Lora di studio è l'opera principale dello scultore nisseno Giuseppe Frattallone. Ha un'altezza di 70 cm e una larghezza alla base di 140 cm. Esistono quattro esemplari attestati, di cui un bozzetto in terracotta oggi conservato in una collezione privata a Palermo e tre opere marmoree dislocate a Caltanissetta, Trapani e Firenze. La sua realizzazione è datata tra il1870 e il 1871.
Storia Il primo bozzetto risale al 1863. Ma venne esposto in pubblico soltanto nel 1867, quando presentò due bozzetti, l'ora di studio e progetto in gesso di fontana, alla mostra della Società d'Incoraggiamento a Firenze. L'ora di studio venne accolta con ammirazione anche da parte di critici esigenti quali Telemaco Signorini, e premiata con la medaglia d'oro.L'opera venne considerata dai cenacoli culturali contemporanei un manifesto per contrastare l'analfabetismo. La scultura si inserisce appieno nel dibattito del tempo e finisce, forse malgrado le intenzioni dell'autore, per diventare paradigma di un'arte sociale, complessa, politica. La figura del giovanotto che studia comincia ad estraniarsi dalla dimensione intimistica e quotidiana per trasformarsi nell'opera dell'impegno. Lo sguardo rivolto sul libro diventa lo sguardo prospettico sulla Nazione del domani che trova nella scuola il tassello cruciale del progresso. Nel giugno del 1868 si pensò, anche su consiglio dello scrittore Carlo Collodi, di rendere l'opera un omaggio a Umberto e Margherita di Savoia. Un comitato composto da intellettuali, fra i quali il senatore Romualdo Trigona di Sant'Elia, decise di destinare la redazione dell'opera marmorea al municipio italiano che più si fosse speso per l'educazione scolastica popolare, il concorso venne vinto dalla citta di Trapani e la statua posta nel Palazzo Comunale. Nel 1870 realizza la seconda copia marmorea che venne commissionata per 6000 ₤ dalla sua città natale, Caltanissetta, così da essere posta all'interno della nicchia dell'atrio del nascente Teatro Regina Margherita dove rimase per tanti anni, successivamente venne posta nel Salone del Consiglio Municipale, in seguito posta al Museo Civico per poi tornare nell'atrio del Teatro Regina Margherita, oggi è conservata nella gipsoteca del Palazzo Moncada.Nel 1872 viene realizzata una terza copia marmorea da destinare al pittore Michele Gordigiani, uno degli esponenti del comitato promotore. Nel 1873, molto probabilmente quest'ultima copia, partecipò all'Esposizione universale di Vienna.
L'ora di studio e Pinocchio Carlo Collodi fu un grande estimatore di quest'opera fin dal primo bozzetto. Nel 1881 scriverà Pinocchio, il burattino picaresco che, sperimenta la abiezione, condanna l'ignoranza e diventa carne, pensieri e sentimenti. Il burattino trova nel fanciullo che studia di Frattallone l'eternarsi marmoreo del valore che l'istruzione assume per la società moderna.
Descrizione Il soggetto del gruppo scultoreo, un fanciullo compostamente seduto su una cassapanca e assorto nello studio, viene a determinarsi come un esempio di gusto, che parla dell'antica sapienza di botteghe artigiane, nella consapevolezza che quanto è stato appreso nell'infanzia non potrà essere dimenticato. Concetto legato alla cultura risorgimentale che indicava nell'educazione il primo sprone per la patria. Il fanciullo è rappresentato nel momento dello studio con la penna in mano, il quaderno sulle ginocchia incrociate e la trottola calpestata. Lo sguardo è rivolto, con un'accentuata torsione del collo, sul libro squadernato sulla cassapanca. Sulla colonna si legge: "per benemerenza verso l'istruzione popolare da comitato fiorentino in concorso di tutti i comuni pel premio novennio del reg. MDCCCLXXIII".
Nella cultura di massa
L'opera appare nel quarto episodio della quarta stagione della fiction "Màkari".
Note
Bibliografia Vari autori, Giuseppe Frattallone scultore, Edizioni Lussografica, Caltanissetta 2021. Enzo Falzone, Giuseppe Frattallone, Edizioni Lussografica, Caltanissetta 2005. Silvestra Bietoletti, Giuseppe Frattelloni, un allievo siciliano di Giovanni Duprè, 2007.
Voci correlate Giuseppe Frattallone Carlo Collodi Palazzo Moncada (Caltanissetta)
Categoria:Sculture in Sicilia Categoria:Sculture marmoree