Il Club de Fútbol América, meglio noto come Club América o più semplicemente América, è una società di calcio di Città del Messico. Milita nella Primera División messicana e gioca le partite casalinghe nello stadio Azteca della capitale (87.583 posti).

Fondato nel 1916, il club è uno dei più prestigiosi dell'America centrale e settentrionale e uno dei due più titolati del Messico insieme al , con cui disputa il match detto Clásico de Mexico. Nel suo palmarès può annoverare, a livello nazionale, la vittoria di 16 campionati messicani, cinque Coppe del Messico, sei Supercoppe del Messico e una InterLiga, mentre a livello internazionale vanta la vittoria di sette CONCACAF Champions' Cup/Champions League (record continentale), una CONCACAF Giants Cup e due Coppe Interamericane, per un totale di dieci trofei continentali (record). Conta inoltre tre partecipazioni alla Coppa del mondo per club FIFA, dove il miglior risultato è il quarto posto ottenuto nel 2006 e nel 2016.

Dal 1959 è di proprietà del Grupo Televisa.

Storia Fondazione e primi decenni Nel 1916 a Città del Messico studenti del Colegio Mascarones e del Colegio Marista de la Perpetua formarono due squadre di calcio, di nome Récord e Colón. Il 12 ottobre di quell'anno le due compagini decisero di fondersi per creare una squadra più competitiva. Tra i tanti nomi proposti fu scelto quello suggerito dal calciatore Pedro "Cheto" Quintanilla, che aveva proposto América, dato che la squadra era stata costituita il giorno della scoperta dell'America. Rafael Garza Gutiérrez andò a prendere dei pantaloni del padre di colore blu e una maglietta gialla e si scelsero quei colori come rappresentativi della squadra.

Nel 1916 l'América era il solo club della capitale messicana a schierare calciatori messicani. Compagini quali , , Real Club España, Germania e Asturias erano già componenti della Liga Mayor de la Ciudad. Condizione per l'accesso dell'América nella Liga era la vittoria di tre partite. Il club della capitale ottenne due vittorie e un pareggio in tre match e fu accettato nella confederazione.

A maggio del 1918 la squadra cambiò nome in Club Unión, ma a febbraio del 1920 tornò a chiamarsi América. Dal 1924 al 1928 si aggiudicò per quattro anni il campionato della capitale e allo stadio attirò grandi folle. Nel 1926 l'América divenne la prima squadra messicana a giocare una partita all'estero. Negli anni a venire, insieme all'Atlante, si adoperò per ridurre il numero di stranieri che giocavano a calcio nelle squadre del paese. Nel 1928, poco dopo la fondazione della federcalcio messicana, Rafael Garza Gutiérrez fu nominato selezionatore della nazionale messicana. La maggior parte dei giocatori che parteciparono al Olimpiadi del 1928 e al nelle file del Messico militavano nel Club América.

1940-1969 Fino al 1942 in Messico esistevano vari campionati, anche se quello della capitale Città del Messico era considerato il più competitivo.

Nel 1942-1943 fu istituito il primo campionato messicano di calcio, noto Liga Mayor. All'inizio dell'epoca professionistica il Club América, attanagliato da problemi finanziari, stazionò nei bassifondi della classifica del campionato. In questo periodo nacque comunque la rivalità con il , specialmente nella stagione 1945-1946, quando il Guadalajara batté l'América per 6-4 e 4-2.

Nel 1951-1952 concluse il campionato all'undicesimo e penultimo posto, con 3 punti di vantaggio sul retrocesso. Nel 1954 l'América sconfisse i rivali del Guadalahara ai tiri di rigore dopo lo 0-0 nella finale della Copa México, aggiudicandosi così il suo primo trofeo.

Nel 1956 il club fu ceduto all'azienda di bevande analcoliche Jarritos. Nel 1955 l'América vinse il titolo di Campeón de Campeones sconfiggendo per 3-2 il Zacatepec. Il 22 luglio 1959 la proprietà del club passò ad Emilio Azcárraga Milmo, proprietario di Telesistema Mexicano, che lo acquistò da Isaac Bessudo.

Risale al 1959-1960 il secondo posto in campionato dietro al Guadalajara. Il 21 aprile 1964, allo stadio Olimpico Universitario di Città del Messico, la squadra, allenata da Alejandro Scopelli, batté il per 6-5 nella finale di Coppa Messico. Alfonso Portugal segnò ben cinque dei sei gol dell'América; l'altro marcatore fu José González.

