. Un sottotipo di manga josei è dedicato all'omosessualità maschile, simile allo yaoi ma con cui non va confuso: non è difatti incentrato sul rapporto sessuale, ma sul rapporto amoroso.

Talvolta il termine è usato negli hentai per indicare l'attrazione verso donne mature, l'opposto di lolicon.

Terminologia Esistono diversi termini per descrivere i manga rivolti a un pubblico di donne adulte:

Ladies' comics (レディースコミック) Il primo termine usato per descrivere questa categoria di manga. È una costruzione wasei-eigo dove "ladies" è inteso come sinonimo di "donne", indicando così il pubblico adulto. Il termine ha sviluppato una connotazione negativa negli anni '90 poiché è stato associato a manga di bassa qualità e pornografici, sebbene questa connotazione sia diminuita negli anni 2000. Un'abbreviazione di Ladies' comics è redikomi (レディコミ, "lady-comi"), e in Giappone questa abbreviazione è il termine più comunemente usato per questa categoria di manga.

Young ladies (ヤングレディース) Un termine wasei-eigo che denota una categoria intermedia posizionata tra manga per donne adulte e manga shōjo.

Josei manga (女性漫画) Termine coniato da critici e accademici alla fine degli anni '90 per distinguere tutti i manga rivolti a donne adulte dai manga shōjo. Sebbene non sia comunemente usato dal pubblico giapponese generale, è il termine più comunemente usato dal pubblico occidentale per descrivere questa categoria di manga.

Storia

Nonostante la lunga storia dei manga rivolto ad un pubblico femminile (espressa principalmente attraverso l'evoluzione del genere shōjo) per molto tempo questo tipo di fumetto è stato destinato esclusivamente a bambine e ragazze. Questo status quo iniziò a cambiare alla fine degli anni '50 con l'emergere del concetto di gekiga, che cercava di utilizzare i manga per raccontare storie serie e fondate rivolte a un pubblico adulto. Alla fine degli anni '60 la gekiga era un movimento artistico tradizionale e nel 1968 la rivista Josei Seven pubblicò il primo manga gekiga rivolto a un pubblico femminile: Mashūko Banka (摩周湖晩夏) di Miyako Maki. Quest'ultima era un'artista di manga shōjo che fece il suo debutto alla fine degli anni '50 e si dedicò alla gekiga mentre il suo pubblico originale invecchiava fino all'età adulta. Due riviste dedicate alla gekiga femminile furono fondate poco dopo: Funny (ファニー, Fanī) di Mushi Production nel 1969, e Papillon (パピヨン, Papiyon) di Futabasha nel 1972, sebbene nessuna delle due ebbe successo commerciale ed entrambe chiusero dopo alcuni numeri.

Nonostante il fallimento commerciale del gekiga femminile, gli anni '70 videro comunque lo sviluppo significativo del manga shōjo grazie agli sforzi degli artisti del gruppo Year 24 che ha contribuito in modo significativo allo sviluppo del manga shōjo creando storie manga psicologicamente più complesse e che trattavano direttamente argomenti di politica e sessualità. Junya Yamamoto, che come editore di Shōjo Comic ha pubblicato diversi lavori del gruppo Year 24, è diventato l'editore fondatore della rivista Petit Flower nel 1980, che si rivolgeva a un pubblico di adolescenti più grandi e pubblicava opere incentrate sugli adulti dei membri del gruppo Year 24 Moto Hagio e Keiko Takemiya. Di conseguenza, il pubblico di lettori di manga shōjo si è ampliato dal suo pubblico storico di bambini per includere adolescenti e giovani donne adulte. Gli editori cercarono di sfruttare questo nuovo mercato di lettori shōjo maturi creando riviste dedicate, che vennero descritte usando il nome del genere "ladies' comics". Riviste degne di nota includono Be Love di Kodansha e You di Shueisha nel 1980, e Big Comic for Lady di Shogakukan nel 1981; Le tre riviste condividevano la stessa origine: erano nate come numeri speciali di riviste shōjo, per poi diventare pubblicazioni indipendenti.

Le rappresentazioni esplicite di atti sessuali divennero un tratto distintivo dei ladies' comics, in contrasto con le restrizioni editoriali ancora vigenti nei manga shōjo. L'artista di manga Milk Morizono, rinomata per le sue storie "porno-chic", è emersa come una delle autrici di ladies' comics più popolari degli anni '80. Il termine "porno-chic" indica una tendenza a trattare temi erotici o espliciti inserendoli in un contesto patinato, alla moda, esteticamente curato e stilizzato, sottraendoli alla crudezza o alla volgarità per fonderli con il design, la fotografia d'alta classe o la cultura popBrian McNair, Striptease Culture: Sex, Media and the Democratization of Desire (Routledge, 2002)..

Le riviste di ladies' comics proliferarono rapidamente nella seconda metà del decennio: da 8 riviste presenti nel 1984, a 19 nel 1985, a 48 nel 1991. Negli anni '90, le grandi riviste di fumetti per donne disponibili in commercio sono diminuite a causa del decennio perduto e della corrispondente crisi economica, portando alla proliferazione di riviste più piccole incentrate su contenuti erotici e pornografici. Di conseguenza, i ladies' comics hanno sviluppato la reputazione di "pornografia femminile".

