La Porta di Brandeburgo () è una porta in stile neoclassico di Berlino. Ubicata sul lato occidentale di Pariser Platz, nel quartiere di Mitte, è il monumento più famoso di Berlino, ed è conosciuta in tutto il mondo come simbolo della città stessa e dell’intera Germania.

La porta preesistente

In seguito alla fondazione del quartiere di Dorotheenstadt, avvenuta intorno al 1670, e alla sua integrazione nel sistema di fortificazioni urbane di Berlino, venne edificata la prima porta. Questa era costituita da un varco praticato nel bastione rialzato e da un ponte levatoio che attraversava il fossato circostante. La sua collocazione corrispondeva approssimativamente all'attuale Schadowstraße..

Con l'espansione occidentale di Dorotheenstadt e la costruzione del muro doganale della città di Berlino, nel 1734 l'architetto Philipp Gerlach realizzò sul sito dell'attuale Porta di Brandeburgo una porta cittadina più semplice, orientata sulla strada che conduceva a Brandeburgo sulla Havel. Il complesso architettonico era costituito da due piloni in stile barocco ornati con pilastri e trofei, ai quali si collegavano le ali laterali della porta.. Accanto alla struttura principale, destinata al transito cerimoniale, erano presenti passaggi pedonali più semplici, ricavati nel muro doganali ed arricchiti da un apparato decorativo di vasi ornamentali. Già all'interno del muro doganale si trovavano, rispettivamente a sud e a nord della porta, l’edificio della guardia e quello adibito alle autorità fiscali.

In vista della successiva ricostruzione della porta, la stazione dei pompieri situata a nord fu demolita nel maggio 1788, al fine di consentire la realizzazione di un percorso provvisorio intorno all'area di cantiere. La demolizione della precedente Porta di Brandeburgo ebbe inizio nell'estate dello stesso anno.

Simbolismo

La Porta di Brandeburgo fu ricostruita con l’intento di simboleggiare il potere politico, sia interno che estero, di Federico Guglielmo II. In alcune delle prime proposte progettuali si considerò l’idea di collocare sull'edificio la scritta “Federico” in lettere di bronzo, quale espressione diretta della sovranità monarchica.

Il progetto architettonico della nuova porta si ispirava ai Propilei dell'Acropoli di Atene, suggerendo così un parallelismo tra Federico Guglielmo II e Pericle: il sovrano prussiano, in questo modo, desiderava presentarsi come un monarca illuminato, capace di inaugurare una nuova "età dell'oro" in Prussia. Pericle, dopo aver conquistato la direzione della politica ateniese, consolidò il suo potere con una saggia politica di alleanze strategiche, garantendo così per la sua polis un lungo periodo di pace, nonché di supremazia, all'interno della neocostituita Lega delio-attica. Questo era esattamente ciò che desiderava Federico Guglielmo II, il quale, dopo aver pacificato con la forza la Repubblica dei Paesi Bassi Uniti nel 1787 attraverso l'invasione delle truppe prussiane e aver promosso un'alleanza tra Prussia, Paesi Bassi e Gran Bretagna, aspirava a instaurare un nuovo equilibrio nel quadro politico europeo retto dall'egemonia prussiana.

In tale contesto politico e ideologico la porta venne inizialmente designata come "Porta della Pace". Oltre al sovrano stesso, anche la sorella, Guglielmina d'Orange - principessa ereditaria della Repubblica dei Paesi Bassi - doveva essere celebrata come artefice della pace. Fu infatti grazie alla sua azione diplomatica che Federico Guglielmo II decise di intervenire nei Paesi Bassi, rafforzando così la posizione della Prussia in Europa. Il nome "Porta della Pace" non risultava in contraddizione con la scelta di coronare l'edificio con una figura allegorica della Vittoria; al contrario, tale accostamento rifletteva coerentemente la concezione assolutista del potere nel XVIII secolo.

