Vive e lavora a Roma. Il suo lavoro comprende romanzi, saggi e racconti di viaggio, spesso ambientati in Italia. Steenbeek ha un grande interesse per la storia, ma è anche profondamente coinvolta nell'attualità.
Biografia Figlia maggiore del professore universitario e rinascimentalista Jan Wieger Steenbeek, autore del libro Indië è un bel paese ma non bisogna starci come militare, e di Margreth Hugenholtz, appartenente a una nota famiglia di pastori protestanti olandesi e docente di educazione artistica.
I suoi genitori ebbero una forte influenza sulla sua formazione e ricorrono in diverse sue opere. Sua nonna materna era di origine ebraica, un'eredità che avrebbe in seguito ispirato il romanzo Rose, una famiglia in tempo di guerra.
A tredici anni ebbe un'emorragia cerebrale, dopo la quale rimase a lungo in ospedale ma si ristabilì completamente. L'esperienza si riflette nella sua opera nei temi della caducità e della vitalità.
Dopo il liceo classico, ha studiato lingue classiche e teologia all'Università di Utrecht, per poi laurearsi in lingua e letteratura olandese all'Università di Amsterdam, con una tesi su La falena della morte (De doodshoofdvlinder) di Jan Wolkers, pubblicata in seguito sulla rivista Bzzletin.
Conclusi gli studi, si è trasferita a Roma.
Il legame con la Città Eterna affonda le radici nella sua formazione: da ragazza studiò il latino e i poeti dell'antichità. Durante le lezioni tradusse versi dell'Ars Amatoria di Ovidio: «Se cerchi un'avventura amorosa, vai alla porticus del Teatro di Pompeo, lì troverai tutto ciò che desideri». Oggi Steenbeek abita sopra quella stessa porticus, nel cuore della città. «Ovidio per me era un nome, un fornitore di versioni latine; qui ho capito che era un uomo, vissuto un po' prima di noi», ha detto in un'ampia intervista di Maurizio Caprara sul Corriere della Sera (1º novembre 2010): «Roma eccita e consola».
Ha scritto articoli per riviste come Vrij Nederland e ha tradotto opere di Alberto Moravia, Susanna Tamaro e Pia Pera. Dall'inizio degli anni Novanta si dedica interamente alla scrittura narrativa.
Incontro con Alberto Moravia e Federico Fellini Già nel 1987 aveva intervistato Alberto Moravia per Vrij Nederland.Rosita Steenbeek, «De Nobelprijs zullen ze me nooit geven omdat ik te veel over seks heb geschreven», Vrij Nederland, 28 novembre 1987
Nel 1990 pubblicò una lunga intervista con Federico Fellini per la stessa rivista,Rosita Steenbeek, «Er zijn mannen en er zijn vrouwen. Een vondst van een groot kunstenaar», Vrij Nederland, 28 aprile 1990 e scrisse in seguito i necrologi di entrambi. Nel maggio del 1990 si recò nei Paesi Bassi insieme a Moravia in occasione della pubblicazione, in prima edizione olandese, della novella La villa di venerdì, apparsa nei Paesi Bassi prima dell'edizione italiana. In quella circostanza Moravia conobbe la famiglia Steenbeek.
L'intervista televisiva che realizzò con lui al Rijksmuseum di Amsterdam, davanti a La ronda di notte di Rembrandt, fu trasmessa dalla Humanistische Omroep pochi mesi prima della morte dello scrittore.Intervista televisiva con Alberto Moravia, Humanistische Omroepstichting, Rijksmuseum Amsterdam, maggio 1990 In seguito tradusse l'intera raccolta di racconti La villa di venerdì e altri racconti e La donna leopardo.Alberto Moravia, La villa di venerdì e altri racconti, trad. di Rosita Steenbeek, Wereldbibliotheek, Amsterdam, 1990; La donna leopardo, Wereldbibliotheek, Amsterdam, 1991
Nel 2010 ha recensito l'opera postuma e incompiuta di Moravia I due amici in un articolo su De Volkskrant.
Nel 2013 ha pubblicato su Vrij Nederland un ampio articolo in occasione della retrospettiva dedicata a Federico Fellini all'EYE Film Instituut Nederland di Amsterdam.
