Riposo durante la fuga in Egitto è un dipinto a olio su tela (Diametro 69,5) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, intorno al 1624 e conservato nel Cleveland Museum of Art a Cleveland. Storia La prima menzione di questo dipinto si trova nella Felsina pittrice di Malvasia, che lo ricorda con queste parole: «un tondo per il Sig. Tiberio Lancellotti Romano, una Madonna col puttino ed un san Gioseffo, con un Angelo che suona». L’opera fu successivamente acquistata a Roma da Irvine per conto di William Buchanan (1777-1864). Sebbene Irvine non indichi il nome del palazzo romano presso il quale il dipinto si trovava, da una sua lettera del 1804 si deduce inequivocabilmente che si trattasse di palazzo Lancellotti. Successivamente il dipinto entrò nella collezione di Jeremiah Harman, come risulta dal catalogo della vendita delle sue opere, tenutasi il 17 maggio 1844, in cui compare al n. 18 con la seguente descrizione: «The Virgin supporting the sleeping Infant and listening to an Angel who is playing the Violin: ruins and buildings in the distance – circular; from the Lancellotti Palace, Rome». In seguito l’opera passò nella collezione del duca di Cleveland. Il ducato si estinse nel 1891, ma non sono noti i successivi passaggi di proprietà fino al 1965, quando il dipinto ricomparve sul mercato, messo in vendita da una collezione privata inglese. Nel 1967 fu infine acquistato da Mr. e Mrs. William H. Marlatt Fund per conto del Cleveland Museum of Art. Descrizione Il dipinto, di formato circolare, raffigura la Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto, accompagnata da un angelo musicante. Al centro della composizione siede la Vergine, colta in atteggiamento raccolto, mentre sostiene il Bambino addormentato, che le viene affidato da san Giuseppe, raffigurato sulla sinistra come un uomo anziano, chinato con gesto premuroso. Sulla destra compare un angelo seduto, intento a suonare il violino, la cui figura introduce un elemento di quieta armonia all’interno della scena. Le figure sono disposte lungo l’arco interno del tondo, con un andamento curvilineo che segue la forma del supporto. Il gruppo sacro è inserito in un paesaggio aperto, animato da rovine e costruzioni sullo sfondo, mentre la linea dell’orizzonte e il cielo luminoso contribuiscono a dare profondità alla scena. Un albero piegato dal vento, sulla destra, accompagna visivamente il margine della composizione, rafforzandone l’andamento circolare. L’insieme è caratterizzato da un tono intimo e contemplativo: l’azione è ridotta al minimo e l’attenzione si concentra sui gesti misurati e sugli sguardi sommessi dei protagonisti, in un equilibrio attentamente calibrato tra figure e spazio.

Stile Secondo Denis Mahon, il tondo Lancellotti rappresenta una fase di particolare rilievo nell’evoluzione di Guercino, sia per l’adozione del formato circolare, sia per il modo consapevole con cui l’artista ne sfrutta le specifiche esigenze compositive. Da notare che è l'unico dipinto di questo formato realizzato da Guercino in tutta la sua carriera. Lontano dall’adattarsi passivamente ai vincoli del tondo, Guercino ne fa invece un elemento strutturante dell’invenzione figurativa, organizzando la scena secondo un principio centripeto, con una composizione fortemente centralizzata ed equilibrata. Mahon sottolinea come questo esito sia indicativo del mutamento di orientamento maturato dall’artista intorno al 1624: una soluzione di questo tipo, fondata su un controllo rigoroso dello spazio e su criteri di equilibrio riconducibili a un ideale “classico”, sarebbe stata difficilmente concepibile solo pochi anni prima, quando Guercino privilegiava impianti più dinamici e centrifughi. Nel tondo Lancellotti, al contrario, la disposizione delle figure e il loro rapporto con lo spazio mostrano una piena comprensione delle esigenze formali del formato, affrontate con una consapevolezza nuova e sorprendente. Il dipinto, esposto alla mostra del 1968 con il titolo di Sacra Famiglia, assume così un valore emblematico per interpretare questo momento della carriera del pittore, testimoniando l’avvicinamento a un linguaggio compositivo che, secondo Mahon, presuppone un confronto diretto con modelli rinascimentali. Lo studioso ipotizza che l’opera possa essere stata concepita come pendente di un tondo rinascimentale visto dall’artista durante il suo soggiorno a palazzo Lancellotti, pur precisando che non esistono prove documentarie a sostegno di questa suggestione.

Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nel Cleveland Museum of Art Categoria:Dipinti sulla fuga in Egitto