John Lennon/Plastic Ono Band è il primo album in studio solista di John Lennon, pubblicato nel 1970 su etichetta Apple Records.

Fu il primo album pubblicato da Lennon dopo lo scioglimento dei Beatles, avvenuto pochi mesi prima. L'opera risente dell'esperienza che John Lennon ebbe per 4 mesi a Los Angeles con lo psichiatra americano Arthur Janov, autore del libro The Primal Scream, in cui si teorizzava la necessità di rivivere i propri traumi infantili attraverso la terapia dell'"urlo primario" da lui stesso ideata, per liberarsi in maniera catartica dai propri complessi e vivere meglio il proprio stato di adulti. Il disco venne realizzato in simultanea con il debutto discografico di Yoko Ono, l'album di musica avant garde Yoko Ono/Plastic Ono Band, registrato agli studi di Ascot e agli Abbey Road Studios con gli stessi musicisti e lo stesso team produttivo, e pubblicato con una veste grafica di copertina quasi identica all'album di Lennon.

Storia «Il livello del suo dolore era enorme... Era quasi completamente inabile. Non poteva uscire di casa, riusciva a malapena a lasciare la sua stanza... Era qualcuno che il mondo intero adorava, e questo non cambiava nulla. Al centro di tutta quella fama, ricchezza e adulazione c'era solo un ragazzino solitario.» — Il dott. Arthur Janov, sullo stato psicologico di Lennon all'epoca. Dopo lo scioglimento dei Beatles nell'aprile del 1970, John Lennon e sua moglie Yoko Ono intrapresero una terapia psicologica sotto la guida di Arthur Janov per quattro settimane presso i suoi uffici di Londra. I tre volarono poi a Los Angeles per proseguire la terapia per quattro mesi.Badman, 2001, pp. 3, 7 La tecnica terapeutica di Janov enfatizzava il rivivere emotivamente i traumi infantili repressi piuttosto che la trattazione analitica utilizzata nella psicanalisi, attraverso la cosiddetta tecnica dell'"urlo primario".Schaffner, 1978, p. 143

Lennon e Ono rimasero in una casa in affitto a Bel Air, mantenendo un basso profilo e impegnandosi pienamente nel corso di Janov.Norman, 2008, pp. 647–48 All'inizio Lennon abbracciò con zelo la disciplina come aveva fatto con la meditazione trascendentale alla fine degli anni '60, e l'atto di confrontarsi con i traumi del passato divenne "troppo primordiale". Ono commentò in seguito che la terapia dell'"urlo primario" aveva aiutato Lennon a frenare la possessività nei suoi confronti, poiché riconobbe che i suoi sentimenti di gelosia derivavano da eventi accaduti molto prima del loro incontro.Norman, 2008, p. 652

Grazie all'esperienza acquisita con la terapia, Lennon riuscì a incanalare le sue emozioni in un album di materiale auto-rivelatore. A luglio, iniziò a registrare demo di brani che sarebbero apparsi su John Lennon/Plastic Ono Band. Il 26 luglio registrò numerose demo di God, che include il verso «I don't believe in Beatles» ("Non credo nei Beatles"). When a Boy Meets a Girl fu tra i brani che Lennon registrò in demo in quel periodo, ma non incise per l'album.Unterberger, 2006, p. 291

La terapia di Lennon non fu mai completata a causa della scadenza del suo visto negli Stati Uniti.Du Noyer, 2010, p. 20 Janov aveva previsto che il trattamento di Lennon avrebbe richiesto almeno un anno, tale era la gravità del suo trauma.Doggett, 2011, p. 143 Janov espresse preoccupazione per il fatto che la terapia fosse terminata prematuramente e che la rabbia riscoperta da Lennon per la sua infanzia fosse rimasta irrisolta.Norman, 2008, pp. 649, 652

