Come artista ha realizzato numerose mostre in un’attività che si dispiega ininterrottamente dal 1977 con esposizioni allestite in Italia e all’estero. All'attività artistica affianca quella teatrale e quella di ideatore di eventi d’arte e curatore di appuntamenti culturali.

Biografia

Michele Cannaò nasce il 14 febbraio 1955 a Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria. Nel 1971 si trasferisce a Messina, dove ha inizio la sua carriera artistica. Dopo gli studi di Architettura, si laurea in Scienze politiche. Nel 1980 si sposta definitivamente a Milano, dove esplora l'interdisciplinarità tra arti figurative e teatro e alla produzione artistica affianca l'attività di promotore culturale.

Stile

Nei primi anni del suo soggiorno milanese, Cannaò approfondisce la tecnica dell’acquaforte frequentando assiduamente lo studio del pittore Togo. Successivamente elabora una sua personale tecnica di incisione su linoleum. La sua attività artistica, che abbraccia diversi campi – dalla pittura all’incisione, alla scultura –, procede per cicli che gli consentono di indagare temi come il dubbio, la sconfitta, il sacrificio, il dolore, la scelta, la lotta (Amleto, Il Tempo, La Donna, I Nastri dell’Impossibile, Gli uccelli, la Taurophigìa, i Ritratti, Odisseo, La passione, Le 13 lune, i Prigioni, Le ragioni di un sogno, Quijote, L’umana condizione, Francesco). A partire dal 1999 gran parte delle sue esposizioni artistiche si intreccia con performance teatrali e poetiche e con la creazione di video-opere.

Carriera artistica Gli inizi (anni Settanta e Ottanta) A ventiquattro anni, nel 1979, partecipa al premio Tavolozza d'oro di Messina. Subito dopo allestisce la sua prima importante personale al Circolo della Stampa di Catania. Nel 1980 partecipa alla Rassegna nazionale di pittura e poesia al Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma. Nel 1982 gli viene assegnato il premio Capuana di Milano. Nel 1983 allestisce una personale al Salone delle esposizioni di Cagliari e partecipa alla Mostra internazionale "Per la libertà" di Genova. Nel 1984 realizza la tela I nastri dell'impossibile in una performance poetica sui Navigli a Milano che ha come protagonista Franco Parenti. Nel 1986 realizza Il toro Arturo, libro di incisioni su una favola di Angela Manganaro. Nel 1988 allestisce la personale "El Toro Arturo" al Chimera Magazine di Milano. Nel 1989, su invito del direttore Gianfranco Grechi, allestisce la mostra di incisioni "Ubbro di pestali" alla Biblioteca di Palazzo Sormani a Milano. Nel 1990 partecipa all’Esposizione internazionale libri d'artista, al Museo di Villa Croce a Genova.

Tra poesia e letteratura (anni Novanta) Nel 1994 torna all’arte con "Luviatico, frammenti di luna per un viaggio", una mostra di 25 incisioni su linoleum con e su testi di Vincenzo Consolo, alla Libreria Garzanti di Milano. Nel 1995, su invito della curatrice, la storica dell'arte Rossana Bossaglia, partecipa all'esposizione "100 artisti per Milano", al Palazzo della Permanente di Milano. Nell’estate dello stesso anno allestisce la personale "Kaló Neró", nei chiostri del Monastero di San Placido Calonerò. Nel 1999 la Provincia di Messina lo invita ad allestire una sua antologica: nasce così "Labirinti", realizzata nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni di Messina, insieme all'omonimo catalogo ragionato della sua opera dal 1974 al 1999. Dello stesso anno è la personale "Labirinti", alla Galleria Agatirio di Capo d'Orlando.

