Il Molino Vittoria è un edificio situato in via Verdi a Trento.

Storia

L'edificio era in origine un mulino per la lavorazione dei cereali, realizzato ampliando un preesistente panificio industriale; il progetto, affidato all'ingegner Tommaso Stolcis (autore anche della Galleria Adige-Garda), venne approvato dalla commissione comunale nel 1911 e la costruzione venne ultimata ad agosto 1912. In parte distrutto da un incendio nel 1919, venne ricostruito pressoché identico nel 1921, con l'aggiunta della torre piezometrica con sistema antincendio sprinkler.

L'attività produttiva cessò negli anni Trenta, quando l'elettrificazione di tutto il territorio fece venir meno la necessità di un sito di macinazione centralizzata; l'edificio venne quindi adibito dalle autorità fasciste all'ospitalità per giovani affiliati viaggianti. Nel 1950 l'estremità su via Verdi, che ospitava i silo del grano, venne allungata verso est e riconvertita in parte in appartamenti, e in parte in celle frigo ad uso del vicino mercato ortofrutticolo; il resto dell'edificio andò a ospitare una ditta di articoli di cancelleria.

La struttura venne acquistata dall'università di Trento nel 1989, e sottoposta a restauro tra il 1999 e il 2002, eliminando anche l'aggiunta del 1950; all'interno hanno trovato posto vari uffici amministrativi e, nella torre, un osservatorio meteorologico.

Descrizione L'edificio si trova lungo via Verdi, collocato in posizione strategica accanto alla ferrovia Trento-Venezia, per velocizzare l'arrivo delle granaglie, che qui aveva uno scalo con deviazione dei binari; nelle adiacenze si trovava anche il panificio consorziale (che negli anni Trenta venne trasformato in cantina dalla famiglia Cavazzani), a cui era destinata la farina prodotta dal mulino.

La facciata sud è ornata da due colossi in malta cementizia, seduti sul frontone, raffiguranti Cerere, della delle messi (a sinistra, col falcetto), e Mercurio, dio del commercio (a destra, col caduceo), simboleggianti i valori della borghesia manifatturiera che in quell'epoca guidava il rinnovamento urbanistico della città: le due statue, riconducibili allo stile scultoreo degli anni Venti, sono opera di Remo Stringari (1879-1924).

Note

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