Il Super Bowl è la finale del campionato della National Football League, la lega professionistica statunitense di football americano.
Negli Stati Uniti viene considerato come l'incontro che assegna il titolo di campione del mondo di questo sport.
Si tiene solitamente nell'ultima domenica di gennaio o nella prima di febbraio, e registra abitualmente negli Stati Uniti gli ascolti televisivi più alti in assoluto. La NFL usa i numeri romani per indicare ogni edizione del Super Bowl; l'unica eccezione è stata fatta per la cinquantesima, per la quale è stato usato il numero arabo 50 al posto del romano L.
A questo evento partecipano star mondiali che hanno l'onore di cantare l'inno nazionale statunitense e fare anche un proprio concerto.
Si svolge nell'anno solare successivo rispetto alla stagione di cui assegna il titolo: ad esempio, il Super Bowl VIII, che si disputò il 13 gennaio 1974, decretò i campioni della stagione 1973.
Campioni in carica per la stagione 2025 sono i Seattle Seahawks che hanno battuto nel Super Bowl LX i New England Patriots, conquistando così il loro secondo titolo.
Il trofeo è il Vince Lombardi Trophy, una palla da football interamente d'argento in posizione di kick off creata dalla gioielleria Tiffany. Il trofeo venne intitolato nel 1971 al famoso allenatore di origine italiana, subito dopo la sua morte improvvisa, per ricordarne le vittorie nei primi due Super Bowl alla guida dei Green Bay Packers. A differenza di altri trofei, esso resta nella bacheca della squadra vincente, per questo ogni anno Tiffany ne crea una nuova versione.
Storia Una partita per il campionato del mondo AFL-NFL venne giocata per la prima volta nella stagione 1966, tra i campioni della American Football League e quelli della National Football League. L'incontro fu il risultato dell'accordo di fusione tra le due leghe, che entrò in vigore a pieno titolo nella stagione 1970. Il terzo di questi incontri, disputato alla fine della stagione 1968, venne chiamato "Super Bowl", e tale nome viene oggi usato per indicare anche i due incontri precedenti. Dopo la stagione 1970 l'incontro è passato da campionato del mondo a campionato NFL, e vi partecipano i campioni delle due conference della NFL: l'American Football Conference e la National Football Conference.
Prima della stagione 1966, le partite di football americano professionistico venivano disputate per i vari campionati di lega e non si disputavano partite tra i campioni delle varie leghe. Esistevano delle partite denominate "All-America Football Conference Championship Game", "American Football League Championship Game" o "NFL Championship Game", a seconda della lega che le organizzava.
1967-1970: AFL contro NFL Come detto in precedenza i primi quattro Super Bowl furono giocati già con la consapevolezza della fusione tra il campionato AFL e NFL, ma questo avvenne soltanto a partire dal Super Bowl V. Le prime due edizioni videro dominare i Green Bay Packers (guidati da Vince Lombardi) rispettivamente sui Kansas City Chiefs e Oakland Raiders. Il grande trascinatore della squadra fu il quarterback Bart Starr che si aggiudicò il Super Bowl MVP, ovvero il premio come miglior giocatore della partita, in entrambe le occasioni. Questi due Super Bowl, che si aggiungono alla vittoria nei campionati NFL del 1961, 1962, e 1965 hanno portato molte persone a celebrare i Packers come "Team degli anni '60 USA ". Inoltre il Super Bowl II segnò l'ultima apparizione di Lombardi come allenatore di Green Bay dopo 9 anni, nei quali aveva vinto, oltre ai 2 Super Bowl, 6 titoli della Western Conference, 5 titoli NFL. Le edizioni successive videro le vittorie dei New York Jets sui Baltimore Colts, e dei Chiefs sui Minnesota Vikings.
