Il diario di Bridget Jones (Bridget Jones's Diary) è un film del 2001 diretto da Sharon Maguire.

Si tratta di una commedia romantica britannica basata sul romanzo omonimo di Helen Fielding. A sua volta quest'ultimo è frutto della riorganizzazione dei testi alla base di alcune rubriche fisse di Fielding sui giornali The Independent e The Daily Telegraph, che all'epoca riscossero molto successo tra i lettori.

La storia, ispirata al romanzo Orgoglio e pregiudizio e alla popolare serie TV del 1995, racconta la vita, in tono umoristico, di una trentenne inglese (Bridget Jones) che trova il suo posto nel mondo, nonostante gli ostacoli.

L'attrice Renée Zellweger è stata candidata all'Oscar come miglior attrice protagonista, per la sua interpretazione del personaggio di Bridget Jones.

Ha avuto tre sequel: Che pasticcio, Bridget Jones! (2004), Bridget Jones's Baby (2016) e Bridget Jones - Un amore di ragazzo (2025).

Trama

Bridget Jones è una trentenne frustrata, leggermente sovrappeso, un po' troppo incline al fumo, all'alcool e alle figuracce, con tre migliori amici (Jude, Shazzer e Tom) single come lei. È invaghita del suo capo al lavoro, Daniel Cleaver, brillante e donnaiolo.

Il giorno di Capodanno viene invitata, come ogni anno, al buffet freddo a base di tacchino al curry di sua madre, che tenta in ogni modo di accasarla con "un noiosone di mezza età con i capelli a cespuglio". È così che fa la conoscenza di Mark Darcy, un avvocato dei diritti umani che si mostra altezzoso e scostante nei suoi confronti. Le sue parole spingono però Bridget a ragionare, e decide di riprendere in mano la sua vita cominciando un diario in cui scrivere tutta la verità su di sé e riproporsi di cambiare.

L'anno comincia nondimeno con la solita routine, fin quando non prende a scambiarsi messaggi in ufficio con Daniel, prima per caso, poi sempre più di frequente. Alla presentazione di La Moto di Kafka Bridget rincontra Mark e riesce ad avere una cena con Daniel in persona, durante la quale quest'ultimo le rivela di essere stato il testimone di nozze di Mark, suo amico dai tempi di Cambridge, e che il loro legame si è infranto quando Mark è stato a letto con la fidanzata di Daniel. La serata si conclude nel migliore dei modi e Bridget e Daniel instaurano una relazione.

Dopo una minifuga romantica nel fine settimana, Bridget scopre che Daniel, per nulla cambiato nelle sue abitudini di donnaiolo, la tradisce con Lara, una sua collega americana. Di primo acchito si dispera, ingrassa, dopodiché decide di non farsi distruggere da lui e cerca lavoro ottenendo un posto in televisione e affrontando Daniel a testa alta.

Nel frattempo, ad una cena di coppie felicemente sposate, Mark fa un'inaspettata dichiarazione a Bridget, affermando che lei gli piace "così com'è". Anche questa volta riesce a far riflettere molto Bridget, che inizia a cambiare opinione su di lui. Grazie a Mark riesce anche ad ottenere una vittoria importante sul lavoro, nell'intervistare Kafir Aghani ed Eleanor Eeney, marito e moglie in lotta per far valere i diritti di lui, un curdo che rischiava la morte se fosse stata accolta la richiesta della propria estradizione dal Regno Unito.

Bridget decide di festeggiare organizzando una cena con i suoi amici, lo stesso giorno del suo compleanno, alla quale per una serie di circostanze partecipa anche Mark. Le cose tra i due sembrano andare per il verso giusto, finché non compare Daniel per scusarsi con Bridget e dirle di non averla mai dimenticata. Si scatena un litigio tra i due uomini che culmina con un'aperta rissa per le strade. Bridget si infuria con Mark, ma rivela a Daniel di star ancora cercando qualcuno migliore di lui e non intende riprendere la loro storia.

Più tardi la donna viene a sapere che in realtà è stato Daniel ad andare a letto con l'ormai ex moglie di Mark, così Bridget fa irruzione durante una festa a casa dei coniugi Darcy per porgere le sue scuse a Mark e dirgli che lui le piace "così com'è", alla stessa maniera in cui lo aveva detto Mark in passato. Lui però deve partire per gli Stati Uniti, e lascia Bridget col cuore spezzato.

