Le elezioni generali in Guinea-Bissau del 2025 si sono tenute il 23 novembre (I turno) per il rinnovo della Presidenza e, contemporaneamente, dell’Assemblea nazionale del popolo, il parlamento del paese.
Esse sono state indette, dal lato presidenziale, in ritardo rispetto alla scadenza del mandato del capo dello Stato previsto per il 2024 e, dal lato parlamentare, in anticipo rispetto alla scadenza della legislatura, prevista per il 2027 (sebbene solo dopo un lungo periodo di sospensione della stessa iniziato ben due anni prima), su volere dello stesso Presidente Umaro Sissoco Embaló, che, avendo addotto come motivazione il rischio crescente di Colpi di Stato verso di lui (di cui uno effettivamente tentato, ma fallito nel 2022), aveva iniziato a partire dalla fine del 2023 a governare per decreto non senza accuse di autoritarismo.
Le elezioni, già caratterizzate di per sé da un contesto più opaco delle altre, hanno visto formalmente, almeno fino al loro annullamento, la vittoria del candidato Fernando Diaz da Costa del Partito del Rinnovamento Sociale (PRS) e sostenuto anche dal Partito Africano per l'Indipendenza della Guinea e di Capo Verde (PAIGC) — a seguito dell’esclusione dalla gara del proprio candidato, Domingos Simões Pereira e della sua formazione parlamentare PAI-Terra Ranka — che, con il 49,43% dei voti, avrebbe così fronteggiato al ballottaggio il Presidente uscente Umaro Sissoco Embaló, giunto invece secondo con il 47,60% dei voti. Le operazioni di conteggio tuttavia, ricostruite solo grazie ai verbali preliminari inviati alla comunità internazionale ed alle testate giornalistiche, furono interrotte a causa di un colpo di stato avvenuto il giorno prima della proclamazione ufficiale, — con la contestuale confisca delle schede elettorali ed l’annullamento dell’intera tornata —, portando così alla formazione di un governo militare provvisorio, guidato dal generale Horta N'Tam ed alla sospensione della Costituzione e delle istituzioni civili, in virtù della promessa di avvio di una futura transizione democratica della durata di un anno.
Sistema elettorale Presidenziali Per le elezioni presidenziali, la legge elettorale guineense (determinata in parte anche dalla stessa Costituzione, Artt. 63, 64), prevede l’applicazione di un sistema maggioritario a doppio turno: Per essere eletti già al primo turno, infatti, è necessaria la maggioranza assoluta dei voti (50%+1), ma qualora ciò non avvenga, è prevista l’indizione un secondo turno di votazioni entro tre settimane dal precedente, in cui risulta eletto il candidato che abbia ottenuto il maggior numero di voti.
Parlamentari Per le elezioni parlamentari, invece, la legge elettorale guineense prevede l’applicazione di un sistema elettorale misto. Difatti, dei 102 seggi:
100 sono eletti secondo un sistema proporzionale a lista chiusa di partito all’interno di 27 collegi plurinominali; I restanti 2 seggi sono infine eletti secondo il sistema maggioritario secco, all’interno di altrettanti collegi uninominali (rappresentanti i cittadini espatriati in Europa e nel resto dell’Africa), in cui risulta eletto il candidato che abbia semplicemente ottenuto il maggior numero di voti (Plurality).
Risultati Presidenziali L’esito di seguito mostrato è, a fini enciclopedici, quello del primo turno annullato come ricostruito dalle informazioni disponibili:
Parlamentari A causa del colpo di Stato avvenuto pochi giorni dopo, in data 26 novembre, e della successiva distruzione e sequestro del materiale elettorale dagli uffici della Commissione Nazionale delle Elezioni, i risultati di questa specifica elezione non sono mai stati resi noti.
Note
2025 2025 Guinea-Bissau