Biografia Isoup Ganthy nacque il 12 novembre 1929 a Phnom Penh, nella Cambogia francese, da una famiglia indo-cambogiana. In seguito entrò nella Polizia Nazionale della Cambogia, dove iniziò a praticare l’equitazione. Si trasferì poi in Francia per alcuni anni, per proseguire gli studi e allo stesso tempo approfondire la conoscenza dello sport, perfezionando la propria tecnica. Fu successivamente invitato a far parte della prima squadra cambogiana a partecipare ai Giochi Olimpici, prendendo parte ai Giochi Olimpici del 1956. Sebbene la maggior parte delle gare si fosse svolta a Melbourne, in Australia, a causa delle rigide norme australiane sull’importazione dei cavalli, che prevedevano una quarantena preventiva di sei mesi, le competizioni equestri furono organizzate a Stoccolma, in Svezia.

Insieme al suo compagno di squadra Saing Pen, Ganthy partecipò alla prova individuale di salto ostacoli il 17 giugno. Montando il cavallo Flatteur II, non riuscì a completare la sua prova nel primo turno, venendo così eliminato dalla competizione. La Cambogia, inoltre, non inviò alcuna squadra alle gare svolte a Melbourne, avendo deciso di boicottare i Giochi in segno di protesta per la crisi di Suez.

Carriera diplomatica Dopo il suo ritorno in Cambogia al termine degli studi, Isoup Ganthy fu coinvolto in attività governative. Lavorò per il Ministero degli Affari Esteri e prestò servizio come diplomatico, rappresentando negli anni Settanta il governo in esilio del GRUNK (Governo reale d'unità nazionale di Kampuchea), guidato da Norodom Sihanouk.

Il 10 agosto, poco dopo il colpo di Stato cambogiano del 1970, Ganthy, insieme alla sua famiglia e a un gruppo di studenti cambogiani, prese il controllo dell’ambasciata del paese a Praga, allora parte della Cecoslovacchia, sottraendola all’ambasciatore Measketh Cairmorom e a tre altri diplomatici del governo della Repubblica Khmer di Lon Nol, che aveva assunto il controllo effettivo della Cambogia. All’epoca Ganthy ricopriva il ruolo di segretario dell’ambasciata, e gli occupanti dell’edificio dichiararono la loro adesione al Fronte Nazionale Unito di Kampuchea guidato da Sihanouk.

Durante una conferenza stampa, Ganthy criticò aspramente il gruppo di potere di Lon Nol, accusandolo di "tradire la causa del popolo khmer e di agire come burattino dell’imperialismo statunitense", come riportato dal Peking Review. In seguito, le autorità locali interruppero la fornitura di elettricità e acqua all’ambasciata. Sihanouk chiese al governo cecoslovacco di ripristinare i servizi essenziali e di permettere ai diplomatici di Cina e Vietnam del Nord di fornire viveri agli occupanti, oltre a richiedere il riconoscimento del suo governo in luogo di quello di Lon Nol.

Ganthy fu nominato ambasciatore della Cambogia in Albania e successivamente rimandato come ambasciatore in Svezia. Nel settembre 1976 venne arrestato dai Khmer Rossi, che lo sospettavano di collaborare con il KGB per rovesciare il regime. Fu incarcerato nella prigione di Tuol Sleng, dove venne costretto a confessare un presunto tradimento. Morì il 6 dicembre 1976, probabilmente giustiziato, all’età di 47 anni.

Note

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