Contemporaneamente, sono emerse nuove riviste di manga rivolte a donne adulte poco più che ventenni: Young You nel 1987, Young Rose nel 1990 e Feel Young nel 1991. I manga pubblicati su queste riviste vennero definiti manga "young ladies", originati dalla parola "giovane" che appare nel titolo di tutte e tre le riviste, e si posizionarono nel mercato dei manga come una categoria intermedia tra shōjo e ladies' comics. I manga young ladies sono cresciuti in popolarità quando gli artisti shōjo che desideravano creare manga per un pubblico più anziano evitando lo stigma associato ai fumetti per donne sono migrati nella categoria. Teens' love (TL) è emerso anche come sottogenere dei manga rivolti alle donne, che utilizzavano la struttura narrativa incentrata sul sesso dei ladies' comics, ma con protagoniste adolescenti invece che adulte. Le riviste di ladies' comics hanno risposto a questa nuova competizione concentrandosi sui manga che affrontano questioni sociali. La strategia ebbe successo e alla fine degli anni '90 aveva acquisito una maggiore legittimità come genere letterario e attirato un pubblico più generale, con più titoli di ladies' comics adattati come film e serie televisive. In questo periodo emerse anche il termine josei manga, usato principalmente dagli accademici per distinguere i manga rivolti alle donne adulte dai manga shōjo.

Josei come categoria è generalmente meno popolare di shōjo, seinen e shōnen manga. Nel 2010 You è stata la rivista di manga josei più venduta, con una tiratura di 162.917 copie; in confronto, la rivista shōjo più venduta quell'anno (Ciao) aveva una tiratura segnalata di 745.455, mentre le riviste seinen e shōnen più vendute (Weekly Young Jump e Weekly Shōnen Jump) avevano riportato tirature rispettivamente di 768.980 e 2,8 milioni. L'anime è stato un fattore di influenza significativo nell'attrarre un pubblico mainstream verso i manga josei sin dagli anni 2000, con le serie josei Paradise Kiss (1999), Bunny Drop (2005), Chihayafuru (2007), Princess Jellyfish (2008) e Eden of the East (2009) tutti nati come anime popolari o che hanno riscosso un successo strepitoso dopo essere stati adattati in anime.

Temi e sottogeneri Ci sono tre sottogeneri principali nel manga josei: dramma, romanticismo e pornografia. Nel 2002, i titoli drammatici e romantici rappresentavano collettivamente circa l'80% delle vendite nel mercato dei volumi di raccolta josei, mentre la pornografia costituiva il restante 20%. I titoli drammatici e romantici sono generalmente pubblicati da grandi case editrici giapponesi, mentre la pornografia è generalmente pubblicata da case editrici più piccole.

Dramma Molti drammi josei sono storie realistiche che parlano della vita di donne comuni. Queste storie sono in genere incentrate su una donna che lavora in una determinata professione, più comunemente una casalinga, una donna d'ufficio o una lavoratrice pink-collar (ossia chi lavora in campi storicamente considerati "per donne"). Le narrazioni in genere si concentrano su questioni personali comuni come appuntamenti, assistenza all'infanzia, assistenza agli anziani, standard di bellezza, problemi sul posto di lavoro, conflitti coniugali o adulterio. Molti affrontano anche questioni sociali, come l'invecchiamento e la demenza, la prostituzione o la violenza contro le donne. Il manga Josei presenta anche protagonisti maschili, tipicamente bishōnen (letteralmente "bei ragazzi", più o meno analoghi al "bel ragazzo" occidentale) che spesso compaiono in storie con sotto-testo omoerotico.

Le storie a volte sono basate sulle esperienze dei lettori stessi, che sono attivamente invitati a presentare storie basate sulle proprie esperienze di vita e ricevono un pagamento se le loro proposte vengono scelte per essere adattate in manga. Le riviste di manga josei pubblicano spesso numeri speciali dedicati a un argomento specifico, come i numeri dedicati al divorzio, alle malattie, e alla chirurgia estetica. Questi numeri basati su argomenti occasionalmente includono colonne non manga che forniscono informazioni sugli argomenti trattati nel numero. Il sociologo Kinko Itō ritiene che i drammi josei servano come una forma di catarsi per il lettore raffigurando un personaggio che sta sopportando difficoltà maggiori di loro, mentre lo studioso di manga Fusami Ogi considera i drammi josei come la presentazione di modelli di ruolo e potenziali modi di vivere per le lettrici.

Romanticismo I manga josei in genere evitano il realismo delle storie drammatiche, assomigliando invece più al melodramma di una soap opera o di un romanzo rosa di Harlequin (un editore di narrativa femminile fondato in Canada nel 1949, dagli anni '60 il più grande editore di romanzi rosa al mondo). Le storie spesso seguono i canoni classici del romanzo rosa; un esempio tipico di trama di questo tipo consiste in una donna che incontra un uomo simile al Principe Azzurro con il quale intraprende una serie di avventure e alla fine si sposa. Gli incontri sessuali tra il protagonista e il partner sono molto frequenti, mentre nella fantasia romantica i temi spesso si manifestano nell'ambientazione (spesso straniera o storica) o attraverso protagonisti eroici (principi e principesse, fantasmi, persone che possiedono capacità soprannaturali, ecc.). In queste narrazioni compaiono anche identità sessuali varianti, come personaggi gay e transgender. I manga josei si rivolgono a lettori sia giovani che anziani, con molte storie rivolte a ragazze adolescenti, come evidenziato dall'ampio uso di furigana come ausilio alla lettura.

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