Inizialmente neutrale dal 1914 al 1916, il Portogallo partecipò alla Prima guerra mondiale a fianco delle potenze dell’Intesa, ricevendo la dichiarazione di guerra della Germania il 9 marzo 1916.
Il coinvolgimento fu motivato da interessi coloniali, pressioni diplomatiche britanniche e dalla volontà del governo repubblicano di rafforzare la propria legittimità interna e internazionale.
Contesto e intervento
Allo scoppio del conflitto nel 1914, la Repubblica portoghese si dichiarò neutrale, pur mantenendo una posizione favorevole all’Intesa. Le tensioni con la Germania aumentarono a causa di scontri nelle colonie africane (Angola e Mozambico) e del sequestro di navi tedesche nei porti portoghesi, su richiesta del Regno Unito, storico alleato.
Il 23 febbraio 1916, il governo portoghese requisì 36 navi mercantili tedesche ancorate nei suoi porti. In risposta, la Germania dichiarò guerra al Portogallo il 9 marzo 1916. La dichiarazione segnò l’ingresso ufficiale del paese nel conflitto mondiale.
Il Corpo di Spedizione Portoghese (CEP)
Desideroso di dare un contributo concreto alla lotta degli Alleati contro i tedeschi, nel luglio 1916 il governo portoghese iniziò a reclutare i componenti di un corpo di spedizione da inviare in appoggio alle armate alleate dislocate in Francia: sotto il comando del generale Fernando Tamagnini de Abreu e Silva, il corpo si strutturò su due divisioni di fanteria (ognuna su tre brigate di fanteria, tre battaglioni di artiglieria, tre batterie di mortai ed unità di servizi), un battaglione indipendente di fanteria su biciclette ed uno di genieri. Nel 1917 fu quindi inviato in Francia il Corpo Expedicionário Português, (CEP), composto da circa 55.000 uomini. Il CEP fu integrato nella 1ª Armata britannica e combatté sul fronte delle Fiandre, in particolare nella battaglia di Lys il 9 aprile 1918, dove subì gravi perdite. Nel corso dell'inverno tra il 1917 ed il 1918 il CEP subì un grave abbassamento del morale, sia per via delle pessime condizioni meteo sia per la scarsa concezione che avevano i soldati della loro presenza in Francia; il costante attrito a cui erano sottoposte le truppe in prima linea provocava un tasso di perdite che nell'aprile 1918 era arrivato al 10% della forza originaria, situazione aggravata dalla scarsità di arrivi di rimpiazzi dalla madrepatria dovuta sia ai bassi tassi di reclutamento sia alla destinazione del grosso delle navi da trasporto alleate al traghettamento delle neo-costituite American Expeditionary Forces, dopo la dichiarazione di guerra alla Germania da parte degli Stati Uniti. Senza rimpiazzi disponibili le truppe furono destinate a lunghi turni in prima linea, anche di sei mesi, fatto che aggravò ancora di più le precarie condizioni del morale. I soldati portoghesi contribuirono comunque a rallentare le avanzate tedeschehttps://digital.library.unt.edu/ark:/67531/metadc115143/m2/1/high_res_d/thesis.pdf.
Il fronte africano
Nel 1914, prima dell’ingresso ufficiale del Portogallo nel conflitto, si verificarono incursioni tedesche dall'Africa Tedesca del Sud-Ovest nel sud dell’Angola. Le truppe portoghesi, scarsamente equipaggiate, affrontarono difficoltà logistiche e resistenza da parte delle popolazioni locali. Gli scontri culminarono nella battaglia di Naulila (18 dicembre 1914), dove i portoghesi subirono una pesante sconfitta. L’episodio contribuì a inasprire le relazioni con la Germania.
Il fronte più attivo fu quello del Mozambico settentrionale, dove le truppe coloniali portoghesi affrontarono la Schutztruppe dell’Africa Orientale Tedesca, guidata dal generale Paul Emil von Lettow-Vorbeck. Dal 1916 al 1918, i tedeschi condussero una guerra di movimento attraverso il territorio, sfruttando la debolezza delle forze portoghesi e le difficoltà ambientali. Le campagne furono segnate da carestie, epidemie e gravi perdite tra le popolazioni locali, spesso costrette a fornire supporto logistico come portatori o manodoperahttps://www.portugalgrandeguerra.defesa.pt/Documents/PORTUGAL%20NA%20GRANDE%20GUERRA%20DE%201914-1918%20-%20ANGOLA.pdf.
