Biografia Cresciuta tra la Francia e il Marocco, ha studiato cinema all'Università Sorbonne Nouvelle ed è diplomata all'École Nationale Supérieure d’Arts de Paris-Cergy.

Il suo lavoro, tra film, video, installazioni, fotografia e serigrafia, esplora il linguaggio, l’oralità, la soggettività e le geografie. I suoi progetti offrono una piattaforma per far emergere strategie e narrazioni di resistenza da parte di minoranze.

Per "Blackboard" al Jeu de Paume, Bouchra Khalili affronta temi quali il razzismo, le migrazioni e l’ingiustizia, intrecciando narrazioni individuali e collettive. Nel film "Twenty-Two Hours", Khalili ha recuperato foto e documenti d’epoca per raccontare il viaggio di Jean Genet negli Stati Uniti, entrato illegalmente nel paese per incontrare i Black Panthers.

Mostre Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre internazionali, tra cui:

Blackboard, Jeu de Paume, Parigi (2018);

The Mapping Journey Project, mostra personale, MoMA, New York (2016);

Foreign Office, mostra personale, Palais de Tokyo, Parigi (2015);

Garden Conversation, mostra personale, MACBA, Barcellona (2015);

Here & Elsewhere, New Museum, New York (2014);

The Opposite of the Voice-Over, mostra personale, Justina M. Barnicke Gallery, Toronto (2013);

The Encyclopedic Palace, Esposizione Internazionale della 55ª Biennale di Venezia (2013);

Living Labour, mostra personale, PAMM, Miami (2013);

La Triennale, Palais de Tokyo, Parigi (2012);

18ª Biennale di Sydney (2012);

10ª Biennale di Sharjah (2011).

Riconoscimenti Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui:

Abraaj Group Art Prize (2014);

Prix SAM per l’arte contemporanea, Sam Art Projects, Parigi (2013);

Programma DAAD Artists-in-Berlin (2012);

Vera List Center for Arts and Politics Fellowship (The New School, New York, 2011–2013);

Villa Médicis Hors-les-Murs (2010);

Videobrasil Residency Award (2009);

Fond Image/Mouvement (CNAP – Centre National des Arts Plastiques, Parigi, 2008);

Prix Louis Lumière (Bureau du Film Documentaire, Ministère des Affaires Étrangères, Francia, 2005).

Note

Collegamenti esterni