Sia la conformazione architettonica delle ali quanto il suo apparato decorativo facevano sì che la porta fosse rivolta simbolicamente soprattutto verso l'interno della città. L’intento non era quindi di impressionare chi arrivava, ma di comunicare visivamente ai cittadini il potere e la grandezza del sovrano. In questo senso, la Porta di Brandeburgo assumeva la funzione di sfondo scenografico per l’ingresso trionfale del re a Berlino, arricchendo la capitale con un simbolo monumentale della regalità e della rappresentanza.

Architettura

La Porta di Brandeburgo è un monumentale complesso architettonico in stile neoclassico, composto dalla struttura principale della porta e da due ali laterali. Queste ultime non solo assicurano una transizione armoniosa tra la porta e gli edifici adiacenti, definiscono uno spazio architettonico simile a un cortile d'onore, magnificato ulteriormente dalla scelta stilistica neoclassica.

Fu l'architetto Carl Gotthard Langhans a essere incaricato dal re Federico Guglielmo II della realizzazione del monumento in qualità di direttore dellOberhofbauamt. Il progetto prevedeva la costruzione della porta ispirandosi al modello dei Propilei, la monumentale porta d'ingresso all'Acropoli di Atene. Poiché Langhans non si era mai recato in Grecia, egli si basò su descrizioni e disegni di viaggiatori e studiosi, come Julien-David Le Roy, James Stuart e Nicholas Revett. Il re, inoltre, intendeva che la porta fosse collocata in modo da poter valorizzare visivamente l’asse urbano e il vicino Tiergarten, assicurandole la massima apertura e visibilità.Pöthe 2014, S. 187. Questo obiettivo rese necessarie alcune modifiche rispetto al modello greco: Langhans ridusse sensibilmente la profondità della struttura e adottò colonne più snelle e alte, consentendo una visuale più ampia e una minore ostruzione del paesaggio. L'architrave rialzato contribuiva ulteriormente a questo effetto.

La porta si compone di due file parallele di sei colonne doriche scanalate con base, per un totale di dodici colonne; le rudentature inserite tra le scanalature, tuttavia, si allineano maggiormente all'ordine ionico. Tra ciascuna coppia di colonne è inserita una parete in mattoni intonacati, poiché le colonne da sole, essendo molto snelle, non avrebbero potuto sostenere i carichi della sovrastruttura, sulla quale gravava anche il peso della quadriga posta in sommità. Le sei coppie di colonne, insieme ai muri intermedi, formano così cinque passaggi, con quello centrale più ampio, secondo il modello dei Propilei. Sopra di essi si sviluppa la trabeazione, la quale, a differenza del modello classico, non è realizzata in grandi blocchi di pietra sovrapposti, bensì è stata costruita orizzontalmente. Per ridurre il peso gravante sulle colonne, inoltre, la trabeazione non è piena, ma racchiude (insieme all'attico) uno spazio di circa 250 m², la cosiddetta «Soldatenkammer» [Camera dei soldati], accessibile tramite il tetto del corpo di guardia. La trabeazione è decorata su entrambi i lati con un fregio dorico con metope e triglifi, sormontato da un geison. Sopra di esso, al posto del tradizionale frontone triangolare greco, si trova un attico, anticipato da una serie di gradini piatti, i quali, con il loro profilo, evocano la forma archetipica del frontone e conducono simbolicamente al centro della struttura. L’attico è infine coronato dalla quadriga, collocata sopra il portale centrale.

Originariamente, ai lati della porta si trovavano brevi tratti murari con nicchie destinate a statue di Marte e Minerva, disposte in modo da inquadrare visivamente la piazza antistante (oggi Pariser Platz). Più all'esterno vi erano rimesse a due piani per carrozze, integrate nel muro di cinta cittadino e situate dietro gli edifici laterali, risultando così invisibili dalla piazza. Queste rimesse erano collegate agli edifici laterali mediante una copertura comune che si estendeva lungo il lato interno delle mura, definendo così uno spazio chiuso antistante alla porta. Con la demolizione del muro di cinta tra il 1867 e il 1868, anche le rimesse vennero abbattute. Nel 1868, l'architetto Heinrich Strack progettò dei nuovi colonnati per collegare la porta agli edifici laterali, creando due ulteriori passaggi pedonali. Durante questo intervento, le statue di Marte e Minerva persero la loro posizione originaria e furono ricollocate nei muri esterni della porta.