Situazione interna
La partecipazione alla guerra ebbe un impatto profondo sulla fragile Repubblica portoghese, già segnata da instabilità politica e tensioni sociali. Durante il conflitto, il Portogallo attraversò una fase di frequenti cambi di governo e lotte tra fazioni repubblicane. Il primo ministro Afonso Costa, che governò dal 1913 al 1914, dal 1915 al 1916, e ancora nel 1917, leader del Partito Democratico, fu uno dei principali promotori dell’intervento militare, ma la sua politica interventista fu contestata da altri settori politici e militari, contribuendo a un clima di polarizzazione. Dal 15 marzo 1916 al 25 aprile 1917 venne costituito un "Governo di Salvezza nazionale" come tregua politica tra i vari schieramenti proprio a causa dell'intervento bellico, durante la presidenza della Repubblica di Bernardino Machado e con António José de Almeida come presidente del Consiglio.
La guerra aggravò la crisi economica, con inflazione, scarsità di beni di prima necessità e aumento della disoccupazione. Le condizioni di vita peggiorarono, soprattutto nelle aree urbane, alimentando scioperi, proteste e rivolte popolari. Il malcontento si estese anche all’interno dell’esercito, dove si registrarono episodi di ammutinamento e diserzione. Questa instabilità culminò nella "Rivolta della Patata" a Lisbona e Porto tra il 19 e il 21 maggio 1917: nella regione della capitale, si verificarono attacchi contro negozi di alimentari, panetterie, ristoranti e altri esercizi commerciali, a causa della scarsità di cibo. Questo movimento coincise con lo sciopero dei lavoratori edili che indissero una manifestazione nel Parco Edoardo VII di Lisbona, chiedendo aumenti salariali. Le rivolte, represse dalle autorità, provocarono circa 400 arresti e 40 morti, e venne dichiarato lo stato d'assediohttps://www.parlamento.pt/Parlamento/Paginas/Revolta-da-batata.aspx.
Il 5 dicembre 1917 l'ufficiale e diplomatico Sidónio Pais guidò un colpo di Stato militare che rovesciò il governo repubblicano, instaurando un regime autoritario e populista nella sua persona. Avocò a sé la carica di primo ministro e di presidente della Repubblica, cercò di centralizzare il potere, ridurre l’influenza dei partiti tradizionali e pacificare il paese, mantenendo però il Portogallo nel conflitto mondiale. Il 28 aprile 1918 fu l'unico candidato col suo Partito Nazionale Repubblicano alle elezioni generali portoghesi, - boicottate dal Partito Democratico, dal Partito Evoluzionista e dal Partito Unionista - in cui venne confermato col 70% dei voti come presidente della RepubblicaDieter Nohlen e Philip Stöver, Elections in Europe: A data handbook, 2010, pp. 1543, 1557–1558.. Un risultato peraltro sui generis dato che, secondo la Costituzione del 1911, era il Congresso della Repubblica a eleggere il capo dello Stato e non il popolo. Per la statura politica venne qualificato dal poeta Fernando Pessoa come "Presidente-Re". Il suo breve regime fu caratterizzato da forte repressione, censura e controllo militare, ma anche da tentativi di stabilizzazione economica e riforme politiche: venne introdotto il suffragio universale diretto e fu revisionata la legge di separazione tra Stato e Chiesa, avviando una distensione coi cattolici.
Pais fu in seguito assassinato a colpi di pistola il 14 dicembre 1918 alla stazione di Rossio a Lisbona da José Júlio da Costa, impiegato delle poste e anarchico, un mese dopo la fine della guerrahttps://encyclopedia.1914-1918-online.net/pdf/1914-1918-Online-pais_sidonio-2019-04-25.pdf. L'attentato pose fine al sidonismo e aprì una nuova fase di instabilità politica.
Trattato di pace e conseguenze postbelliche Il ritorno dei reduci del CEP e delle truppe coloniali avvenne in un contesto di delusione e disillusione, aggravato dalla mancanza di riconoscimento e di sostegno statale. La guerra contribuì a delegittimare ulteriormente le istituzioni repubblicane nate nel 1910, aprendo la strada al colpo di Stato militare del 1926, che pose fine alla Prima Repubblica e instaurò la dittatura militare.
Alla Conferenza di Pace di Parigi del 1919 il Portogallo fu uno dei 27 paesi invitati, rappresentato da una delegazione guidata da Afonso Costa. Il paese firmò il trattato di Versailles il 28 giugno 1919, insieme alle principali potenze vincitrici, che sancì ufficialmente la fine dello stato di guerra con la Germania. Nonostante le aspettative, il Portogallo non ottenne nuovi territori coloniali (con l'eccezione del cosiddetto Triangolo di Kionga, annesso al Mozambico) né compensazioni significative. Le sue richieste su alcune zone dell’Africa (come il confine tra Angola e l’ex Africa Tedesca del Sud-Ovest) furono ignorate. Il contributo militare fu riconosciuto formalmente, ma non tradotto in vantaggi concreti. Il Portogallo rimase una potenza secondaria nel nuovo ordine mondialehttps://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/storia/L-et--contemporanea/La-Prima-Guerra-Mondiale/I-trattati-di-pace.html.
Note
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