Biografia William Beckford nacque nel dicembre 1709 in Giamaica, figlio del piantatore Peter Beckford e della moglie Bathshua Herring. Il padre era uno dei più ricchi possidenti della colonia della Giamaica, e anche la madre proveniva da un'agiata famiglia di piantatori. Era il secondo di tredici figli.

Nel 1723 il padre lo mandò in Inghilterra affinché fosse educato, ma preferì ben presto dedicarsi al commercio. Nel 1735 il padre morì, e la sua immensa fortuna fu ereditata dapprima dal fratello maggiore Peter, che tuttavia morì a sua volta poco dopo lasciando il patrimonio proprio a William. La fortuna dei Beckford includeva anche migliaia di schiavi in Giamaica, distribuiti tra decine di piantagioni. Le grandi risorse economiche di cui entrò in possesso gli permisero di entrare in politica, venendo eletto al parlamento britannico in maniera continuativa a partire dal 1747. Nel 1754, essendo stato eletto contemporaneamente rappresentante per Petersfield e per Londra, optò per rappresentare la capitale, donando comunque 400 sterline alla sua vecchia circoscrizione affinché le strade della città fossero pavimentate. Nel 1760 molti dei suoi schiavi giamaicani si ribellarono e presero parte alla rivolta di Tacky, che venne tuttavia presto repressa nel sangue.

Dopo essere stato sceriffo di Londra, nel 1762 fu nominato lord sindaco di Londra, e il suo mandato fu ricordato soprattutto per i sontuosi e stravaganti banchetti che indiceva. In questo periodo formò la sua alleanza con John Wilkes, importante esponente del partito dei Whigs, e assieme a lui fu uno dei più vocali critici del nuovo re Giorgio III del Regno Unito. Fu rieletto sindaco di Londra per il 1769, e durante il suo mandato continuarono i contrasti col sovrano, con cui ebbe anche un'accesa discussione durante una pubblica udienza a causa dell'arresto di John Wilkes, avvenuto poco prima. Per aver infranto in maniera così eclatante il rigidissimo protocollo di corte, Beckford divenne quindi una sorta di eroe nazionale, poiché in quel momento il sovrano godeva di scarsa popolarità, e i colleghi parlamentari arrivarono ad erigergli una statua nella Guildhall.

Nel 1770 conobbe il poeta Thomas Chatterton, suo sostenitore che gli aveva dedicato un elogio, e avrebbe forse avuto intenzione di diventare il suo mecenate. La morte tuttavia lo colse improvvisamente il 21 giugno 1770, forse a causa di un'infreddatura presa per aver lasciato poco prima in fretta e furia la sua tenuta di campagna. Il suo immenso patrimonio andò all'unico figlio legittimo, l'omonimo William Beckford, allora bambino e che sarebbe diventato uno scrittore gotico.

Note

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