Inchiesta sull'esistenza degli angeli custodi (Enquête sur l'existence des anges gardiens) è un saggio dell'autore francese Pierre Jovanovic del 1993, pubblicato in Italia nel 1995 dalle Edizioni Piemme.

Il libro è stato ripubblicato nel 2003 anche col titolo Il grande libro degli angeli custodi. È stato inoltre tradotto in inglese, spagnolo, portoghese e polacco.

Contenuto I. Dell'influenza degli angeli sulla vita quotidiana L'autore racconta che nel 1988 sarebbe scampato, secondo lui miracolosamente a una pallottola vagante, mentre negli Stati Uniti era alla guida di un'automobile e che da allora si è interessato alla questione dell'esistenza o meno degli angeli custodi. Narra di aver intervistato a riguardo diversi religiosi cattolici, non tutti credenti negli angeli, e di aver invece riscontrato un'inattesa apertura alla questione nello scienziato John Lilly. II. Degli angeli nel tunnel L'autore passa in rassegna diverse esperienze ai confini della morte raccolte da Raymond Moody e da altri studiosi dell'argomento per cercare tracce della presenza di angeli, concludendo che essi appaiono in buona parte di queste, benché non in tutte. III. Degli interventi sovrannaturali L'autore passa a considerare quelli che ritiene "interventi attivi" degli angeli nelle varie esperienze di pre-morte, traendone alcuni aspetti comuni, come il fatto che l'intervento angelico avvenga quando non è ancora "scoccata l'ora" prevista per la morte di quella determinata persona, e il ruolo della preghiera dei congiunti per stimolarlo. Esamina anche i casi in cui il soggetto sente delle voci che lo spingono ad agire (come nel caso di Giovanna d'Arco) o che lo mettono in guardia da azioni pericolose che altrimenti sarebbero state mortifere. IV. Dei dialoghi con gli angeli L'autore prende in considerazione i Dialoghi con l'angelo dell'artista ungherese Gitta Mallasz, sulle analogie e sulle divergenze con altre esperienze riportate di comunicazione con gli angeli. V. Elisabeth Kübler-Ross L'autore racconta il suo incontro con la psichiatra svizzero-americana Elisabeth Kübler-Ross, considerata un'autorità nel campo della tanatologia. La donna, citando i casi di esperienze di pre-morte con cui ha avuto a che fare, si dice certa dell'esistenza degli angeli custodi, che chiama "i suoi spooks (fantasmi)".. VI. Dove sono gli angeli negli incidenti? L'autore si pone la domanda sul perché non sembri esserci un effettivo intervento degli angeli negli incidenti che sfociano nel decesso di una o più persone. Fa notare che da una parte l'incidente potrebbe essere effettivamente la conclusione predestinata della morte dell'individuo, dall'altra molti sopravvissuti a esperienze di pre-morte hanno dichiarato che era stata loro data la possibilità di accedere direttamente al Paradiso o di tornare sulla terra, e che avevano scelto la seconda opzione, soprattutto per non dover lasciare i propri famigliari.

VII. Dei mistici e degli angeli L'autore considera le testimonianze sull'esistenza degli angeli che esperienze che avrebbero fornito i mistici della religione cristiana, e le prove a favore della santità delle persone in via di beatificazione o canonizzazione, soffermandosi in particolare sull'incorruttibilità del corpo, che attribuisce a fattori esclusivamente sovrannaturali. VIII. Dei santi «Formula 1» e degli angeli Con l'espressione "santi «Formula 1»" l'autore definisce quei santi che sono stati stigmatizzati in vita, hanno prodotto miracoli, hanno avuto visioni angeliche e il cui cadavere è stato ritrovato incorrotto. Passa in rassegna i casi di Anna Caterina Emmerich, Maria Maddalena de' Pazzi, Teresa d'Avila e Caterina da Siena. IX. Degli stigmatizzati e degli angeli L'autore cita diversi casi di santi e/o mistici con le stesse caratteristiche del gruppo precedente, tranne l'incorruttibilità del corpo, facendo anche notare che alcuni di loro furono più o meno osteggiati dalla Chiesa cattolica mentre erano in vita. Si sofferma su Georgette Faniel (donna canadese nata nel 1915, intervistata dall'autore), Padre Pio, Teresa Neumann, Maria Giulia Jahenny, Elena Kowalska, Gemma Galgani, Margherita Maria Alacoque, Angela da Foligno e Gertrude di Helfta. X. Un'estasi indescrivibile Vengono fatte diverse considerazioni sui fenomeni estatici e su come questo porti gli individui che li provano ad accettare anche terribili sofferenze dopo essersi sentiti pervasi dell'amore divino. Viene fatta notare anche l'intermediazione di angeli (ad esempio Raffaele nelle parole della mistica tedesca Mechtilde Thaller) in alcuni casi. XI. Incorruttibili e angeli L'autore ritorna sulla questione dell'incorruttibilità dei corpi come possibile prova di santità. Cita quindi i casi di Jacinta Marto, Caterina Labouré, Maria d'Agreda e santa Cecilia. XII. Visionari e angeli L'autore narra gli incontri avuti con vari veggenti che avrebbero avuto apparizioni di angeli (la svizzera Vassula Rydén, la giapponese Katsuko Sasagawa,Destinataria delle apparizioni di Nostra Signora di Akita. lo statunitense John Hein,Nato nel 1924, avrebbe avuto una guarigione miracolosa nel santuario di un'apparizione mariana a Lubbock, in Texas (). la spagnola Jacinta GonzálezUna delle destinatarie delle apparizioni di Nostra Signora del Monte Carmelo di Garabandal.) a cui aggiunge le disamine dei casi di Gabriella Bossis, Jean-Édouard Lamy, Maria Lataste e Ildegarda di Bingen. XIII. Conclusione: gli angeli preferiscono le donne (ma gli uomini preferiscono le hostess dell'aria) L'autore fa notare che statisticamente sono più le donne che gli uomini ad avere apparizioni di angeli, per motivi che possono essere legati al diverso ruolo psico-sessuale dei due sessi, e conclude che per assicurarsi l'aiuto del proprio angelo custode non è necessario vederlo, ma credere in lui.

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