Tahmāsp I era il figlio maggiore di Ismāʿīl e della sua consorte principale, Tajli Khanum. Una volta salito al trono, dovette in primis occuparsi delle guerre civili in corso tra i principali esponenti dei kizilbash fino al 1532, quando riuscì ad affermare la sua autorità e a inaugurare una monarchia assoluta. Poco dopo fu coinvolto in un conflitto che si sarebbe protratto a lungo con l'Impero ottomano, la guerra ottomano-safavide del 1532-1555, la quale può essere cronologicamente suddivisa in tre fasi. In quel ventennio circa il sultano ottomano, Solimano il Magnifico, cercò di installare sul trono safavide dei candidati rivali di Tahmasp. La guerra terminò con la pace di Amasya nel 1555, con gli ottomani che ottennero la sovranità sull'Iraq, su gran parte del Kurdistan e sulla Georgia occidentale. Tahmasp si scontrò anche con gli Usbechi del Khanato di Bukhara per il possesso del Grande Khorasan; durante questo periodo, gli Usbechi razziarono ripetutamente Herat. Nel 1528, all'età di quattordici anni, sconfisse gli Usbechi nella battaglia di Jam sfruttando l'artiglieria, sconosciuta all'altra fazione impegnata nello scontro.
Tahmasp patrocinò a più riprese gli artisti ed egli stesso si dimostrò un discreto pittore. Egli costruì degli alloggi specifici nel palazzo reale riservati a pittori, calligrafi e poeti. In una fase intermedia del suo regno, invertì la sua tendenza e cominciò a disprezzare i poeti, allontanandone molti ed esiliandoli alla corte dell'Impero Moghul. Tahmasp si distinse per la sua devozione religiosa e il fervente zelo per il ramo sciita dell'Islam. Egli conferì molti privilegi al clero e permise loro di rivestire incarichi di spessore in ambito giuridico e amministrativo. Nel 1544, chiese all'esiliato imperatore Mughal Humayun di convertirsi allo sciismo in cambio dell'assistenza militare per reclamare il suo trono in India. Il nitido orientamento religioso di Tahmasp non gli impedì di intrattenere delle relazioni bilaterali con delle potenze cristiane, specie la Repubblica di Venezia e la Monarchia asburgica, che erano altresì rivali dell'Impero ottomano.
La sua successione fu contestata prima della sua dipartita. Quando Tahmasp morì il 14 maggio 1576, seguì una guerra civile che coincise con l'eccidio della maggior parte dei membri della famiglia reale. Il regno di Tahmasp, durato cinquantadue anni, fu il più lungo rispetto a quello di qualsiasi altro discendente della dinastia safavide. Sebbene i resoconti occidentali contemporanei fossero abbastanza critici sulla sua figura, gli storici moderni lo descrivono come un comandante coraggioso e abile che mantenne ed espanse l'impero di suo padre. La sua parentesi al potere coincise con un cambio di rotta nella politica ideologica safavide; mentre il suo genitore si era proposto come Mahdi (Messia) agli occhi delle tribù turcomanne kizilbash, le quali per questo lo veneravano, Tahmasp conferì alla sua immagine pubblica un ritratto meno sacrale, dipingendosi semplicemente come un re sciita molto pio e ortodosso. Egli diede il via a un lungo processo, poi seguito dai suoi successori, volto a porre fine all'influenza dei kizilbash sulla politica safavide, sostituendoli con un "terzo ceto" di recente affermatasi sullo scenario politico, ovvero gruppi di cittadini georgiani e armeni islamizzati.
Nome "Tahmasp" () è la versione in persiano moderno derivante dall'antico iranico *ta(x)ma-aspa, che significa "avere cavalli valorosi".. Si tratta di uno dei pochi casi in cui un nome dello Shāh-Nāmeh viene utilizzato da una dinastia di epoca islamica attiva in quello che è il moderno Iran.. Nello Shāh-Nāmeh, Tahmasp viene indicato come il padre di Zaav, il penultimo scià della dinastia pisdadide..
