Casa Ferri, già Monteslini (Monticelli), è una dimora storica di Crema.
Storia Una delibera del Gran Consiglio del 1520 permetteva a Monteslino Monteslini di acquistare un'area compresa tra la chiesa di San Giuseppe (ove sorge ora Casa Borsieri) e la Chiesa di San Rocco, ossia tra le attuali Via Frecavalli e Piazza Guglielmo Marconi., per cui è verosimile che lo stabile sia stato costruito attorno al terzo decennio del XVI secolo.
Nel 1577 la proprietà, che includeva anche l'attuale Casa Viviani, fu smembrata tra i figli di Monteslino e lo stabile passo a Ercole..
NellEstimo del 1685 la costruzione era di proprietà di Ercole Monteslini e fratelli, figli di Nestore. Il figlio di Ercole, che si chiamava Nestore come il nonno, ottenne dalla Repubblica di Venezia un decreto per il quale fu permesso di mutare il cognome in Monticelli..
Proprietario nel 1745 era Giovan Battista Monticelli che sposò Giulia Strada: il nipote Giambattista ottenne di aggiungere al proprio cognome quello della nonna..
Per decreto reale a Carlo Monticelli nel 1887 fu rinnovato il titolo di marchese già esistito nella famiglia della madre, gli Obizzi, con trasmissione ai primogeniti maschi..
Nel 1914 Franco Monticelli sposò a Roma Emma dei Principi Torlonia, ma i cattivi affari che travolsero la famiglia, in particolare Luigi Monticelli, costrinsero alla vendita dello stabile che fu acquistato dall'ingegner Lucio Ferri, un ex amministratore.
Personalità legate al palazzo Giambattista Monticelli Strada: nato nel 1782 da Nestore e Quintilia Frecavalli, fu ciambellano dell'Imperatore d'Austria, Cavaliere di Santo Stefano di Toscana, più volte deputato rappresentante di Crema alla Congregazione centrale di Lombardia. Si spese a Vienna per il mantenimento della diocesi di Crema alla scomparsa di Tommaso Ronna di fronte alle voci di una sua aggregazione a quella di Lodi. Nel 1844 donò al vescovo Giuseppe Sanguettola la chiesa e il convento di Santa Chiara affinché vi venisse creato un oratorio festivo ancora esistente, unitamente ad un podere affinché servisse quale rendita per la neonata istituzione. Nel 1844 contribuì acquistando mobili e suppellettili alla riapertura del convento dei Cappuccini nel quartiere dei Sabbioni. Testò 70 mila lire austriache da devolvere all'Ospedale degli esposti e dei mendicanti assieme a due poderi del valore di 100 mila lire. Morì nel 1847..
Caratteristiche
L'edificio ha condiviso la proprietà con l'adiacente Casa Viviani ma si discosta da questa per la diversa altezza dei piani, le posizioni delle finestre, le curvature delle cantine, chiari segni di due fabbriche distinte..
Esternamente si presenta con un aspetto molto lineare, con semplici finestre prive di qualunque fregio; unico elemento qualificato è il portale circondato da una vistosa fascia a bugnato.
Oltre l'androne si giunge al cortile porticato; su due capitelli sono scolpiti gli stemmi Monteslini e Rovati realizzati in occasione o dopo il matrimonio tra Monteslino Monteslini e Lucrezia Rovati avvenuto attorno al 1530.
Su iniziativa di Giambattista Monticelli Strada la corte interna fu restaurata con la gronda ornata da doccioni e balconcini in ferro battuto sostenuti da mensole con cartigli a conchiglia, conferendo alla parte interna un'aspetta settecentesco.
Nell'androne è murata una lapide:
Note
Bibliografia
Voci correlate Casa Viviani
Altri progetti
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