La battaglia della Cernaia () anche nota come battaglia di Traktir, fu un evento bellico della guerra di Crimea. Ebbe luogo il 16 agosto 1855 a sud-est di Sebastopoli lungo il fiume Čërnaja e principalmente presso il ponte Traktir. Vide contrapposte le truppe dell'Impero russo a quelle alleate di Francia e Regno di Sardegna.

L'esito fu sfavorevole alla Russia che, con questa battaglia, fallì l’ultimo tentativo di soccorrere Sebastopoli assediata. Meno di un mese dopo la città si arrese alle truppe anglo-francesi e meno di cinque mesi dopo, la guerra terminò con la sconfitta russa. Dal punto di vista politico e diplomatico, infine, il valore dimostrato in battaglia dalle truppe piemontesi permise al governo di Torino presieduto da Camillo Benso, conte di Cavour di sedersi da vincitore al tavolo delle trattative post-belliche e di sostenere in tale sede le ragioni dell'unificazione d'Italia.

Il contesto

La guerra di Crimea era scoppiata nel 1853 fra l'Impero russo da un lato e un'alleanza composta da Impero ottomano, Francia e Gran Bretagna dall'altro. Il conflitto ebbe origine da una disputa diplomatica fra Russia e Francia sul controllo dei luoghi santi della cristianità in territorio ottomano. Quando la Turchia accettò le proposte francesi, la Russia nel luglio 1853 la attaccò. La Gran Bretagna, temendo l'espansione russa verso il Mediterraneo, si unì alla Francia ed entrambe si mossero per difendere la Turchia, dichiarando guerra alla Russia nel marzo del 1854.

L'Austria appoggiò politicamente le potenze occidentali. Il Regno di Sardegna, nel timore che la Francia si avvicinasse politicamente all'Austria, inviò nel gennaio 1855 un contingente militare al fianco dell'esercito anglo-francese, dichiarando a sua volta guerra alla Russia. Il conflitto si svolse soprattutto nella penisola russa di Crimea, dove le truppe alleate misero sotto assedio la città di Sebastopoli, principale base navale russa del Mar Nero. I russi tentarono invano con le battaglie di Balaklava e di Inkerman di rompere l’assedio.

La posizione degli alleati era tuttavia difficile: il colera si diffondeva e colpiva soldati e ufficiali, fra i quali il comandante di una delle due divisioni piemontesi Alessandro La Marmora che morì il 7 giugno. D'altra parte, sul fronte russo, lo zar Alessandro II, appena salito al trono, aveva nominato comandante dell’esercito Michail Dmitrievič Gorčakov, già sostituito per non avere dato prove di efficienza l’anno precedente sul fronte dei principati danubiani. Nello stesso tempo, il valoroso generale russo del genio Ėduard Totleben era stato ferito il 20 giugno e non aveva più potuto partecipare alla guerra...

Gli antefatti

Alessandro II si era reso conto che la sorte di Sebastopoli e quindi quella della guerra erano segnate. Gli serviva solo una vittoria per sedersi al tavolo della pace da una posizione diplomatica migliore. Chiese quindi al principe Gorčakov di fare un ultimo tentativo per rompere in qualche modo l’assedio di Sebastopoli e a tale scopo inviò in Crimea tre divisioni di riserva. Di fronte alle perplessità di Gorčakov, il ministro della guerra Vasilij Andreevič Dolgorukov propose un consiglio di guerra e lo Zar ordinò in tal senso...

Al consiglio di guerra che si riunì il 9 agosto 1855, erano presenti una quindicina di alti ufficiali, fra cui il veterano Dmitrij Erofeevič Osten-Saken (1789-1881), il fanatico Stepan Aleksandrovič Hrulev (1807–1870), l’uomo del ministro della Guerra, Pavel Aleksandrovič Vrevskij (1809-1855), e i generali Pavel Evstaf’evič Kocebu (1801-1884), Pavel Liprandi, Sergej Petrovič Buturlin (1803-1873), Aleksandr Kleonakovič Ušakov (1803-1877), Konstantin Romanovič Semâkin (1802-1867) e Viktor Ilarionovič Vasil’čikov (1820-1878). Gli ufficiali di maggiore esperienza come Osten-Saken si dichiararono contrari a un’offensiva. Viceversa, Hrulev propose di abbandonare Sebastopoli al suo destino, recuperare le truppe che la difendevano e assieme a quelle esterne annientare gli alleati. Nell’insieme dei diversi pareri prevalse la cautela e l’idea di Gorčakov di attaccare francesi e piemontesi sul fiume Cernaia. Ma non si stabilì se l’attacco dovesse essere portato senza aspettare i rinforzi (che per la maggior parte sarebbero arrivati in autunno) oppure se doveva essere combinato con una sortita di truppe dalla città assediata....