Contesto storico Tahmasp fu il secondo scià della dinastia safavide, una famiglia di origine curda i cui membri avevano rivestito la carica di sceicci di una tariqa sufi (una scuola di sufismo) nota come ordine safavide e perlopiù attiva ad Ardabil.; . Il primo sceicco dell'ordine ed eponimo della dinastia, Safi-ad-din Ardabili, sposò la figlia del sufi Zahed Gilani e divenne maestro dell'ordine di suo suocero, quello dello zahediyeh.. Due dei discendenti di Safi-ad-Din, Sheykh Junayd e suo figlio Sheykh Haydar, resero l'ordine più attento al mondo militare e tentarono invano di espandere il proprio dominio..
Il padre di Tahmasp, Ismail I (regnante dal 1501 al 1524), che subentrò nell'ordine safavide dopo suo nonno, Shaykh Haydar, divenne scià di Persia nel 1502 ed ereditò una terra dilaniata dalla guerra causata dal crollo dell'Impero timuride. Entro il 1512, egli conquistò i territori della confederazione tribale degli Aq Qoyunlu, degli Shaybanidi nell'Iran orientale e molte città-stato.. Il regno di Ismail si espandeva nei moderni confini dell'Iran, abbracciando inoltre terre rientranti nella Georgia, nell'Armenia, nel Daghestan e nello Shirvan a ovest, mentre Herat era il punto orientale più estremo.. A differenza dei suoi antenati sufi, Ismail riponeva fede nel filone dei Duodecimani, giungendo perciò a elevarlo quale religione ufficiale del regno.. Egli convertì con la forza la popolazione sunnita abolendo gli ordini sufi sunniti, sequestrando le loro proprietà e costringendo gli ʿālim sunniti (ecclesiastici islamici) a scegliere tra la possibilità di convertirsi, di venire giustiziati o di partire in esilio.. A questo evento fece seguito un vuoto di potere che consentì agli ʿālim sciiti di plasmare una categoria socio-religiosa composta da abbienti proprietari terrieri sayyid (discendenti di Maometto) e mujtahid (studiosi islamici esperti nell'interpretazione della legge islamica)..
Ismail garantì alle tribù kizilbash dei Turcomanni un posto sicuro nell'amministrazione safavide, poiché essi furono gli «uomini di spada» che lo avevano portato al potere.; . Questa categoria di persone si scontrò presto con gli «uomini di penna», saldamente presenti nell'apparato burocratico ed erano principalmente persiani. Ismail coniò il titolo di vakil-e nafs-e nafs-e homayoun (vice del re) con la speranza di risolvere la controversia. Gli scontri tra i principali esponenti dei kizilbash e i burocrati persiani raggiunsero il culmine nella battaglia di Ghazdewan, combattuta tra il vakil di Ismail Najm-e Sani e gli Usbechi del Khanato di Bukhara guidati dallo shaybanide Ubaidullah Khan. La vittoria di questi ultimi, a cui seguì la cattura e l'uccisione di Najm in seguito, fu agevolata dalla scelta di molti dei kizilbash di abbandonare il vakil al proprio destino..
Gli Usbechi del Khanato di Bukhara costituivano un problema ricorrente ai confini orientali della Persia. I Safavidi e la dinastia discendente da Genghis Khan degli Shaybanidi si affermò al potere quasi contemporaneamente all'inizio del XVI secolo.. Nel 1503, quando Ismail aveva presso possesso di gran parte dell'altopiano iranico, Muhammad Shaybani, khan di Bukhara (r. 1500-1510), aveva conquistato la Corasmia e il Grande Khorasan. Ismail sconfisse e uccise Muhammad Shaybani nella battaglia di Marv nel 1510, riacquisendo il Khorasan; tuttavia, la Corasmia e le città "persianizzate" localizzate in Transoxiana rimasero nelle mani degli Usbechi.. Successivamente la supremazia sul Khorasan divenne il principale pomo della discordia tra Safavidi e Shaybanidi.
Nel 1514, il prestigio e l'autorità di Ismail furono danneggiati dalla sua disfatta riportata nella battaglia di Cialdiran contro l'Impero ottomano. Prima della guerra con gli osmanici, Ismail cominciò ad auto-professarsi ai suoi sudditi come la reincarnazione di ʿAlī ibn Abī Ṭālib, cugino di Maometto, o di al-Husayn ibn Ali, un altro discendente del fondatore dell'Islam.. Questa convinzione si indebolì dopo lo scontro a Cialdiran, ragion per cui Ismail perse quella sorta di venerazione religiosa di cui godeva tra le tribù kizilbash, le quali in precedenza lo avevano considerato invincibile e che erano rimaste deluse dalla sconfitta.. L'evolversi degli eventi segnò molto Ismail, che si lasciò andare all'alcolismo e non condusse mai più un esercito in guerra; ciò permise alle tribù kizilbash di inserirsi nella lotta per il potere che contraddistinse la prima fase del regno di Tahmasp.
