Aymeri de Narbonne o Amerigo di Narbona è un personaggio epico delle antiche chansons de geste francesi e della Materia di Francia. Nel materiale leggendario, così come elaborato e ampliato in vari testi medievali, Aymeri, la cui figura si ispira liberamente a quella di Teodorico I d'Autun, fu un cavaliere al tempo delle guerre di Carlo Magno, tramandato nella leggenda come eroico combattente contro i Saraceni durante e dopo la Battaglia di Roncisvalle.

Suo padre era Hernaut, ipotetico paladino di Carlo Magno e suo nonno Garin de Monglane. L'impresa più importante fu la conquista della città di Narbona. Sempre secondo la narrazione contenuta nelle chansons sposò una principessa di nome Hermengarde o Hermenjart da cui ebbe sette figli (Guibert, Bernart, Guillaume, Garin, Hernaut, Beuve e Aymeri), il più famoso dei quali fu Guillaume d'Orange, trasposizione mitica di Guglielmo d'Aquitania. Fu eroe e interprete di diverse composizioni poetiche popolari del Ciclo carolingio.

L'"Aymeri" delle chansons non deve essere confuso con la figura storica successiva di Aimery II di Narbona, che fu visconte di Narbona dal 1106 al 1134 circa.

Aymeri nelle chansons de geste Aymeri de Narbonne Aymeri de Narbonne è l'eroe di una chanson de geste dell'inizio del XIII secolo (c.1205-1225), che riprende i contenuti di alcune poesie precedenti attribuite a Bertrand de Bar-sur-Aube, autore, tra l'altro, di Girart de Vienne in cui Aymeri de Narbonne compare in quattro dei cinque manoscritti esistenti di questa poesia.

La poesia comprende 4.708 versi raggruppati in 122 laisseLaisse: strofa caratteristica della poesia epica medievale, spec. francese e spagnola, composta di un numero variabile di versi decasillabi o dodecasillabi, legati dall’assonanza o monorimi in rima; i versi sono tutti decasillabi eccetto per un breve verso di sei sillabe alla fine di ogni laisse. Uno schema simile ma con versi più brevi appare nelle chansons de geste Aliscans e nella Chanson de Guillaume ).

In Aymeri de Narbonne, Carlo Magno, di ritorno dalla Spagna dopo i tragici eventi della Chanson de Roland, si imbatté nella città di Narbonne e la offrì in feudo a chiunque dei suoi cavalieri l'avesse conquistata, ma tutti i cavalieri rifiutano ancora memori dell'esito nefando della battaglia di Roncisvalle, ad eccezione del giovane Aymeri che accetta la sfida. Una volta conquistata la città e divenutone signore, egli cercò di ottenere, nella versione poetica e immaginaria della chanson, la mano di Ermengarda, figlia di Desiderio e sorella di un non meglio identificato Bonifacio, re dei Longobardi a Pavia. Dopo varie vicende, tra cui l'ostilità di un signore tedesco di nome Savari, a cui Ermengarda era stata promessa in precedenza e violenti attacchi da parte dei Saraceni, alla fine il matrimonio venne celebrato. Il poema si conclude con una predizione sui loro futuri figli, sette maschi e cinque femmine.

Il poema fu rielaborato in due versioni in prosa nel XV secolo.

Il manoscritto "Venezia 4" della Chanson de Roland contiene, verso la fine del poema, la presa di Narbona e Aymeri che la riceve per volere del padre.Per approfondire cfr: laisses 285-318, Chanson de Roland (V4) – RIALFrI Il personaggio come anticipato, compare anche in Girart de Vienne, dove incita i suoi quattro zii alla guerra contro l'imperatore.

Narbonnais L'eroe compare anche in Narbonnais (c.1210), una chanson de geste di un autore anonimo della regione di Brie.

Il poema comprende 8.063 versi decasillabi raggruppati in laisse assonanti. I manoscritti che contengono l'opera fanno parte di un insieme di altri testi come Aymeri de Narbonne e l' Siège de Barbastre e concorrono a formare un intero ciclo, chiamato "ciclo narbonese", che appunto da questo poema prende il nome. A sua volta viene spesso inserito nel "ciclo di Guilluame d'Orange". Non mancano casi in cui queste chanson vengono poi raggruppate le più più ampio contesto de le "Geste di Garin de Monglane '".

Inizialmente si era pensato che Narbonnais non fosse altro che un contenitore delle opere di Le Département des Enfanz Aymeri e de le Siège de Narbonne, ma dopo l'edizione critica di H. Suchier del 1898 - "Les Narbonnais, chanson de geste" -, è stata considerata un'opera a sé stante con una sua identità e una propria struttura poetica. Ci è stata tramandata un'altra opera collegata a Narbonnais, di cui rimane solo un frammento in lingua latina che si conserva a L'Aja.

Una versione in prosa di Narbonnais fu realizzata nel XV secolo. L'opera fu anche adattata dall'italiano Andrea da Barberino intorno al 1410 per la sua versione in prosa di "Storie Nerbonesi" .

Nella parte che tratta della partenza dei figli di Aymeri, il notro eroe mandò sei dei suoi figli a cercare i propri feudi, tenendo con sé il figlio più giovane Guibert. I figli ebbero successo e alla fine giunsero alla corte di Carlo Magno a Parigi. Nella seconda parte, quella che tratta dell'assedio di Narbona, approfittando della partenza dei figli, i Saraceni attaccarono la città e inchiodarono Guibert a una croce. Il figlio più giovane venne comunque salvato e corse alla corte di Parigi per chiedere aiuto, ma giuntovi apprese che Carlo Magno era morto e che aveva lasciato a suo figlio Ludovico la corona d'imperatore. Nel finale i sette figli e l'esercito di Ludovico giunti in soccorso di Aymeri riuscirono a sconfiggere i Saraceni.

Mort Aymeri

Aymeri de Narbonne è anche l'eroe di una chanson de geste, probabilmente del XIII secolo, intitolata Mort Aymeri de Narbonne, chiamata anche Les Sagittaires.

Il testo comprende 4.176 versi decasillabi raggruppati in laisse assonanti e in rima.

In questa rappresentazione poetica, alla fine della sua vita, Aymeri combatte per riconquistare la sua città. Egli e i suoi cavalieri ricorrono allo stratagemma di a vestirsi da donne, per poi sorprendere e combattere i Sagittaires, una sorta di centauri pagani, per salvare quattordicimila fanciulle. La chanson si conclude con il ferimento e la morte di Aymeri e due dei suoi figli che vengono quindi sepolti a Narbonne.

Note Note esplicative

Note bibliografiche

Bibliografia

Voci correlate Canzone di gesta Amerighi Ciclo carolingio

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