Gli amici di lei cercano di tirarla su organizzando un weekend a Parigi, ma quando Bridget sta per andarsene si presenta Mark, tornato dagli Stati Uniti solo per lei. Quando i due salgono a casa di lei e Bridget lo lascia un attimo da solo, Mark legge il diario che lei aveva lasciato aperto sul tavolo, dove trova una serie di invettive contro di lui scritte da Bridget nel passato. Mark va via dall'abitazione e non appena Bridget se ne rende conto lo insegue, incurante di essere praticamente in mutande, per implorarlo di tornare... e scopre che lui stava soltanto andando a comprarle un diario nuovo, per cominciare una nuova pagina insieme, e alla fine si baciano.

Temi Helen Fielding ha creato un personaggio in grado di riflettere i problemi e le preoccupazioni dei lettori ma senza dimenticare il pubblico di sesso maschile. Il diario di Bridget Jones, più che un romanzo femminista, è una nuova rappresentazione della guerra fra i sessi.

Il film si concentra sulle abitudini sessuali contemporanee attraverso i conflitti di coppia e la ricerca di un amore duraturo.

La storia si ispira, come ammette la stessa scrittrice, a Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Sono rappresentate molte delle ansie che colpiscono i trentenni degli anni novanta. Pur trattandosi di una commedia romantica in cui la protagonista desidera innamorarsi, Bridget rompe tutti gli stereotipi che da sempre caratterizzano il genere e si presenta come un'eroina fuori da ogni standard: fuma e beve troppo, ha quotidiani problemi con la bilancia, commette errori stupidi uno dopo l'altro. In definitiva, è un'eroina adatta a uomini e donne che aspirano a non soffrire più le pene d'amore in un'epoca caratterizzata dal "sesso senza impegno" e dai manuali di autosostegno.

Produzione Il diario di Bridget Jones nasce il 28 febbraio del 1995 come rubrica fissa della giornalista Helen Fielding, sul quotidiano britannico The Independent.

Con sarcasmo, la scrittrice descrive ogni settimana il punto di vista di una donna sopra i trent'anni, single, che cerca amore e stabilità in un mondo post-femminista. La rubrica ha avuto un tale successo che diventa un romanzo nel 1996. Il risultato è stato sorprendente: il libro ha venduto più di 10 milioni di copie in tutto il mondo nei primi sette anni. Bridget Jones diventa così un fenomeno culturale mondiale, per la prima volta un personaggio di fantasia simboleggiava problemi e aspirazioni delle donne del tardo XX secolo.Cosmopolitan culture and Consumerism in Chick Lit di Caroline J. Smith su GooglebooksDossiers feministes: Humor y mujeres. ¿lo pillas?, Seminari d'investigació feminista dell'Università Jaume I su GooglebooksMartin Jacques (ed.), ¿Tercera vía o neoliberalismo?, pg.180 su Googlebooks La calorosa accoglienza del romanzo ne ha decretato la strada verso il grande schermo.

I produttori Tim Bevan e Eric Fellner ne riconoscono il potenziale prima ancora che diventi un bestseller: solo durante la lavorazione le vendite salgono a 4 milioni di copie. Dopo un anno e mezzo di ricerche, Helen Fielding propose di affidare la regia a Sharon Maguire, con una lunga esperienza nel campo dei documentari ma esordiente su un lungometraggio. Con un budget di circa 42 milioni di dollari, la produzione della commedia fu a carico della StudioCanal e della Working Title Films. Della distribuzione si occupò la Universal Pictures ad eccezione degli Stati Uniti dove fu invece distribuita dalla Miramax Films.

L'adattamento cinematografico ha presentato alcune sfide tecniche. Il pensiero di Bridget, onnipresente nel libro che è infatti strutturato come un diario, è difficilmente comunicabile in un film. Mantenendo la trama e lo spirito del romanzo, lo sceneggiatore Andrew Davies, che ha scritto la sceneggiatura per la serie televisiva Orgoglio e pregiudizio del 1995, ha lavorato con Helen Fielding per tradurre le preoccupazioni di Bridget Jones in uno stile cinematografico. Con l'aiuto di Richard Curtis, sono state aggiunte alla storia alcune situazioni nuove e divertenti per rendere il film una commedia brillante.