Il 7 maggio 1965 l'América vinse nuovamente il titolo battendo per 4-0 in finale il allo stadio Olimpico Universitario, con doppiette di Javier Fragoso e Vavá.

1970-1980 Dopo che il Messico ospitò il fu istituita la Liguilla, cioè i play-off del campionato messicano, da disputarsi al termine della stagione regolare.

Nel 1971, nella prima finale dei play-off della storia del calcio messicano, l'América ebbe la meglio sul (pareggio per 0-0 in trasferta e vittoria per 2-0 allo stadio Azteca). L'anno dopo fu il a eliminare la squadra della capitale nei play-off. La rivincita dell'América giunse nella finale del 1973, quando fu battuto proprio il Cruz Azul. Dopo aver mancato l'accesso ai play-off per alcune stagioni, nel 1975-1976 l'América trionfò di nuovo, battendo in finale l'Universidad de Guadalajara allo stadio Jalisco (3-0) e all'Azteca (1-0). Vinse inoltre il titolo di Campeón de Campeones sconfiggendo il per 2-0.

Nel 1977 partecipò per la prima volta alla Copa Interamericana, contro gli argentini del , vincitori della Coppa Libertadores 1977. Dopo aver perso l'andata e vinto il ritorno, l'América vinse la gara di spareggio nel 1978 con il punteggio di 2-1 dopo i tempi supplementari, grazie ad un gol su calcio di punizione di Carlos Reinoso allo scadere. L'América divenne il primo club messicano e della CONCACAF a sollevare il trofeo. Più tardi, vincendo la CONCACAF Champions' Cup 1977 (disputatasi con ritardo), divenne il primo club della CONCACAF ad aggiudicarsi il double.

1980-1990 Gli anni '80 del novecento sono considerati l'epoca d'oro dell'América. In questi decennio l'América vinse 5 titoli nazionali (1983-84, 1984-85, 1985, 1987-88, 1988-89), di cui tre consecutivi, 2 Supercoppe del Messico (1987-88, 1988-89) e la CONCACAF Champions' Cup 1987.

Nel 1983-1984 l'América batté nella finale del campionato il Guadalajara, che l'anno prima aveva eliminato l'América in semifinale. Dopo il pari per 2-2 allo stadio Jalisco la squadra della capitale prevalse nel proprio stadio, l'Azteca, con il punteggio di 3-1, aggiudicandosì così il trofeo. Resta questa l'unica volta in cui le due squadre si sono incontrate nella finale del campionato.

Nella finale del 1985-1985 l'América sconfisse i . Dopo due pareggi, all'Azteca e allo stadio Olimpico Universitario, fu la volta della partita di spareggio, disputatasi allo stadio Corregidora di Querétaro. Fu Daniel Brailovsky a consegnare il secondo titolo consecutivo all'América segnando due gol (3-1 il finale).

Per consentire al Messico di preparare il , di cui fu paese ospitante, quell'anno il campionato nazionale si disputò in due fasi, denominate Prode-85 e Mexico-86. Nel Prode-85 l'América capeggiò la classifica e sconfisse poi Universidad de Guadalajara e , raggiungendo così la finale contro il . A Tampico l'América colse una clamorosa sconfitta (4-1), ma nel ritorno all'Azteca seppe vincere per 4-0, aggiudicandosì così il trofeo.

Nella stagione 1987-88 l'América incontrò in finale i Pumas UNAM, in una riedizione della finale del 1985. Il punteggio complessivo tra andata e ritorno (4-2) arrise alla squadra della capitale. Nel 1988-89 il club gialloblu si ripeté battendo in finale il , che incontrò per la prima volta in finale dal 1972. L'andata fu vinta dall'América per 3-2, mentre il ritorno si concluse con un pareggio per 2-2.

1990-2000 Negli anni '90 l'América si aggiudicò la CONCACAF Champions' Cup 1990, la Coppa Interamericana 1993 e la CONCACAF Champions' Cup 1993.

Nel 1990-1991, dopo aver dominato la stagione, eliminò Universidad de Guadalajara ai quarti di finale e Guadalajara in semifinale, raggiungendo così la finale contro i Pumas UNAM, che vinsero.

