L'ambasciata d'Italia a Tirana è la missione diplomatica dell'Italia che cura i rapporti diplomatici con l'Albania.
L'ambasciata ha sede a Tirana, in rruga Papa Gjon Pali II, 2, all'interno di un edificio riconosciuto come monumento culturale, e dispone di un consolato generale a Valona e uno onorario ad Argirocastro.
Relazioni bilaterali
L'Albania e l'Italia intrattengono delle relazioni bilaterali forti e intense, favorite dalla vicinanza geografica ma anche dai legami storici, economici e culturali. L'Italia ospita una nutrita minoranza di albanesi, gli arbëreshë, concentrati prevalentemente nell'Italia meridionale e insulare, così come l'Albania ospita una minoranza di italiani di recente immigrazione ( al 2024, secondo l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero).
Storia Le relazioni diplomatiche tra il Regno d'Italia e l'Albania sarebbero iniziate già prima della dichiarazione d'indipendenza del paese dall'Impero ottomano del 28 novembre 1912, appoggiata dall'Italia stessa, e durante la prima guerra mondiale, il Principato d'Albania divenne protettorato italiano. In tale periodo probabilmente fu avviata la missione diplomatica italiana a Tirana, con la nomina del primo inviato straordinario e ministro plenipotenziario, barone Carlo Alberto Aliotti, sostituito pochi mesi dopo dal conte Gaetano Manzoni. Durante l'invasione italiana dell'Albania del 1939, che portò il paese in unione personale con l'Italia, l'inviato diplomatico italiano a Tirana, Francesco Jacomoni di San Savino, divenne Luogotenente generale del Regno d'Albania.
Con la fine della guerra di liberazione albanese e la successiva proclamazione della Repubblica Popolare Socialista d'Albania nel 1946, il governo dispose l'interruzione delle relazioni con l'Italia e negli stessi giorni il console generale Ugo Turcato lasciò il paese. L'interruzione delle relazioni comportò anche reciproci rimpatri, soprattutto dei coloni italiani trasferiti nel paese allo scopo di "italianizzare" l'Albania; secondo alcune stime alle fine del 1946 erano stati rimpatriati fino a italiani, lasciando in Albania circa 921 persone secondo il governo albanese.
Le relazioni bilaterali tra i due paesi ripresero ufficialmente il 2 maggio 1949, con la nomina a inviato straordinario e ministro plenipotenziario di Omero Formentini, anche se i rapporti rimasero piuttosto tesi almeno fino al 1954. Nel 1964, su iniziativa dell'inviato e ministro Tristano Gabrici, iniziò il processo per l'elevazione reciproca delle rappresentanze dei due paesi ad ambasciata, comunicata ufficialmente il 23 luglio 1964.
Il 12 dicembre 1985, pochi mesi dopo la morte di Enver Hoxha, la famiglia Popa (composta dai fratelli Michele e Achille oltre che dalle loro quattro sorelle) si presentò presso l'ambasciata italiana a Tirana chiedendo asilo politico per sfuggire alla persecuzione da parte del regime socialista (il padre dei sei fratelli, Moisi Popa, era stato infatti arrestato con l'accusa di spionaggio e condannato a 25 anni di carcere nel 1953 per il presunto collaborazionismo con gli invasori italiani) e minacciando il suicidio in caso di mancato accoglimento della richiesta. La famiglia rimase all'interno dell'ambasciata per cinque anni, nonostante le richieste del governo albanese; la vicenda ebbe una discreta eco anche in Italia, dove il Giornale di Indro Montanelli diede per primo ampio risalto all'accaduto. Il 17 maggio 1990 la famiglia fu trasportata a bordo di un furgone della Croce Rossa Italiana fino ad un convoglio aereo dell'Aeronautica Militare, grazie ad un accordo raggiunto dal Ministro degli affari esteri italiano Gianni De Michelis col Segretario generale delle Nazioni Unite Javier Pérez de Cuéllar.
Nel 2021 l'ambasciata ha avviato un concorso per la progettazione di una nuova sede, vinto dallo studio di architetti italiano ARS Progetti, che nel 2023 ha presentato il suo progetto per la nuova sede dell'ambasciata.
Cronologia degli ambasciatori +FunzioneRappresentante diplomaticoMandatoInizioFineInviato straordinario e Ministro plenipotenziarioCarlo Alberto Aliotti1914Gaetano Manzoni19141922Carlo Durazzo19221926Pompeo Aloisi19261927Ugo Sola19271930Antonio Meli Lupi di Soragna19301932Ottavio Armando Koch19321934Mario Indelli19341936Francesco Jacomoni di San Savino19361943Console generaleUgo Turcato19451946Inviato straordinario e Ministro plenipotenziarioOmero Formentini19491952Umberto Lanzetta19521955Giovanni Revedin di San Martino19551958Maurizio de Strobel di Fratta e Campocigno19581961Tristano Gabrici19611964AmbasciatoreTristano Gabrici19641966Norberto Behmann dell'Elmo19661969Roberto Venturini19691974Renato Ferrara19741976Giovanni Saragat19761978Giovanni Paolo Tozzoli19781981Francesco Carlo Gentile19811988Giorgio De Andreis19881991Torquato Cardilli19911993Paolo Foresti19931997Marcello Spatafora19971999Mario Salvatore Bova19992003Attilio Massimo Innucci20032007Saba D'Elia20072010Massimo Gaiani20112015Alberto Cutillo20152020Fabrizio Bucci20202025Marco Alberti2025In carica
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