Tapatī (devanagari: तपती) è una divinità induista. È conosciuta come la dea del fiume Tapti e la dea madre del sud, dove porta calore alla terra. Secondo i testi indù, è la figlia di Sūrya, il dio del sole, e di Chhāyā, una delle sue mogli.

Mitologia Tapati è menzionata originariamente nel Mahabharata come moglie di Samvarana e madre di Kuru (il fondatore della dinastia e del regno omonimi). La storia di entrambi i personaggi si ritrova anche in altri testi indù come il Bhāgavata Purāṇa. Secondo questi testi, la casa di Tapati è situata sulle rive del fiume Tapti. I testi esaltano la dea, affermando che nessuno nei tre mondi potrebbe eguagliarla in bellezza, con lineamenti perfetti e severa autodisciplina religiosa.

Secondo il racconto del Mahabharata, Arjuna interroga un gandharva sull'origine dell'epiteto Tapatya, con cui viene chiamato. Il gandharva gli racconta che il sole un tempo aveva una bellissima figlia di nome Tapati, per la quale desiderava trovare un marito adatto. Un antico re Kaurava di nome Samvarana adorava il sole e venne scelto come suo sposo. Un giorno, durante una battuta di caccia, il cavallo del re morì. Durante il suo vagabondaggio, Samvarana vide Tapati fare il bagno al sole e rimase incantato dalla sua bellezza. Quando chiese a Tapati chi fosse, lei scomparve immediatamente. Il re perse i sensi, ma quando si mosse, vide che Tapati era tornata. Le dichiarò il suo amore e la implorò di stare con lui. Tapati lo informò di essere anche lei innamorata di lui, ma lo invitò a rivolgersi al padre per ottenere la sua approvazione per il matrimonio. Il re iniziò a meditare rivolto al saggio Vasishtha per due settimane, il quale apparve e capì che il re si era innamorato di una dea. Vashishta quindi ascese al cielo, chiedendo a Surya di approvare il matrimonio di Samvarana e Tapati. Surya acconsentì e i due si sposarono.

Note

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