1971-1981: il dominio delle squadre AFC Con il Super Bowl V si ebbe ufficialmente la fusione fra le due leghe. Difatti da questo momento ad affrontarsi nella finalissima erano le due squadre vincitrici delle due conference AFC e NFC. Per le prime undici edizioni ci fu un netto domino delle "squadre AFC", difatti conquistarono ben 9 Super Bowl, di cui quattro conquistati soltanto dai fortissimi Pittsburgh Steelers.
Il Super Bowl V disputato all'Orange Bowl di Miami, che vide opporsi i Baltimore Colts e i Dallas Cowboys ebbe un finale rocambolesco, con i Colts usciti vincitori grazie a un field goal di Jim O'Brien a pochi secondi dal termine, dopo che la partita era stata ferma a lungo sul punteggio di parità. I Cowboys si ripresero la rivincita l'anno successivo battendo i Miami Dolphins. I Dolphins si aggiudicarono il titolo nel Super Bowl VII e VIII battendo rispettivamente i Washington Redskins e i Minnesota Vikings. L'incontro tra i Dolphins e i Redskins non solo è ricordato per aver fatto registrare il punteggio più basso di tutta la storia del Super Bowl (21 punti totali), mettendo difatti in risalto le ottime difese delle due squadre, in particolare quella dei Dolphins, ma segnò la fine di una stagione trionfale per Miami. I Dolphins rimasero imbattuti in tutti i 17 incontri disputati, rimanendo tuttora l'unica squadra ad aver fatto registrare tale impresa e realizzando quella che in gergo viene chiamata "perfect season".
Nelle due finali successive si imposero i Pittsburgh Steelers, prima contro i Vikings (secondo punteggio più basso della storia con 22 punti) e poi contro i Cowboys. Giunti al Super Bowl XI per la terza volta in quattro anni, i Vikings uscirono nuovamente sconfitti, questa volta ad opera degli Oakland Raiders in un incontro già segnato dall'inizio, quando i Raiders presero il sopravvento nel secondo quarto. L'anno successivo tornò sul tetto del mondo una "squadra dell'NFC", difatti i Dallas Cowboys si imposero sui Denver Broncos. Al termine dell'incontro vennero nominati a pari merito Super Bowl MVP - nell'unico caso della storia del Super Bowl - due difensori di Dallas: il defensive tackle Randy White e il defensive end Harvey Martin. In occasione del Super Bowl XIII e XIV, guidati dal quarterback Terry Bradshaw (che ricevette il premio MVP in entrambe le occasioni) tornarono sul gradino più alto gli Steelers, grazie alle vittorie sui soliti Dallas Cowboys e sui Los Angeles Rams. I Raiders si aggiudicarono, nella stagione seguente, il loro secondo Super Bowl della storia ai danni dei Philadelphia Eagles.
In questo periodo, dominato dalle "squadre AFC" nel quale sono stati giocati ben undici Super Bowl, si sono viste maggiormente quattro squadre: gli Steelers, i Cowboys, i Dolphins ed infine i Vikings. Gli Steelers si sono aggiudicati tutti e quattro i Super Bowl giocati, i Cowboys - unica "squadra NFC" a vincere in questo periodo - nonostante le cinque finali disputate sono riusciti a vincere solo due volte il trofeo. I Dolphins vinsero due Super Bowl (come i Raiders) rispetto ai tre giocati, mentre i Vikings furono protagonisti in negativo, perdendo tutte e tre le finali giocate.
1982-1997: il dominio delle squadre NFC Se le precedenti undici edizioni avevano visto trionfare per ben 9 volte una "squadra AFC" suscitando dubbi sulla competitività delle "squadre NFC", del tutto inaspettato e clamoroso fu il rovesciamento che si venne a verificare nelle successive edizioni. Il confronto è imbarazzante, difatti nelle successive sedici edizioni del Super Bowl si assistette al trionfo delle "squadre NFC" per ben quindici volte, di cui tredici consecutive.
