Lincidente della funivia del Faito avvenne il 15 agosto 1960 sulla funivia del Faito, quando la cabina partita dalla stazione a monte, arrivò a valle troppo velocemente, schiantandosi sui binari della sottostante ferrovia Circumvesuviana, causando 4 morti.

Antefatti La funivia del Faito è un impianto di risalita che collega il centro urbano di Castellammare di Stabia con la vetta del Monte Faito situata a metri di altitudine.

È frequentata da turisti ed appassionati di trekking, offrendo durante la corsa un panorama sul Golfo di Napoli. La stazione a valle è ubicata nella stazione della circumvesuviana di Castellammare di Stabia.

Incidente Inaugurata il 24 agosto 1952 e considerata una delle migliori funivie d'Europa, il giorno di ferragosto del 1960, il manovratore della cabina in risalita, al cui interno c'erano oltre 40 passeggeri, accortosi dell'insolita velocità della cabina in discesa, azionò i freni di emergenza per evitare l'impatto contro la stazione a monte, ma ciò non impedì che quella in discesa impattasse al suolo sulla sottostante ferrovia Circumvesuviana, ostruendo anche il tunnel d'ingresso in stazione, costringendo il macchinista del convoglio delle 10:20 proveniente da Sorrento, ad una frenata d'emergenza.

Indagini Durante il processo tenutosi nel 1962, furono imputati per quadruplice omicidio, il direttore d'esercizio della funivia, il sorvegliante ed il manovratore della sala macchine. Durante l'interrogatorio, l'ispettore della motorizzazione civile relazionò che per consentire un numero di corse maggiore, furono tolti i limitatori di velocità. Ciò permise che nel tempo normalmente impiegato per effettuare cinque corse, ne venissero effettuate diciassette.

A fronte della richiesta del pubblico ministero di una condanna a nove anni di reclusione, gli imputati, anche grazie ad avvocati come Alfredo De Marsico, si videro infliggere una pena a soli due anni e undici mesi di reclusione.

Vittime Delle trentaquattro persone presenti a bordo della cabina coinvolta nell'incidente, quattro sono decedute. Oltre al manovratore Alberto Lanza originario di Cercola, persero la vita il pensionato Girolamo Di Costanzo originario di Napoli, che durante i mesi estivi, quotidianamente si recava sul Faito per curare la sua asma, il commerciante ortofrutticolo di Castellammare di Stabia Francesco Cimmino, che tutte le mattine si recava presso gli alberghi e le ville dei residenti per raccogliere le ordinazioni. Quella mattina, essendo giorno festivo, si fece accompagnare dal figlio Luigi.

VittimaNazionalitàEtàAlberto Lanza40Girolamo Di Costanzo71Francesco Cimmino Luigi Cimmino 9

Note

Categoria:Catastrofi in Campania Faito Categoria:Catastrofi nel 1960