Fatto sta che Gorčakov volle chiedere il parere del convalescente Totleben, a Belbeck (oggi Fruktovoe), che era considerato uno dei migliori generali dell’esercito russo. Totleben giudicò l’idea di Gorčakov completamente fallimentare e avanzò una proposta che coinvolgeva un’altra parte del fronte, ma che richiedeva una certa abilità di comando ed era più complessa di quella deliberata dal Consiglio. Vrevskij, presente all’incontro fra i due, attaccò Totleben mettendolo di fronte alle sue responsabilità e ricordò a Gorčakov il parere positivo che aveva dato lo Zar sulla decisione del Consiglio. Benché non convinto della sua stessa idea, Gorčakov dovette cedere e prepararsi ad adottarla..

Le forze in campo

Il vantaggio numerico delle forze in campo era dei russi, i quali avevano a disposizione fanti, cavalleggeri e 270 cannoni., per un totale di quasi uomini.. Dall’altro lato erano schierati francesi con 48 cannoni e piemontesi con 36 cannoni.Secondo altre fonti francesi e piemontesi (). Probabilmente questi numeri corrispondono alle unità disponibili..

Le truppe russe di Gorčakov erano divise in due corpi d'armata. All'ala destra erano disposte le truppe del generale Nikolaj Andreevič Read (1793-1855), che comprendevano la 7ª Divisione di Aleksandr Kleonakovič Ušakov (1803-1877) e la 12ª di Karl Alekseevič Martinau (1797-1863). All'ala sinistra era schierato invece il Corpo di Pavel Liprandi con la 6ª Divisione di Karl Aleksandrovič Bel’gard (1807-1868) e la 17ª di Sergej Gavrilovič Veselitskij (1804-1866). Erano inoltre disponibili riserve sia di cavalleria che di artiglieria. Complessivamente, le truppe di Gorčakov ammontavano a 60- uomini, di cui, secondo Totleben, solo erano in grado di affrontare la battaglia..

Le truppe francesi erano al comando di Émile Herbillon, a sua volta alle direttive del capo del contingente francese Aimable Pélissier. Esse contavano, all'ala destra, la divisione di Jean-François-Théodore Faucheux (1791–1866) composta dalle brigate di Claude Manéque e di Pierre de Failly; e all'ala sinistra la divisione di Jacques Camou, con la brigata di Emmanuel de Wimpffen e quella di Charles Nicolas Vergé (1809–1893). Ad intervenire dove sarebbe stato opportuno, attendeva la 1ª Divisione di cavalleria con uomini del generale Louis-Michel Morris. Infine, nelle retrovie, ai comandi di Herbillon, era il 1° Corpo di riserva, composto dalla brigate di Alfred Adrien Sencier (1805-1887) e da quella di Gustave Cler..

Le truppe piemontesi facevano parte soprattutto della 2ª Divisione di Ardingo Trotti. Costui aveva sostituito Alessandro La Marmora, morto di colera e fratello del capo della spedizione, Alfonso. Infine, gli alleati avrebbero potuto contare anche sulla brigata di cavalleria inglese, di circa uomini, comandata da un veterano della battaglia di Balaklava, il generale James Yorke Scarlett (1799-1871)..., nonché su un distaccamento non lontano di truppe turche di Omar Pascià di circa uomini...

Le forze piemontesi erano disposte a destra anche al di là della Cernaia: sulla cosiddetta “Roccia dei piemontesi” e negli avamposti “Zig-Zag”; ovvero una serie di trincee e opere di fortificazione a pianta spezzata o a zig-zag, a ovest del villaggio di Chorgun, oggi Čornorìččâ (in ucraino Чорноріччя). Quanto ai francesi, le forze di Herbillon occupavano la parte centrale e di sinistra dello schieramento alleato. Anche loro potevano contare su alture, le colline Fediukhine, su cui difendersi e bersagliare il nemico con l’artiglieria. Questo vantaggio strategico, che consentiva agli alleati una forte posizione difensiva, bilanciava la loro inferiorità numerica.

