Biografia L'ambiente pavese e l'inizio della ricerca Allievo del Collegio Ghislieri, Gorini si laureò in Medicina e Chirurgia all'Università di Pavia nel 1890. Presso lo stesso Ateneo iniziò la carriera accademica nell'ambito degli insegnamenti di Igiene e Batteriologia: fu prima assistente (1892-1894) e in seguito libero docente dal 1894 al 1924, mantenendo l'incarico anche mentre ricopriva altri ruoli di rilievo in Italia. La sua attività di ricerca si concentrò fin da subito sulla batteriologia, allora disciplina nascente. I suoi studi del 1892 sulle proprietà degli enzimi (condotti sul Bacillus prodigiosus) sono considerati l'atto di nascita dell'enzimologia microbica. Anno importante fu il 1894 nel quale, oltre ad ottenere l'abilitazione all'insegnamento, Gorini scoprì il fenomeno dellacido-proteolisi batterica. Questa scoperta fu determinante per spiegare come i batteri riescano a decomporre le proteine, un processo fondamentale per la maturazione del latte e dei formaggi.

Batteriologo della sanità pubblica Dal 1897 al 1901, Gorini ricoprì l'incarico di batteriologo della Sanità Pubblica. In questi anni, la sua attività si estese all'epidemiologia (carbonchio, colera, tifo), all'igiene ospedaliera (disinfezioni) e alla parassitologia (controllo biologico del vaccino jenneriano). Tuttavia, il suo interesse primario rimase l'applicazione della microbiologia all'agricoltura e all'industria, con particolare riguardo all'igiene del latte e ai processi di fermentazione.

La cattedra di Batteriologia Agraria a Milano Nel 1902 Gorini fu chiamato a Milano presso lIstituto Superiore di Agricoltura (oggi Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Milano), per fondare il primo laboratorio italiano di batteriologia agraria e venire incaricato del relativo insegnamento. Lasciò la cattedra nel 1935 per raggiunti limiti di età, ma continuò ad operare nella ricerca scientifica collaborando con istituti scientifici esteri fino a poco prima della sua morte avvenuta nel 1950.

Contributi alla batteriologia casearia L'attività scientifica di Gorini si focalizzò sullo studio dei microrganismi presenti nel latte e nelle mammelle bovine, con l'obiettivo di chiarire il ruolo fondamentale dei batteri nella trasformazione del latte in formaggio. Oltre a identificare e classificare nuove specie batteriche, come il genere Mammococcus-caseococcus e il Bacillus lactis thermophilus, le sue ricerche portarono alla scoperta degli acidoproteoliti, i particolari batteri in grado di consentire il fenomeno della maturazione dei formaggi il cui processo fino ad allora era affidato esclusivamente all'esperienza empirica degli operatori caseari. Introdusse i cosiddetti "fermenti selezionati" (starter microbici), necessari per garantire che formaggi come il Grana e il Gorgonzola mantenessero nella fase di produzione una qualità costante e standard igienici elevati. Le sue innovazioni non si limitarono all'arte casearia, ma influenzarono anche il settore agricolo: a lui si devono i moderni metodi per la produzione del foraggio attraverso l'introduzione del "silo lattico italico" e del "silo termofilo pastorizzato", sfruttando il controllo della fermentazione per migliorarne le proprietà e quindi la conservazione e l'appetibilità per il bestiame.

Studi sull'igiene scolastica Oltre ai suoi contributi alla microbiologia alimentare, Gorini dedicò una parte significativa delle sue ricerche all'igiene pubblica, con particolare attenzione all'ambiente scolastico. Agli inizi del Novecento, egli condusse studi sulla potenziale pericolosità igienica dei banchi di scuola in legno. Mediante rigorose analisi batteriologiche, Gorini dimostrò che le superfici dei banchi, specie quelle più usurate e porose, potevano fungere da terreno di coltura e veicolo per la trasmissione di vari microrganismi, compresi potenziali agenti patogeni, attraverso il contatto con le mani, la saliva e i residui organici degli scolari/studenti. Le sue conclusioni, che sottolineavano la necessità di una pulizia e disinfezione più accurata degli arredi scolastici, ebbero un certo impatto sulle normative igienico-sanitarie dell'epoca, promuovendo l'uso di materiali meno porosi e di protocolli di sanificazione più efficaci nelle scuole italiane. Gorini non analizzò la questione solo dal punto di vista microbiologico; arrivò a formulare precise regole su come il banco doveva essere costruito (il c.d. "banco igienico"), secondo le quali piano e sedile dovevano adattarsi perfettamente allo scolaro ed essere progettati per garantire la posizione più comoda nel corso delle ore di lezione.

