La STS-51-L fu la venticinquesima missione Programma Space Shuttle. Tristemente ricordata come la missione in cui il Challenger si disintegrò durante la fase di decollo. Nella missione morirono tutti i membri dell'equipaggio a causa dell'esplosione dell'orbiter per un guasto a una guarnizione, detta O-ring, nel segmento inferiore del razzo a propellente solido (Solid-fuel Rocket Booster, SRB) destro. La rottura della guarnizione provocò una fuoriuscita di fiamme dall'SRB che causarono un cedimento strutturale del serbatoio esterno (External Tank, ET) contenente idrogeno ed ossigeno liquidi.
Equipaggio
Parametri della missione Massa: Navetta al lancio: Navetta al rientro: (pianificato) Carico utile: Perigeo: (pianificato) Apogeo: (pianificato) Inclinazione: 28,5° Periodo: 1 ora, 30 minuti e 24 secondi (pianificato)
Causa del fallimento A causa delle cattive condizioni meteorologiche, un O-Ring del razzo a propellente solido laterale destro cedette lasciando una via di fuga aggiuntiva ai gas di scarico incandescenti della combustione del propellente, e il responsabile della missione propose di rimandare un'altra volta il lancio del veicolo per riparare i due booster, a causa di una sua esperienza passata con lo Space Shuttle Atlantis, dove avrebbero rischiato lo stesso incidente per lo stesso motivo, ma nonostante le prove, tutti i dirigenti votarono per il lancio.
Il carburante utilizzato nei due SRB laterali, conteneva circa il 16% di alluminio, che dopo l'accensione dei booster, produce scorie dovute alla combustione. Le scorie avevano tappato il buco formato dal cedimento dell'O-Ring, impedendo momentaneamente la fuoriuscita dei gas combusti, motivo per cui non esplose subito dopo il decollo, riuscendo a compiere la manovra di cabrata e a raggiungere il Max-Q ad un'altezza di 10 Km. la fortissima pressione aerodinamica durante il Max-Q causò la fuoriuscita delle scorie di alluminio dalla fessura, con la conseguente fuoriuscita delle fiamme a 5000 Km/h prodotte alla combustione dei gas di scarico. Le fiamme causarono la rottura e il cedimento del serbatoio esterno di idrogeno e ossigeno liquido e dell'attacco del booster ad esso. L'idrogeno contenuto fuoriuscì dal serbatoio e il booster si inclinò e la sua punta colpì e distrusse la parte alta del serbatoio contenente ossigeno liquido. L'idrogeno entrò a contatto l'ossigeno liquido e le fiamme dei motori, e a 73 secondi dal lancio l'orbiter e il serbatoio esterno esplosero, ma i due razzi laterali si staccarono e continuarono la loro corsa, e per motivi di sicurezza, vennero fatti esplodere con un radiocomando.
Note
Voci correlate Disastro dello Space Shuttle Challenger Voli spaziali con equipaggio umano dal 1980 al 1989 Missioni dello Space Shuttle
Altri progetti
Collegamenti esterni
Report to the President By the PRESIDENTIAL COMMISSION On the Space Shuttle Challenger Accident June 6th, 1986 Washington, D.C.
STS-051-L