Il piano dei russi

Il comandante delle truppe russe, Gorčakov, era consapevole del suo vantaggio numerico ma anche che per raggiungere le posizioni nemiche avrebbe dovuto attraversare una valle, in fondo alla quale, sotto il tiro dell’artiglieria nemica e probabilmente subendo contrattacchi, avrebbe dovuto attraversare il fiume Cernaia e il canale di un acquedotto. Dopodiché avrebbe trovato le truppe nemiche perfettamente disposte sulla difensiva sulle colline. Una di queste era tenuta dai piemontesi, il Monte Hasfort, alla destra dello schieramento alleato. Sulla collina era in posizione una batteria di grossi obici che gli inglesi avevano prestato ai piemontesi. I cannoni da campo di La Marmora, invece, erano stati piazzati dietro ai ripari e in modo da colpire con precisione qualsiasi punto a tiro nella vallata.

Gorčakov divise la sua forza d’attacco principale in due ali, ognuna delle quali composta da uomini. La colonna di destra, comandata dal generale di origini scozzesi Nikolaj Andreevič Read (1793-1855), aveva il compito di investire lo schieramento di sinistra francese e impossessarsi delle colline. L’ala sinistra, invece, comandata da Pavel Petrovič Liprandi, doveva ottenere lo stesso risultato contro i piemontesi. Gorčakov prevedeva un primo contatto con gli alleati per valutare gli sviluppi e poi la decisione, al momento opportuno, di attaccare, con una delle due colonne o con le due colonne unite, il nemico. Con queste direttive Gorčakov sperava di poter trovare un punto debole dello schieramento alleato e sfondare in quel punto. Se tale punto non si fosse trovato, tutta l’azione sarebbe stata interrotta e l’assalto derubricato, per lo Zar e per il Consiglio di guerra, a una semplice “ricognizione in forze”.

Queste intenzioni filtrarono nelle file alleate, soprattutto a causa di disertori polacchi (per buona parte la Polonia all'epoca faceva parte dell’Impero russo). I comandanti franco-piemontesi delle truppe locali, tuttavia, non diedero eccessiva importanza a queste informazioni e alzarono appena il livello di guardia delle proprie truppe.. L’assalto era invece imminente. I russi sarebbero stati pronti anche per il 15 agosto, ma pianificarono l’attacco per il 16. Secondo alcune fonti ciò fu motivato dal fatto che il 15 ricorreva la Fête de l'Empereur (compleanno di Napoleone Bonaparte), nonché l’Assunzione di Maria: ricorrenze durante le quali i soldati alleati avrebbero assunto bevande alcoliche fino a tardi e sarebbero stati meno efficienti il giorno dopo. Più probabilmente il giorno 15 fu scartato dai russi per motivi religiosi, per riguardo cioè alla festa dell’Assunzione.

La battaglia L’attacco preventivo ai piemontesi

Alle prime luci del 16 agosto 1855, coperti dalla nebbia mattutina, 4 divisioni di fanteria appoggiate da 2 brigate di artiglieria russe, divise nel Corpo di Read e in quello di Liprandi, avanzarono verso i franco-piemontesi per conquistare le colline Fediukhine e il Monte Hasfort. Nelle intenzioni russe tali alture sarebbero servite come basi per operazioni contro Balaklava e gli assedianti di Sebastopoli. Le avanguardie piemontesi furono investite dalle truppe della 6ª Divisione di Liprandi.. che alle 4 del mattino assalì con uomini le postazioni Zig-Zag dei piemontesi al di là della Cernaia. Il battaglione di 350 uomini in avanscoperta resistette fin quando poté, poi si ritirò ordinatamente..

I primi colpi di cannone russi sui piemontesi mettevano intanto in allarme i francesi che si organizzarono in difesa. Sul Monte Hasfort, La Marmora aveva il controllo della situazione: a fianco dei francesi, sulla loro destra, c’era la 2ª Divisione di Trotti, che avrebbe sostenuto l’attacco russo; ancora più a destra, per evitare aggiramenti, stanziava la 1ª Divisione del generale Giovanni Durando. Alle spalle di entrambe era pronta ad intervenire la 4ª Brigata del colonnello Giovanni Enrico Giustiniani (1806-1859).

Gli ordini di Gorčakov