Nel 1994 il presidente Emilio Diez Barroso ingaggiò l'allenatore olandese Leo Beenhakker, reduce dalla vittoria della Primera División spagnola alla guida del . Sul fronte calciatori arrivarono François Omam-Biyik, Kalusha Bwalya, Joaquín del Olmo, Raúl Gutierrez. Con 51 punti in classifica e 88 gol segnati, l'América parve avviato verso una stagione trionfale, ma a poche giornate dalla fine del campionato, il 6 aprile 1995, Beenhakker fu esonerato perché difese Del Olmo, in contrasto con il presidente. L'América raggiunse la semifinale del campionato e perse contro il Cruz Azul. L'América del 1994-1995 è considerata una delle squadre migliori nella storia del calcio messicano, anche se concluse la stagione senza trofei.

Nel 1998 l'América, con il Guadalajara, divenne il primo club messicano a partecipare alla Coppa Libertadores. Le due squadre furono inserite nello stesso girone preliminare, completato da due compagini del Venezuela. L'América si piazzò secondo alle spalle dei connazionali e avanzò alla fase successiva, consistente in un altro giron insieme con il Guadalajara e con due squadre brasiliane, e . L'América si piazzò terzo davanti al Guadalajara e dietro Grêmio e Vasco, qualificandosi così per gli ottavi di finale, dove fu eliminato dal (1-1 all'Azteca e 1-0 per gli argentini allo Monumental).

2000-2010 Nell'agosto 2001 l'América vinse la CONCACAF Giants Cup battendo il per 2-0. L'anno dopo raggiunse la finale di campionato contro il . Dopo la sconfitta per 2-0 in trasferta, vinse per 2-0 in casa, portando la sfida ai tempi supplementari, dove fu decisivo il golden goal di Hugo Norberto Castillo su colpo di testa al 107º minuto di gioco. La marcatura consentì al club della capitale messicana di vincere il titolo nazionale dopo 13 anni di attesa.

Raggiunta la finale del Clausura 2005 contro l'Universidad de Guadalajara, l'América pareggiò per 1-1 all'andata e vinse per 6-3 all'Azteca, aggiudicandosi così il decimo titolo nazionale.

Vinse anche la CONCACAF Champions' Cup 2006 nella finale contro i connazionali del (2-0), qualificandosi per la Coppa del mondo per club FIFA 2006, dove sconfisse lo e perse contro il . Si piazzò quarto nel torneo, sconfitto nella finale per il terzo posto dall'.

Nel Clausura 2007 la squadra fu sconfitta in finale dal . Chiuse l'anno solare al decimo posto della classifica mondiale annuale dell'International Federation of Football History & Statistics (IFFHS), diventando la prima compagine messicana ad entrare nelle prime dieci posizioni della graduatoria.

Nel 2007 mancò l'accesso ai play-off e raggiunse la finale della Copa Sudamericana, dove fu sconfitta dall'Arsenal de Sarandí a causa della regola dei gol fuori casa (sconfitta per 2-3 in casa e vittoria per 1-2 in trasferta).

All'inizio del 2008 si aggiudicò il torneo InterLiga, ottenendo così un posto nella Coppa Libertadores 2008. L'annata, però, fu chiusa con il diciottesimo e ultimo posto in campionato, evento che non si verificava dalla metà degli anni '50, ma evitando la retrocessione per via del sistema del promedio, che sfavorì il . Malgrado il pessimo campionato, l'América ben figurò in Coppa Libertadores, dove eliminò il (sconfitta per 2-4 in casa e vittoria per 3-0 fuori casa) agli ottavi di finale e il ai quarti di finale, prima di arrendersi alla (poi vincitrice del torneo) in semifinale, per altro solo per via della regola dei gol fuori casa (1-1 all'Azteca e 0-0 in Ecuador).

2010-2020

In vista dell'Apertura 2010 l'América richiamò l'allenatore Manuel Lapuente, che nel 2002 aveva condotto la squadra al titolo. Il ritorno dell'attaccante Vicente Matías Vuoso e l'arrivo dell'uruguaiano Vicente Sánchez consentirono alla squadra di disporre di una coppia d'attacco di prim'ordine. L'América vinse il gruppo 2 del campionato e si piazzò quarto nella classifica generale, con 27 punti. Si qualificò così per i play-off e, dopo due anni, anche per la Coppa Libertadores. In semifinale fu eliminato dal (4-5 il risultato complessivo).