Registrazione

L'album fu registrato quasi interamente agli EMI Studios, tra il 25 settembre e il 25 ottobre 1970: l'unica eccezione è l'ultima traccia, My Mummy's Dead, incisa da Lennon sul suo registratore portatile in agosto, a Bel Air, presso la casa del Dr. Janov. L'album è inciso per lo più in presa diretta con una strumentazione ridotta all'osso, senza sovraincisioni, con Lennon che oltre a cantare suona la chitarra o il pianoforte, Ringo Starr alla batteria e Klaus Voormann al basso. Al brano God partecipa Billy Preston al pianoforte. Nel brano Love Lennon è accompagnato al pianoforte da Phil Spector. Durante le sessioni, Lennon, Voormann e Starr fecero alcune jam session suonando una grande varietà di canzoni tra la registrazione delle nuove tracce: When a Boy Meets a Girl, That's All Right Mama, Glad All Over, Honey Don't, Don't Be Cruel, Hound Dog, Matchbox ed altre.Badman, 2001, p. 14 Registrarono anche la traccia base per Early 1970 di Starr in cui il batterista descrive il suo rapporto con ciascuno dei suoi ex compagni di band;Doggett, 2011, p. 145 nel verso dedicato a Lennon, Starr canta: «They screamed and they cried, now they're free» ("Hanno urlato e pianto, ora sono liberi").Spizer, 2005, p. 294

Essendo amici di lunga data di Lennon, Voormann e Starr erano turbati dal suo comportamento emotivo in studio.Doggett, 2011, p. 144 Nel suo libro del 2004 Postcards from the Boys, Starr ricorda che Lennon scoppiava a piangere o iniziava a urlare a metà della registrazione di un brano.Doggett, 2011, pp. 144, 363 Voormann disse che Lennon passava dall'essere ottimista a essere molto emotivo e discuteva dei suoi sentimenti con Ono mentre ascoltavano le registrazioni nella sala di controllo dello studio. Secondo Voormann, gli effetti della terapia di Lennon furono particolarmente sconvolgenti per Starr, poiché "il vecchio John non c'era più; era un John diverso. Non era quello a cui era abituato".

Phil Spector, co-produsse l'album insieme a John e Yoko i quali produssero da soli gran parte del disco poiché Spector era spesso irreperibile durante la maggior parte delle sedute di registrazione in studio. Spector mixò poi il disco in soli tre giorni.

Contenuti

Lennon compose le canzoni del disco per portare alla luce e rivivere, per superarli, i propri traumi personali.Riccardo Russino e Oliva Vincenzo, John Lennon, You May Say I'm a Dreamer - Testi commentati, Roma, Arcana, 2014, p. 44, ISBN 978-88-6231-410-7. Pur essendo uno dei musicisti rock più celebri di sempre, non si vergogna di mostrarsi debole, sofferente, spaventato e fragile, e non ha paura di urlare, letteralmente, il proprio dolore. Il tema dominante che sembra prevalere sugli altri nell'album, oltre al livore nei confronti del mito dei Fab Four, è il trauma della perdita della madre, lutto avvenuto in giovane età.Riccardo Russino e Oliva Vincenzo, John Lennon, You May Say I'm a Dreamer - Testi commentati, Roma, Arcana, 2014, p. 46, ISBN 978-88-6231-410-7. Lennon sembra voler esorcizzare definitivamente il suo dolore interiore attraverso canzoni come Mother (che inizia con il suono dei rintocchi di una campana a morto) e My Mummy's Dead, una spettrale composizione posta a chiusura del disco, registrata in maniera amatoriale con un registratore portatile, nella quale Lennon canta tutto il suo sgomento per la perdita materna con un tono di voce paurosamente inespressivo. L'esperienza di Lennon con la terapia primaria ha fortemente influenzato sia il contenuto lirico dell'album, spingendolo verso temi di relazioni tra genitori e figli e sofferenza psicologica, sia lo stile semplice ma intenso della musica contenuta nell'album. Lennon critica aspramente i mezzi con cui i giovani vengono trasformati in automi dal "sistema" in Working Class Hero e rivendica le proprie origini proletarie; una dichiarazione forte che, nonostante la sua rabbia e il suo dolore, non rinnega il fatto che Lennon abbracci ancora "l'amore", come esplicitato nella traccia Love, una dolce ballata dedicata a Yoko.Riccardo Russino e Oliva Vincenzo, John Lennon, You May Say I'm a Dreamer - Testi commentati, Roma, Arcana, 2014, p. 60, ISBN 978-88-6231-410-7. Nel brano I Found Out Lennon esprime la propria disillusione verso un mondo dominato da ciò che lui vede come falsi idoli e false religioni. In comune con un altro tema presente nell'album, la canzone è, tra le altre cose, una critica verso la sua ex band, The Beatles. Nel verso: «I seen religion from Jesus to Paul» ("Ho visto religioni, da quella di Gesù a quella di Paul"), il riferimento è ovviamente all'ex amico Paul McCartney.Riccardo Russino e Oliva Vincenzo, John Lennon, You May Say I'm a Dreamer - Testi commentati, Roma, Arcana, 2014, p. 53, ISBN 978-88-6231-410-7. Inoltre, durante la fine degli anni '60, George Harrison cominciò ad interessarsi al misticismo orientale; Lennon respinge gli amati guru e Hare Krishna di Harrison. Nel climax al pianoforte del brano God, dopo aver elencato una manciata di cose in cui non crede, tra cui Gesù, Hitler, Buddha, Elvis, "Zimmerman" (Bob Dylan) e i Beatles, Lennon proclama di credere solo in se stesso e in Yoko Ono.

