Era nipote del suddetto Raimondo, essendo figlio del suo secondogenito Antonino San Martino, e quindi membro della nobile famiglia dei principi del Pardo.V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928–1936. È noto soprattutto per l’opera monumentale in dieci volumi La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, considerata un riferimento fondamentale per lo studio della nobiltà e del sistema feudale siciliano.Libero Guarneri, Vittorio Morasso, Architettura industriale, Ed. Gorlich, 1958.Francesco San Martino e De Spuches – Martinez-Tagliavia

Biografia Francesco San Martino e De Spuches nacque a Palermo il 19 giugno 1859, figlio quartogenito di Antonio San Martino de Spuches, dei principi del Pardo, e di Vittoria De Spuches Ruffo.F. San Martino e De Spuches, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, Palermo, vari editori, 1924–1941. La famiglia era stabilmente insediata a Messina, dove egli compì gli studi giuridici, laureandosi in giurisprudenza nel 1884.

Nel 1923, a seguito della morte dei fratelli, assunse il titolo di duca di Santo Stefano di Briga. Sposò Giuseppina Vadalà Amodeo, figlia del cavaliere Giuseppe Vadalà Romano. Dal matrimonio nacquero tre figlie: Vittoria, Giovanna e Nina, tutte legate per matrimonio a importanti famiglie dell’aristocrazia italiana.

Un evento decisivo nella vita di San Martino fu il terremoto di Messina del 28 dicembre 1908, dal quale egli scampò insieme alla moglie e alle figlie, sopravvivendo al crollo dell’abitazione di famiglia situata nella Palazzata di Messina. La catastrofe causò la morte della quasi totalità dei suoi congiunti; in seguito a tali eventi, San Martino ereditò beni e titoli familiari.G. Baratta, Il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908, Roma, 1910.

Negli anni successivi si stabilì prevalentemente a Palermo, presso la figlia Vittoria, residente a Palazzo Villafranca in piazza Bologni, dove si dedicò intensamente alle sue ricerche storiche e genealogiche.

Attività di studioso De Spuches dedicò oltre dieci anni a ricerche storico-genealogiche condotte personalmente presso archivi pubblici, archivi privati e parrocchie siciliane. Il frutto principale di tali studi fu l’opera in dieci volumi La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, considerata una delle più ampie e sistematiche ricostruzioni del sistema feudale siciliano.Catalogo della Avery Memorial Architectural Library, Columbia University, 1968.

L’opera costituisce tuttora una base di riferimento per gli studi sulla nobiltà siciliana, pur con alcune riserve critiche dovute al fatto che l’autore non poté seguire personalmente l’intero processo di pubblicazione né correggere integralmente i refusi tipografici.Catalogo della Library of the Graduate School of Design, Harvard University, vol. 22, 1968.

San Martino riuscì a pubblicare in vita solo i primi due volumi dell’opera. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1925, il manoscritto completo fu dato alle stampe a cura delle figlie Vittoria, Nina e Giovanna.

Opere

Note