Fellini realizzò un disegno su un tovagliolo per Rosita Steenbeek, in cui compaiono lui stesso, Alberto Moravia e la scrittrice; nel fumetto, il regista dice: «Come si dice in olandese...?». Il disegno testimonia il legame personale e artistico che la univa a entrambi. Il disegno originale, realizzato a Roma nel 1990, è conservato da Rosita Steenbeek. È stato esposto alla retrospettiva dedicata a Federico Fellini presso l’EYE Film Institute Netherlands (2013), di cui l’autrice ha scritto su Vrij Nederland.
Durante la sua collaborazione con Vrij Nederland, Steenbeek scrisse un ampio reportage sulla mafia italiana (dicembre 1992)Rosita Steenbeek e Jan Fred van Wijnen, «La mafia, l'aria che respiri», Vrij Nederland, 5 dicembre 1992 e intervistò Francis Ford Coppola a Roma.Rosita Steenbeek, intervista con Francis Ford Coppola, Vrij Nederland, 1990 Lo seguì poi in Sicilia per i preparativi de Il padrino - Parte III e fu presente sul set di Cinecittà, dove lei e Moravia pranzarono con il regista nella sua roulotte di regia, circondati da monitor, con un pasto cucinato da lui stesso.
Nel suo libro Thuis in Rome, Steenbeek racconta un incontro con Francis Ford Coppola in un caffè romano, dove la polizia entrò chiedendo i documenti. Nessuno di loro aveva con sé il passaporto, e lei mostrò invece un tesserino dell'Archivio Segreto Vaticano, dove assisteva il sacerdote e storico olandese Wim Rood nella traduzione della corrispondenza tra Mosca e la Santa Sede (1917–1989). Coppola rimase colpito dalla coincidenza, poiché Il Padrino – Parte III affrontava anch'esso i legami tra il Vaticano e la criminalità organizzata.Rosita Steenbeek, Thuis in Rome (A casa a Roma), Prometheus, 2000, pp. 128–129
Opere principali
L'ultima donna (1994) È il suo romanzo d'esordio, tradotto in italiano e pubblicato da Marsilio Editori, un romanzo a chiave – con la chiave inclusa. Il motto riprende una frase di Federico Fellini: «Metterai anche quella famosa frase sulla prima pagina: chi indovina i veri nomi dei personaggi avrà tre copie gratis?». Nel personaggio dello scrittore si riconosce Alberto Moravia, e in quello del regista lo stesso Fellini; compare anche Marcello Mastroianni in un piccolo ruolo. L'opera è stata tradotta in varie lingue.
Il libro ha attirato l'attenzione di scrittrici come Adele Cambria, che in un articolo su Il Giorno ha scritto: «Seguendo Goethe, Daudet, Stendhal e molti altri illustri nomi, Rosita Steenbeek assume la figura mitica del viaggiatore del Nord attratto dal mondo mediterraneo, ma, per la prima volta, il viaggiatore è una donna».Adele Cambria, «Il "romanzo-verità" della bella Steenbeek», Il Giorno, 2 aprile 1997 Anche Barbara Alberti, nel volume La donna è un animale stravagante davvero (Frontiera, 1998), ha tracciato un ritratto della Steenbeek come «una ragazza che voleva fare il pastore (protestante)... una bellezza non passiva che riempie la stanza».Barbara Alberti, La donna è un animale stravagante davvero. 80 ritratti ingiusti e capricciosi, Frontiera, 1998, p. 35
Il regno delle ombre (1999) Romanzo ambientato nel mondo degli Etruschi. Il libro segue la ricerca della scultrice olandese Lisa, che vuole conoscere la verità sulla misteriosa morte del suo amato, l'etruscologo Lorenzo. Al centro del romanzo vi è la domanda su come continuare a vivere dopo la perdita delle persone amate.