Biografia Primi anni Abu'l-Fath Tahmasp Mirza,.Nella società safavide, quando il termine "Mirza" (l'equivalente di "Principe") veniva utilizzato dopo un nome (ad es. Tahmasp Mirza), si riferiva a un principe. Al contrario, se veniva usato prima di un nome, come nel caso di Mirza Ebrahim o Mirza Taqi, significava che l'uomo apparteneva al ceto amministrativo ed era un uomo letterato: . o più in breve Tahmasp Mirza, nacque il 22 febbraio 1514 a Shahabad, un villaggio situato nei pressi di Isfahan come primogenito di Ismail I e della sua consorte principale, Tajli Khanum.. Stando alla versione raccontata dai naqqal persiani (una sorte di divulgatori di cultura persiana), la notte della nascita di Tahmasp scoppiò un forte temporale con vento, pioggia, e fulmini. Tajli Khanum, non appena iniziarono le sue doglie, suggerì di accamparsi in qualche villaggio alla carovana reale, che si diresse così a Shahabad. Il kadkhoda (guardiano) dell'insediamento era un sunnita e non fece entrare Tajli Khanum nella sua casa, mentre invece uno sciita locale lo accolse nella sua modesta casa.. A quel punto, Tajli Khanum era svenuta per il dolore e, poco dopo essere entrata in casa, diede alla luce un figlio.. Quando la notizia fu comunicata a Ismail, questi si rallegrò moltissimo, ma si astenne dal vedere suo figlio solo quando i suoi astrologi gli consigliarono quale fosse il momento più opportuno per farlo. Quando si verificarono le condizioni, il neonato fu presentato a Ismail e gli astrologi affermarono che il suo futuro sarebbe stato costellato di guerra e pace e che avrebbe avuto molti figli.. Ismail chiamò il bambino Tahmasp dopo che ʿAlī ibn Abī Ṭālib, il primo imam, gli disse di averlo previsto in un suo sogno..
Nel 1516, quando Tahmasp Mirza aveva due anni, la provincia del Khorasan divenne un suo feudo per ordine di Ismail. Questa nomina avvenne puramente per scopi politici, perseguendo l'ideologia imperiale dei Safavidi di proporsi come successori della dinastia timuride e assecondando dunque la tradizione turco-mongola di nominare il figlio maggiore di un sovrano al governo di una provincia importante come il Khorasan. Per tutto il XVI secolo, il centro principale della grande provincia del Khorasan, la città di Herat, era dove i principi ereditari safavidi venivano cresciuti e istruiti.. Nel 1517, Ismail nominò il governatore del Diyarbakır, l'emiro Soltan Mawsillu, come lala (tutore) di Tahmasp e governatore di Balkh, una città situata nel Khorasan.; . La sua nomina fu effettuata per sostituire i governatori delle tribù turcomanne degli Shamlu e dei Mawsillu presenti nel Khorasan, che non si erano unite al suo esercito durante la battaglia di Cialdiran per timore di una carestia.. Installare Tahmasp a Herat fu un tentativo di ridurre la crescente influenza degli Shamlu, i quali dominavano la politica della corte safavide e detenevano numerosi potenti governatorati. Ismail nominò inoltre l'emiro Ghiyath al-Din Mohammad, una figura di spicco di Herat, come tutore religioso di Tahmasp.
Tra i due tutori emerse una lotta per la supremazia su Herat. L'emiro Soltan arrestò Ghiyath al-Din e lo giustiziò il giorno seguente, ma fu estromesso dalla sua posizione nel 1521 da un'improvvisa incursione degli Usbechi che attraversarono l'Amu Darya e si impadronirono di parti della città. Ismail nominò Div Sultan Rumlu come lala di Tahmasp e il governo fu affidato al figlio minore Sam Mirza Safavi. Durante i suoi anni a Herat, Tahmasp sviluppò una passione per la scrittura e la pittura, diventando un pittore affermato e dedicando un'opera a suo fratello, Bahram Mirza. Il dipinto era una composizione umoristica che ritraeva vari cortigiani safavidi intenti a comporre musica, cantare e bere vino..