Le ali odierne non corrispondono fedelmente alle strutture originarie. In passato, esse erano collegate lateralmente agli edifici contigui e presentavano colonnati dorici soltanto sulle facciate rivolte verso la piazza. Le ali furono distrutte durante la Seconda guerra mondiale e successivamente ricostruite, questa volta circondate da colonnati su tutti i lati, soluzione che ha reso possibile un ulteriore passaggio pedonale lungo il lato rivolto verso la porta.

Misure La Porta di Brandeburgo presenta una struttura monumentale con un'altezza complessiva di 20,3 metri, mentre la quadriga posta sulla sommità raggiunge un'altezza totale di circa 26 metri. L’intero complesso ha una larghezza di 62,5 metri e una profondità di 11 metri. Le colonne doriche che caratterizzano la facciata misurano 13,5 metri in altezza e hanno un diametro di 1,73 metri. Il passaggio centrale, destinato originariamente al traffico cerimoniale, ha una larghezza di circa 5,65 metri (equivalenti a 18 piedi), mentre ciascuno dei passaggi laterali misura circa 3,80 metri (pari a 12 piedi e 1 pollice).

Sculture Oltre alla sua rilevanza architettonica, la Porta di Brandeburgo fu arricchita da un programma decorativo scultoreo molto articolato, comprendente sia opere a tutto tondo sia rilievi. Le decisioni relative all'apparato ornamentale furono in parte definite durante il corso stesso dei lavori, riflettendo una progettazione artistica in evoluzione. La maggior parte dei disegni e dei progetti scultorei fu realizzata da Johann Gottfried Schadow, che operava in qualità di direttore del laboratorio di scultura della corte e responsabile della sezione scultura presso l'Oberhofbauamt (Ufficio Edile della Corte Suprema). L’esecuzione delle opere fu affidata a numerosi scultori, rendendo il cantiere della Porta di Brandeburgo un prezioso laboratorio stilistico, nonché una significativa fonte di impiego per gli artisti prussiani dell’epoca.

Elemento scultoreo più iconico della Porta di Brandeburgo, la quadriga è il principale elemento decorativo della Porta di Brandeburgo, concepito già nella fase progettuale da Carl Gotthard Langhans. L'ispirazione per questa composizione sembra provenire dal Mausoleo di Alicarnasso, una delle sette meraviglie del mondo antico. La figura centrale della quadriga è la dea romana della Vittoria, in trionfale ingresso nella città sul suo carro trainato da quattro cavalli, simboleggiando così l'arrivo della pace a Berlino. Il più antico verbale noto riguardante la quadriga, risalente al marzo 1789, cita esplicitamente l’intenzione di rappresentare la dea Vittoria: "[Si] decise che il signor Schadow avrebbe dovuto realizzare un modello [...] che esprimesse chiaramente le dimensioni di un gruppo di quattro cavalli e un carro insieme a Vittoria". Anche durante la fase di cantiere non venne operata alcuna reinterpretazione della figura, e il maestro lattoniere Koehler ricevette compensi già nel 1791 per la realizzazione della "figura in rame della Vittoria". Non sono documentate, secondo lo stato attuale della ricerca, versioni alternative della figura come Nike (dea greca della vittoria) o Eirene (dea ellenica della pace). Secondo la storica dell’arte Zitha Pöthe:

Fino alla fine del XIX secolo circolarono ipotesi secondo cui la quadriga fosse inizialmente orientata verso ovest, verso Charlottenburg, ma questa teoria fu definitivamente smentita nel 1912 da Emil von Siefart.