Il brano Look at Me risale ai tempi dell'album The BeatlesMadinger, Easter, 2000, p. 39, ed è costruito attorno a un arpeggio di chitarra in finger-picking molto simile a quello usato da Lennon in Dear Prudence, Happiness is a Warm Gun e Julia. Lennon apprese questa tecnica chitarristica da Donovan mentre i due erano in ritiro spirituale a Rishikesh.Intervista a Donovan (2004), John Lennon's Jukebox

Isolation, una lenta ballata suonata al pianoforte, è una canzone nella quale prima Lennon mette a nudo le sue paure, sentendosi "isolato" dal resto della società a causa delle sue esternazioni politiche, per poi passare all'attacco criticando in maniera compassionevole chi lo odia da quando fa coppia con Yoko Ono.Riccardo Russino e Oliva Vincenzo, John Lennon, You May Say I'm a Dreamer - Testi commentati, Roma, Arcana, 2014, p. 56, ISBN 978-88-6231-410-7.

Ottava e più lunga traccia sull'album, Well Well Well possiede sonorità chitarristiche aggressive, un cantato urlato e una martellante traccia base. Il testo del brano descrive episodi mondani della vita quotidiana della coppia Lennon-Ono. Tra gli episodi descritti sono inclusi il pranzare insieme, fare una passeggiata e discutere di temi contemporanei come la "rivoluzione" e il "fronte di liberazione della donna".

Remember, un'esortazione al ricordo come modo per esorcizzare le paure e i traumi del passatoRiccardo Russino e Oliva Vincenzo, John Lennon, You May Say I'm a Dreamer - Testi commentati, Roma, Arcana, 2014, p. 58, ISBN 978-88-6231-410-7., usa lo stesso riff di pianoforte che Lennon suonò nella coda scartata della registrazione dei Beatles del luglio 1969 di Something.Unterberger, 2006, p. 269 Alla fine della canzone, Lennon canta la strofa: «Remember, Remember, The Fifth of November», quindi si sente un'esplosione. Si tratta di un riferimento a Guy Fawkes, e al complotto per fare esplodere il parlamento britannico dell'anno 1605, passato alla storia come la congiura delle polveri.

Copertina La copertina dell'album (dove Yoko è appoggiata a un albero mentre John è sdraiato su di lei) è pressoché identica a quella del contemporaneo Yoko Ono/Plastic Ono Band di Yoko Ono, la differenza consiste nel fatto che, sulla copertina del disco della Ono, è lei che sta sdraiata addosso a Lennon e non il contrario. La foto venne scattata all'interno di un parco dall'attore Daniel Richter che all'epoca lavorava come assistente dei coniugi Lennon. L'edizione originale in LP non aveva i titoli dei brani scritti sul retro, ma mostrava una foto in età scolare di John Lennon bambino (circa 1946).

Il disco includeva un foglio con i testi su un lato della copertina interna. Nonostante le preoccupazioni della Capitol Records per le parolacce di Lennon in I Found Out e Working Class Hero, i testi apparivano senza censure nella confezione dell'album statunitense.Spizer, 2005, p. 37 Nel Regno Unito, la EMI si assicurò che ogni riferimento a "fucking" in Working Class Hero fosse censurato tramite l'uso di asterischi.Norman, 2008, p. 656

Pubblicazione