Le ragioni di un sogno (2000-2009) Dopo le mostre collettive del 2000, nel 2001 si susseguono una serie di personali: Luviatico, alla Libreria L'Equilibrista di Lodi, Cor-ride, alla Galleria Sargadelos di Milano, Labirinti, al Circolo Bertolt Brecht di Milano, Luviatico, alla Galleria Ciovasso di Milano, Pensieri nomadi, alla Banca Popolare di Bergamo. L’anno si conclude con la mostra all'Area Banca di Milano de Le prime ragioni del sogno, con i disegni preparatori di tre grandi trittici. Del 2002 è la personale al Castello di Villata e l’antologica Le ragioni di un sogno (opere dal 1982 al 2002) alla Cascina Grande di Rozzano. Nel 2003 viene allestita la personale al Castello Ruffo di Scaletta Zanclea. Del 2004 è la personale D'istinto, alla Galleria IsTinto di Milano. Il 2005 è l’anno della mostra Ritratti che girerà l’Italia fino al 2006 (dal Castello di Villata, a Satura di Genova, per concludersi all’Ente Mostra Petrosino). A questa mostra itinerante si aggiunge la personale di incisioni Le ragioni di un sogno, realizzata a novembre alla Rocca Viscontea di Lacchiarella e a dicembre agli Archivi del '900 di Milano. A maggio del 2006 inizia il percorso di Odisseo Scilla & Cariddi alla galleria Spazio Lattuada di Milano. La mostra Ritratti conclude il suo percorso a Pavia, presso la chiesa di Santa Maria Gualtieri; l’esposizione è curata da Francesca Porreca con il patrocinio del Comune di Pavia. L’anno si chiude con la mostra Ragioni e colori di un sogno, personale a Palazzo dei Congressi di Sirmione. Nel 2007 la mostra Odisseo Scilla & Cariddi viene esposta alla Locanda del Perdono di Melegnano. È dello stesso anno la realizzazione della cartella di grafica Per Amore, con opere di Cannaò, Tano Santoro e Togo, esposta al Museo della Permanente di Milano. Nel 2008 la stessa mostra di grafica viene allestita ai Musei Civici di Pavia. Seguirà la mostra Una Via Crucis, alla Rocca Viscontea di Pieve Emanuele e quindi al Museo della Permanente di Milano. Ancora la personale Teste di poeta, presso la casa editrice Mursia di Milano. Chiude l’anno la partecipazione alla mostra L’incisione italiana oggi presso il Gabinetto delle stampe di Bagnacavallo. Nel 2009 tutta la serie Teste di poeta viene esposta al Tempio di Adriano, a Roma. Una sua opera entra a far parte della collezione del Museo Parisi-Valle di Maccagno. È uno dei protagonisti del progetto di Vittorio Ferri Domino assieme agli artisti Sonja Aeschlimann, Alvaro, Ignazio Moncada, Sara Montani, Augusto Sciacca, Togo, Susan Post. Partecipa alla collettiva Artisti che fanno grande la Sicilia al Palazzo Duchi di Santo Stefano di Taormina e alla collettiva di grafica Incisori, insieme a Santoro, Togo e Venditti, alla Biblioteca Cassina Anna di Milano. Ancora allestisce la grande personale Passione e Incanto allo Spazio Tadini di Milano con testi del poeta Guido Oldani. Successivamente è invitato alla Biennale di Lodi curata da Gianmaria Bellocchio.

Dalla Biennale di Venezia al Museo del Fango (2010-2015) Nel 2010 allestisce la personale I luoghi del mito a cura di Amedeo Anelli e partecipa alla collettiva Io, la poesia e l'acquaforte, presso il Centro dell'Incisione Alzaia Naviglio Grande di Milano. Nel 2011 partecipa alla collettiva Fango nel cuore, opere del Museo del Fango di Giampilieri, presso il Palazzo Duchi di Santo Stefano – Fondazione Mazzullo di Taormina. Seguono la personale di incisioni Cannaò è incisivo? al Centro dell'Incisione Alzaia Naviglio Grande di Milano, e la personale di incisioni e sculture L'arte di vivere l'arte alla Galleria Arcelli e Rossini. Partecipa a Semina verbi, VII edizione della Mostra d'Arte Sacra curata da Amedeo Anelli presso il Museo Parrocchiale di Casalpusterlengo, e a Novecento Sacro in Sicilia, rassegna di maestri siciliani del XX sec. all'Albergo dei Poveri (Palermo). Allestisce poi la personale Lune d’agosto nel fango, presso il Genio Civile di Messina. Nel 2011 è invitato ad esporre 4 opere della sua Passione al Salone Italia della 54ª Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel Padiglione Italia di Torino curata da Vittorio Sgarbi e ad esporre le 2 opere realizzate per il Domino, ideato da Vittorio Ferri, opera a più mani che poi si trasferirà negli Stati Uniti. Nello stesso anno progetta la Montagna ad Arte nei luoghi alluvionati del messinese realizzando La Grande Scala, opera di land art. Nel 2012 partecipa alla mostra "Domino" su progetto di Vittorio Ferri, alla Galleria San Carlo di Milano. Nel 2013 allestisce la mostra Le 13 Lune alla Chie art gallery Milano. Nel 2014 è al GADAM di San Marco D'Alunzio con la mostra Sguardi Incrociati, insieme a Togo. Nel 2015 partecipa ad EXPO Milano con il suo Museo del F.A.N.G.O.- MUD Museum. Nel 2015 allestisce la grande mostra Passione e Incanto prima al Castello di Milazzo e poi al Palazzo Duchi di Santo Stefano di Taormina. Segue l’antologica Passioni al Castello di Montesegale (PV).