Tradotto in italiano da Sperling & Kupfer (2001) e presentato alla Fiera del libro di Torino, dove la letteratura olandese fu ospite d'onore.«Olandesi e fiamminghi tra vetri, dolori, attentati», La Stampa, supplemento Tuttolibri, maggio 2001 Definito da La Repubblica «una deliziosa fiction mitologica ambientata nella necropoli etrusca di Tarquinia».Mario Baudino, «Il regno delle ombre», La Repubblica, 2001
È stata ospite del programma televisivo Harem condotto da Catherine Spaak su Rai 3.Harem, Rai Tre, 2001
A casa a Roma (2000) Rosita Steenbeek descrive la sua vita a Roma, dove vive dagli anni Ottanta. Durante le sue passeggiate scopre luoghi che sfuggono al viaggiatore comune e parla dei suoi amici coloriti. Racconta la stratificazione di Roma, quella archeologica e quella della vita quotidiana, delle feste e delle usanze. Ogni pietra racconta una storia.
Il volume è stato successivamente raccolto, insieme a Ritorno a Roma e Perle di Roma, in un'edizione dedicata alla città eterna. Pubblicato in varie edizioni, A casa a Roma è stato tradotto anche in polacco.
Altra luce (2009) Romanzo storico dedicato alla pittrice olandese del Seicento Alida Withoos, nata ad Amersfoort. Figlia d'arte, impara a dipingere dal padre Matthias Withoos e sogna di recarsi a Roma per completare la sua formazione, come gli altri allievi. Ma, in quanto donna, non può partire. Anche l'allievo più dotato, Caspar van Wittel, di cui è innamorata, parte per l'Italia, dove diventerà celebre come Gaspare Vanvitelli. Nei suoi dipinti floreali, Alida esprime il desiderio di Roma, ispirandosi ai paesaggi che il padre aveva disegnato nella città eterna. Nei suoi dipinti, Alida esprime il desiderio di Roma: dietro i ricchi mazzi di fiori si intravedono paesaggi che ricordano la città eterna, ispirati ai disegni del padre.
Il romanzo si svolge tra i Paesi Bassi e Roma e racconta anche la vita vivace dei Bentvueghels, la confraternita di artisti olandesi e fiamminghi attivi a Roma.
Rose, una famiglia in tempo di guerra (2015) Romanzo storico, basato sulla vita della nonna materna di Rosita Steenbeek, Rose, e della sua famiglia ebraica durante la Seconda guerra mondiale.
La storia si svolge principalmente nei Paesi Bassi e in Germania, ma in piccola parte anche in Italia, dove un cugino di Rose, fuggito in Palestina negli anni Trenta, combatte con la Brigata Ebraica contro i nazisti e trova la donna italiana che diventerà sua moglie.
Rose stessa, nel romanzo, perde il cuore a un pastore protestante olandese.
Dal romanzo è stato tratto il documentario Rose (2017), girato in parte a Roma.
Giulia, figlia ribelle dell'imperatore (2022) Romanzo storico dedicato a Giulia maggiore, unica figlia ed erede biologica dell'imperatore Augusto. Steenbeek si mette alla ricerca di questa donna controversa e "cancellata" facendola rivivere con l'aiuto della ricerca storica, della poesia dei contemporanei di Giulia e visitando i luoghi della sua vita che sono stati conservati, come la casa dove nacque sul Palatino e la Villa Giulia a Ventotene, dove fu esiliata.
Lungo le vie antiche. Un pellegrinaggio (2025) Dopo la morte della madre, Rosita Steenbeek compie un viaggio in bicicletta da Roma a Micene, seguendo in parte la Via Appia e le orme di Giulia, figlia dell'imperatore Augusto. L'avventura fisica è anche un viaggio spirituale: la storia antica si rivela ancora molto presente, come la madre.
Di un precedente viaggio in bicicletta da Amsterdam a Delfi, descritto nel libro Amsterdam–Delphi. In bicicletta verso l'oracolo, la scrittrice ha parlato in un'intervista televisiva italiana disponibile su YouTube.
Impegno e spiritualità Su richiesta della CPNB, l'organizzazione nazionale olandese per la promozione del libro, nel 2017 Rosita Steenbeek ha scritto il saggio sulla compassione Ama i vostri nemici, in cui racconta anche una visita all'Isola di Lampedusa. Il saggio ha suscitato ampio interesse e, nello stesso anno, è entrato nella classifica olandese Bestseller 60.
Ha contribuito al volume Moderne devoties. Vrouwen over geloven (Devozioni moderne. Donne di diverse religioni che riflettono sul proprio modo di credere).Moderne devoties. Vrouwen over geloven (2005), a cura di Manuela Kalsky