Attività accademica e divulgativa Convinto della necessità di applicare le scoperte della scienza ai settori produttivi per il progresso economico e igienico della nazione, Costantino Gorini pubblicò oltre 200 lavori su periodici accademici italiani ed esteri. Con la sua attività didattica e con le sue importanti ricerche svolte presso l'università di Milano "fece della batteriologia un ponte tra la biologia e la chimica" applicandolo ai problemi pratici dell'agricoltura e dell'industria.

Gli ultimi anni Dopo aver lasciato l'insegnamento, continuò la sua attività di studio e consulenza. Morì a Milano il 3 settembre 1950. A lui sono state intitolate varie vie e scuole in diverse città italiane.

Affiliazioni e onorificenze Il lavoro scientifico di Costantino Gorini fu riconosciuto in Italia e all'estero e testimoniato dalle numerose affiliazioni accademiche e dai premi ricevuti. Fu membro di importanti istituzioni scientifiche, tra cui l'Accademia Nazionale dei Lincei, e l'Accademia dei Georgofili di Firenze. Ricevette il Premio Reale dell'Accademia dei Lincei (sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali) conferitogli per l'insieme delle sue ricerche sull'enzimologia microbica e la batteriologia applicata. Vinse il Gran Premio dell'Esposizione internazionale di Milano nel 1906, la Medaglia d'Oro dell'Esposizione Internazionale di Torino nel 1911, il premio Reale per la biologia dellAccademia nazionale dei Lincei nel 1915, nonché i premi Bellion (1913), Philipeaux (1922) e Santoro (1911), messo in palio quest'ultimo dallAccademia dei Lincei. Nel 1923 ricevette anche la Medaglia d'oro dell'Académie d'agriculture de France.

Opere principali (1893) Sul potere coagulante e dissolvente dei germi sul latte, Milano, Tipografia Zanaboni e Gabuzzi; (1894) Sulla produzione dell'acido lattico da parte dei batteri patogeni, Milano, Tipografia Zanaboni e Gabuzzi; (1894) Il ruolo dell'acido lattico nello sviluppo di alcuni germi patogeni, Milano, Tipografia Zanaboni e Gabuzzi; (1897) I microrganismi che si incontrano nell'acqua destinata all'alimentazione, Milano, Società editoriale tecnico-scientifica; (1898) La fermentazione del latte e i batteri lattici, Milano, Tipografia R. Stab. Fratelli Reggiani; (1899) Igiene del latte e della carne, Torino, Unione tipografico-editrice; (1900) Il carbonchio: ricerche sperimentali ed osservazioni pratiche, Roma, Tipografia dell'Unione cooperativa editrice; (1901) Nuove ricerche sulla termoresistenza dei batteri lattici non sporigeni del latte, Milano, Tipografia Umberto Bellini; (1902) Sui bacteri dei dotti galattofori delle vacche, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei; (1906) Ricerche bacteriologiche sul formaggio Gorgonzola, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei; (1907) Studi sulla fabbricazione razionale del formaggio di Grana, Milano, Tipografia Umberto Bellini; (1907) Studi sulla fabbricazione razionale del formaggio di Grana, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei; (1909) Ulteriori ricerche intorno alla differenziazione del vaccino da altre malattie similari sulle mammelle delle mucche (afta epizootica, ecc.), Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei; (1910) Ricerche sulla microflora della mammella e del latte, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei; (1911) La conservazione del foraggio per via batterica: il silo lattico italico, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei; (1914) L'influenza della temperatura sulla microflora del fieno. Fieni lattici e fieni butirrici, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei; (1915) Sulla termoresistenza dei batteri non sporigeni nel latte, Milano, Tipografia della Società anonima Treves; (1916) Studi sulla produzione igienica del latte. Importanza e controllo della microflora mammaria, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei; (1919) Il silo termofilo pastorizzato e i foraggi conservati con fermenti lattici, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei; (1927) Sulla diffusione della proprietà di fermento misto fra i batteri patogeni, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei; (1930) I fermenti del Gorgonzola, Milano, Società Editrice Vita Pensiero; (1932) I batteri caseari e l'acido lattico nella maturazione dei formaggi, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei.

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Microbiologi italiani