Il Casato dei Guastaverza fu un’antica e nobile famiglia veronese, ricordata tra le più cospicue della città di Verona tra il XIV e il XIX secolo. Benché oggi estinta, lasciò tracce importanti nella storia locale, distinguendosi per ricchezze, uffici pubblici e consolidati legami con il patriziato veronese.
Origini e storia Le prime testimonianze documentarie risalgono al 1337, quando Alberto Guastaverza concesse una somma a censo all’Università veronese. Questo atto testimonia il notevole stato di agiatezza della famiglia già in epoca trecentesca.
Nel 1440 la casata fu aggregata al Consiglio Nobile di Verona, entrando ufficialmente a far parte dell’aristocrazia cittadina. Questa dignità le venne poi riconosciuta e confermata con Sovrana Risoluzione del 4 settembre 1818 da parte dell’autorità austriaca.
Estinzione Fonti ottocentesche concordano nel considerare la famiglia del tutto estinta entro la prima metà del XIX secolo. Le ultime generazioni, pur confermate nobili dagli Asburgo, non lasciarono discendenza duratura.
Membri notabili Alcuni membri noti della famiglia sono documentati nel XIX secolo:
Paolo Filippo Guastaverza († 22 aprile 1818): figlio di Orazio e della marchesa Lugrezia Lisca. Si unì in matrimonio, il 20 novembre 1790, con la nobile Margherita Sparavieri. Ignazio Guastaverza († 25 agosto 1821): fratello di Paolo Filippo, fu Podestà di Verona durante il dominio napoleonico e nei primi anni della Restaurazione. Nel 1808–1812 promosse lavori pubblici di rilievo, tra cui il restauro e la manutenzione dell’Arena di Verona.
Relazioni e matrimoni La famiglia Guastaverza consolidò ulteriormente il proprio status attraverso matrimoni con altre casate nobili. Tra queste ricordiamo i Lisca, Conti di Formighedo e Marchesi, gli Sparavieri, e i Bonzi.
Dimore
Delle dimore costruite ed abitate dai Guastaverza, si ricordano in particolare:
Palazzo Guastaverza (già Honorij) Villa Guastaverza Bottura
Note
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