Cast

Il successo del film dipendeva principalmente dall'interpretazione dell'attrice scelta per interpretare Bridget Jones e dalla sua capacità di far identificare le donne con il personaggio. L'elemento chiave era trovare una Bridget con un'immagine che piacesse al pubblico. Inoltre, doveva dare l'impressione di essere una persona che crede ancora nelle favole e, contemporaneamente, avere un carattere stupidamente impulsivo. La scelta arrivò dopo una ricerca di due anni fra diverse candidate, fra cui Kate Winslet, Toni Collette e Helena Bonham Carter. Kate Winslet, 25 anni all'epoca del film, fu ritenuta troppo giovane per la parte. Toni Collette rinunciò invece per via dei suoi impegni a Broadway. L'annuncio che la statunitense Renée Zellweger era stata scelta per il ruolo dell'inglese Bridget Jones provocò dei campanelli d'allarme nella stampa britannica. Per prima cosa Zellweger, prima dell'inizio delle riprese, è volata a Londra per studiare l'accento inglese. Al riguardo, Zellweger ha dichiarato:

La sua professoressa di dizione fu Barbara Berkery, che aveva già lavorato con Gwyneth Paltrow nel film Shakespeare in Love e che la sottopose a esercizi quotidiani di ritmo e dizione per poter adottare un impeccabile accento britannico. Per perfezionare la trasformazione, i realizzatori le trovarono lavoro come tirocinante per due settimane presso la casa editrice Picador, dove prese telefonate, facendo caffè e fotocopie con il nome di Bridget Cavendish. Infine, per completare la sua trasformazione, l'attrice ha dovuto affrontare una delle prove più difficili della sua carriera: mettere su peso. La sua dieta fu a base di panini farciti con burro di arachidi, hamburger, pizze e bevande proteiche (cosa che non ha dovuto fare nell'ultimo sequel Bridget Jones’s Baby). Secondo la costumista Rachael Fleming, Renée sul set ha dichiarato: "Sono così grassa!". Grazie a questa dieta a base di cibo spazzatura prese circa 12 chili e raggiunse l'immagine fisica ideale per sottolineare l'aspetto più trascurato del suo personaggio.

Nel frattempo la produzione era alla ricerca di due attori che interpretassero i due corteggiatori di Bridget: due uomini completamente diversi fra loro e che fossero due rubacuori britannici. Per il ruolo dell'enigmatico e donnaiolo Daniel Cleaver, capo di Bridget alla casa editrice, fu scelto l'inglese Hugh Grant. Per la prima volta Hugh abbandona il ruolo dell'eroe romantico e rivela un lato più cinico e deprecabile. Già alla prima inquadratura, Daniel Cleaver mostra al pubblico la sua natura di cacciatore vizioso e rappresenta il tipo di uomo che Bridget non vuole. Al suo opposto c'è Mark Darcy, l'innamorato timido e tranquillo che non osa dire ciò che sente e porta ridicoli maglioni di lana regalati dalla madre senza protestare. Non è un segreto che Helen Fielding si fosse ispirata al Signor Darcy di Orgoglio e pregiudizio per crearne il personaggio. In aggiunta la scrittrice ha ammesso che, dopo aver visto Colin Firth nel ruolo di Darcy nell'adattamento televisivo del 1995, ha da sempre immaginato l'attore nel ruolo di Mark. Nel romanzo, la stessa Bridget ha una cotta per l'attore Colin Firth. Quindi, trovare il "vero amore" di Bridget non fu difficile. Colin Firth fu scelto non solo per la sua esperienza nel ruolo di Fitzwilliam Darcy, ma anche per la sua capacità di interpretare uno snob e altezzoso intellettuale all'inizio del film ma che potesse essere amato alla fine.

Fra gli altri attori che compaiono nella commedia:

Jim Broadbent è il papà di Bridget Gemma Jones è la mamma di Bridget Celia Imrie è Una Alconbury James Faulkner è zio Geoffrey Shirley Henderson è Jude James Callis è Tom Sally Phillips è Shazzer

Claire Skinner è Magda Charmian May è la signora Darcy