Il ritorno dell'Hidalgo (2016-presente) Nel 2016 realizza il SeMediSè+99, la grande installazione posta a Montesegale. È uno dei protagonisti della mostra Leonardo e i contemporanei a Palazzo Martinengo di Brescia, presentato in catalogo da Stefano Brenna. È invitato alla rassegna Pittori Milanesi al Museo di Gibellina. Nel marzo del 2017 è invitato ad esporre alla 33ª edizione POU del Museum of Art di Kobe-Hyogo in Giappone. Ad aprile presenta il progetto pittorico-teatrale Quijote alla Posteria di Milano e in giugno allestisce l'esposizione Cannaò-Quijote al Castello di Montesegale. Nel 2018 realizza la personale di incisioni a linoleum L’ombra dell’Hidalgo al Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande di Milano. Nello stesso anno partecipa alla XXV Esposizione "Artisti per Epicentro", al Museo Epicentro di Gala di Barcellona Pozzo di Gotto.. Nel 2019 è invitato a esporre la sua opera nella mostra Michele Cannaò & POU Group Exhibition alla Juichigatsu Art Gallery di Tokyo. Nello stesso anno è invitato ad esporre le oltre 90 opere del Don Quijote e le 13 lune nel Salone delle esposizioni d’arte contemporanea della Regione Lombardia a Milano, a cura di Angela Manganaro. Ha inizio, con questa mostra, il sodalizio con il poeta e scrittore Simone Cattaneo Martini che continua con l'esposizione Cannaò-Passione nel Castello Visconteo di Vigevano. Durante tutto il periodo del covid, Cannaò realizza delle mostre virtuali, attraverso delle video-opere. A settembre del 2020 allestisce la mostra di incisioni L’ombra dell’Hidalgo nello spazio espositivo della Libreria Ticinum di Voghera. Nel 2023 realizza un happenig presso il Castello di Montesegale sull’opera Umana condizione. Tra marzo e aprile del 2024 allestisce la mostra Cannaò-Passione nelle scuderie del Castello di VigevanoVincenzo Bonaventura, ‘’La Passione di Cristo nel crudo dolore della vita, “Gazzetta del Sud”, 14 aprile 2024, p. 9..

Musei e collezioni Le opere di Cannaò compaiono in collezioni private e in musei, tra cui il Museo delle tradizioni popolari di Roma, il Museo di Maccagno, il Museo della Permanente di Milano, il Museo di Gibellina, il Museo del F.A.N.G.O., la Fondazione Castellini di Milano, la Biblioteca Sormani di Milano, il Kunsthistorisches Institut di Firenze, il Museo di arte moderna e contemporanea "Antonello da Messina" di Messina, la Collezione d’Arte di Gualtieri Sicaminò, il GADAM di San Marco d'Alunzio, il Museo Castello di Montesegale, il Museum of Art di Hyogo (Giappone), il Repertorio digitale dell’incisione italiana contemporanea di Bagnacavallo.

Attività teatrale

L'attività teatrale di Michele Cannaò ha inizio dall'incontro con Dario Fo, conosciuto nel 1977 a Messina e poi frequentato in tutto il periodo mlanese fino al 2009, anno in cui Fo gli dona una gouache per il suo impegno per il Museo del Fango. Questa frequentazione si rivela fondamentale per il suo lavoro in teatro: dopo aver seguito la messa in scena di alcune sue opere, Cannaò fonda nel 1987 la compagnia teatrale La Credenza. La compagnia mette in scena numerose opere teatrali, qualcuna di cabaret e performance pittorico-teatrali, scritte da Cannaò o dai membri della stessa compagnia, che è autonoma non solo per la presenza di numerosi attori (oltre allo stesso Cannaò, Celso Bollini, Paolo Brandolini, Enzo Moriello, Paola Ruggero, Liliana Terranova), ma per tutta la filiera della messa in scena, dalla scrittura alla regia, dai costumi al trucco, alla scenografia e alle musiche di Luca Mastroserio.