Il Super Bowl XVI vide il trionfo dei San Francisco 49ers sui Cincinnati Bengals. Super Bowl MVP venne nominato Joe Montana, quarterback dei 49ers. A distanza di nove anni, si videro nuovamente in finale i Dolphins, ma questa volta nulla poterono contro la forza dei Washington Redskins che esplosero dopo l'intervallo. I Redskins provarono a ripetersi l'anno successivo contro i Los Angeles Raiders ma senza fortuna. I Raiders (unica "squadra AFC" a vincere in questo periodo) ottennero il loro terzo successo in otto anni, difatti in precedenza dopo aver vinto i primi 2 titoli come Oakland, si trasferirono a Los Angeles cambiando così il nome. Nel Super Bowl XIX in una partita senza storia nonostante l'iniziale svantaggio, tornarono al successo, sempre guidati dal loro quarterback Joe Montana (nominato nuovamente Super Bowl MVP), i 49ers contro i Dolphins. Questa fu l'ultima apparizione nella massima finale per i Dolphins.
La finale successiva si disputò al Louisiana Superdome di New Orleans tra New England Patriots e Chicago Bears. Fu un trionfo schiacciante per i Bears in quella che fu la finale che fece registrare il secondo maggior scarto nel punteggio finale (36 punti). Super Bowl MVP venne nominato Richard Dent, defensive end di Chicago. Nei successivi due Super Bowl approdarono in finale i Denver Broncos già sconfitti nel Super Bowl XII dai Dallas Cowboys. Non furono particolarmente fortunati neppure questa volta i Broncos, difatti vennero sconfitti sia dai New York Giants che dai Washington Redskins. Il Super Bowl XXIII e XXIV vide il ritorno al successo in entrambe le edizioni dei San Francisco 49ers. La squadra di San Francisco piegò prima i Bengals in una finale equilibrata, mentre schiacciarono l'anno successivo gli sfortunati Broncos, giunti alla loro terza finale in quattro anni (quarta finale complessiva). La partita, dominata sin dall'inizio dai 49ers fece registrare il record del maggior scarto di punti tra le due squadre (ben 45). Il quarterback di San Francisco, Joe Montana, ricevette nuovamente il premio Super Bowl MVP per la terza volta in carriera (primo giocatore ad ottenere tre MVP). Con questo duplice successo i 49ers, raggiunsero, momentaneamente, il record dei quattro Super Bowl appartenuto, fino a quel momento dai Pittsburgh Steelers.
Con il Super Bowl XXV iniziò la sfortunatissima apparizione dei Buffalo Bills, i quali nonostante riuscissero ad approdare alla finalissima per ben quattro volte consecutive, uscirono sconfitti in tutte quante le occasioni (facendo segnare in assoluto il record in negativo). Il primo incontro vide opporre, nella più rocambolesca finale del Super Bowl i Bills ai New York Giants. Il match, che fu uno dei più equilibrati della storia del trofeo, - facendo registrare per altro il record della vittoria con il minor scarto di punteggio (solo 1 di differenza) - si decise proprio nell'ultima azione disponibile a tempo ormai pressoché scaduto. I Bills, in svantaggio di un solo punto, erano in attacco, quando all'ultima azione erano ancora fermi sulle 47-yard. Decisero di provarci con un field goal, ma sfortunatamente per loro, il kicker Scott Norwood, sbagliò. Vinsero così i Giants che scrissero per la seconda volta il loro nome sull'albo d'oro. L'anno successivo i Buffalo Bills vennero sconfitti per la seconda volta dai Redskins (al loro terzo ed ultimo successo). Per la prima volta nella storia in occasione del Super Bowl XXVII e XXVIII la finale, in entrambe le occasioni, venne disputata tra le stesse squadre: i Bills e i Cowboys, con gli ultimi che vinsero entrambe le partite. Con questo duplice successo i Cowboys, raggiunsero, in vetta all'albo d'oro, il record dei quattro Super Bowl appartenuto, fino a quel momento ai Steelers e ai 49ers.