Illex coindetii , commercialmente noto come totano, è un cefalopode decapode appartenente alla famiglia Ommastrephidae.
Distribuzione e habitat I. coindetii è diffuso su entrambi i lati dell'oceano Atlantico, nel mar Mediterraneo, nel mar dei Caraibi e nel golfo del Messico. È assente nel mar Nero, mentre è segnalato nel mar di Marmara e non è presente nel mare Adriatico settentrionale. Lungo la sponda ovest dell'Atlantico si incontra dalla Virginia a una latitudine di 37° N alla Guyana francese, su quella orientale si trova dalla Norvegia (60°N) alla Namibia.
Si tratta di una specie demersale che si incontra sulla piattaforma continentale e nella parte superiore della scarpata a profondità fra 0 e . La profondità di massima frequenza della specie cambia nei diversi bacini: nel Mediterraneo si incontra più frequentemente tra 60 e 400 m, nell'Atlantico orientale tra 150 e 300 m, nell'Atlantico occidentale fra 200 e 600 m e nel mar dei Caraibi tra 180 e 450 m. Predilige in genere fondali fangosi con popolamenti di pennatulacei Funiculina, spesso insieme a specie di elevato interesse commerciale come il gambero rosso, il gambero rosa, lo scampo, il nasello, il melù e l'affine Todaropsis eblanae. Almeno gli adulti sono noti per effettuare migrazioni nictemerali portandosi in superficie durante le ore di buio. Sono note anche migrazioni stagionali tra diverse parti dell'areale.
Descrizione I. coindetii ha mantello abbastanza allungato e stretto, tranne che nelle femmine adulte, più ampio nella parte vicino alla testa e con coda appuntita. Le pinne hanno forma romboidale, con angolo maggiore di 50°. La testa è larga e di aspetto robusto, specialmente nei maschi maturi. Le braccia sono abbastanza lunghe, più robuste nei maschi adulti nei quali una delle due braccia ventrali è trasformata in ectocotile. La clava tentacolare è larga, nel dattilo (parte distale della clava) ci sono 8 serie longitudinali di piccole ventose.
La lunghezza del mantello raggiunge la misura massima di 379 mm nelle femmine e di 279 mm nei maschi.
Biologia Alimentazione Si tratta di un predatore scarsamente specializzato che si nutre prevalentemente di pesci, crostacei e altri cefalopodi compresi individui della stessa specie. Pare che ci sia una certa differenziazione nelle prede più comuni nei giovani e negli adulti, con gli immaturi che si nutrono maggiormente di prede pelagiche e di crostacei e gli individui maturi che catturano più pesci e cefalopodi e organismi bentonici.
Riproduzione I. coindetii ha un evidente dimorfismo sessuale con i maschi più robusti e di taglia più piccola rispetto alle femmine. La riproduzione avviene durante tutto l'anno. La fecondità effettiva non è nota con certezza ma pare che una femmina possa avere nelle ovaie anche più di 700.000 ovociti. Le uova misurano da 0,8 a 1,3 mm e sono immerse in una matrice gelatinosa con funzioni di galleggiamento; le masse ovigere non stazionano comunque in superficie ma a mezz'acqua nella zona mesopelagica. La schiusa, mai osservata in natura, in condizioni di laboratorio avviene tra 10 e 15 gg dalla deposizione. Le giovani paralarve (Rhynchoteuthio) appena schiuse misurano 1,4 mm e probabilmente si nutrono di materiale organico in sospensione. Come quasi tutti i cefalopodi la riproduzione è seguita dalla morte dei riproduttori; la vita ha durata variabile tra 6 e 16 mesi secondo le zone.
Predatori Tra le numerose specie che predano I. coindetii si hanno cetacei odontoceti (ad esempio il delfino comune, il globicefalo, il grampo e il tursiope), pesci (ad esempio lo squalo manzo, il pesce spada, il tonno pinna gialla, il melù, la musdea di fondale e il grongo) e altri cefalopodi come il totano e il calamaro.
Pesca Non esiste una pesca specifica ma viene catturato frequentemente come bycatch con le reti a strascico e secondariamente con reti da posta o da circuizione. Il valore commerciale è buono anche se difficilmente quantificabile perché in genere frammisto ad altre specie della famiglia come Todaropsis eblanae o Todarodes sagittatus venduti tutti assieme come "totani".
Conservazione In considerazione del vasto areale, dell'abbondanza delle popolazioni e della scarsa pressione di pesca che sostiene I. coindetii viene classificato dalla IUCN come "a rischio minimo".
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Ommastrephidae Categoria:Taxa classificati da Jean-Baptiste Vérany Categoria:Taxa descritti nel 1839