LEtà moderna è una delle età storiche della periodizzazione tradizionale della storia dell'umanità (Preistoria, Età antica, Medioevo, Età moderna ed Età contemporanea); abbraccia un arco temporale di circa tre secoli, compreso tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI secolo sino alla fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo.
Il più comune evento preso come simbolico inizio del periodo è la scoperta europea dell'America da parte di Cristoforo Colombo (1492), scelto per le conseguenze a livello planetario che ne seguirono; l'inizio dell'Età moderna, inoltre, ha date diverse in alcune aree culturali asiatiche. Come evento che segna la fine dell'Età moderna, usualmente si indica l'inizio della Rivoluzione francese (1789), anch'esso per le conseguenze che man mano interessarono tutti i continenti. Esistono comunque proposte che indicano altre date di inizio e di fine: sui limiti cronologici dell'età esiste un dibattito, come è normale in qualsiasi periodizzazione convenzionale.
Tra i caratteri che contraddistinguono l'Età moderna, uno dei più importanti è l'avvio di una diffusa globalizzazione, dovuta alla Rivoluzione geografica: continenti che erano rimasti reciprocamente isolati entrarono in contatto, man mano sempre più stretto; questo fenomeno è saldamente collegato all'inizio del colonialismo europeo. La prima colonizzazione fu quella dell'America, che è alla base della catastrofe demografica dei nativi americani e della tratta atlantica di milioni di africani ridotti in schiavitù. Successivamente, alcuni paesi europei fondarono i primi avamposti commerciali in Asia e Africa. Un effetto indiretto di ciò fu la diffusione del cristianesimo nel mondo. Negli stessi decenni, l'Impero ottomano conquistò l'Europa sudorientale e parti dell'Asia occidentale e del Nord Africa, e la Russia si espanse verso est, raggiungendo la costa del Pacifico nel 1647.
Altri eventi che caratterizzano l'Età moderna sono l'inizio della Rivoluzione industriale, la Rivoluzione scientifica basata sul metodo sperimentale, la diffusione dell'Illuminismo che poi sfocerà nella Rivoluzione francese, un progresso tecnologico sempre più rapido, una politica civile secolarizzata, l'affermazione della teoria economica del mercantilismo e, infine, l'emergere degli Stati-nazione; tutti questi processi troveranno poi sviluppo nella successiva Età contemporanea.
In quest'età, l'Europa occidentale superò ampiamente la Cina in termini di tecnologia e ricchezza pro capite; il fenomeno è detto "grande divergenza". Contemporaneamente, nel mondo islamico, potenze come gli Imperi ottomano, suri, safavide e Moghul crebbero in forza. In particolare nel subcontinente indiano, l'architettura, la cultura e l'arte Mughal raggiunsero il loro apice, mentre si ritiene che l'impero stesso godesse della più grande economia del mondo, più grande di quella dell'intera Europa occidentale, segnando il periodo di protoindustrializzazione. Varie dinastie cinesi e shogunati giapponesi controllavano l'Estremo Oriente. Nel XVI secolo, l'economia cinese, sotto la dinastia Ming, e quella indiana, con l'Impero Moghul, furono avvantaggiate dal commercio con portoghesi, spagnoli e olandesi, mentre il Giappone fu impegnato nel cosiddetto commercio Nanban, dopo l'arrivo dei primi portoghesi durante il periodo Azuchi-Momoyama.
L'Età moderna è contraddistinta anche dall'allontanamento dai modi di organizzazione medievali, sia politicamente sia economicamente: il feudalesimo declinò e la Riforma protestante ruppe l'unità religiosa dell'Europa occidentale. Ne conseguirono disastrose guerre di religione in Europa, compresa la Guerra dei trent'anni; la chiesa cattolica reagì allo scisma attraverso la Controriforma.
Periodizzazione
Inizio L'inizio dell'Età moderna è usualmente indicata nel 1492, anno della scoperta europea dell'America, in seguito al primo viaggio di Cristoforo Colombo; tale evento, infatti, ebbe un impatto planetario su tutto il successivo corso della Storia, dato che segnò l'inizio della colonizzazione europea nel mondo e dei contatti tra vari continenti che erano rimasti sempre reciprocamente isolati.
Alcuni storici hanno proposto come date alternative la caduta di Costantinopoli (1453), conquistata dai turchi ottomani; l'inizio della Riforma protestante (1517), l'inizio del Rinascimento europeo o di quello timuride in Asia centrale, le conquiste musulmane nel subcontinente indiano. Ad ogni modo, non vi è dubbio che il passaggio tra XV e XVI secolo coincise con un cambiamento che riguardò praticamente tutti gli aspetti della vita.
In alcune aree asiatiche, l'inizio dell'Età moderna ha date diverse dal 1492, tutte basate sulla fine della società medievale. Si elencano di seguito tali date: Giappone: nel 1603, inizio del periodo Azuchi-Momoyama, durante il quale ci fu la riunificazione dell'Impero Giapponese; ; Cina: nel 1368, con l'avvento della dinastia Ming; India: nel 1707, inizio della disgregazione dell'Impero Moghul e della penetrazione britannicaGiovanni Filoramo, Carlo Della Casa, Stefano Piano, Mario Piantelli, Hinduismo, Gius.Laterza & Figli Spa (questa pagina).; Persia: nel 1502, con l'ascesa della dinastia Safavide, di lingua e cultura turca.
Fine La fine dell'Età moderna è segnata dallo scoppio della Rivoluzione francese, nel 1789, per le conseguenze che ebbe in tutte le società e in tutte le culture del pianeta, nonostante la violenza che essa ha comportato: gli ideali rivoluzionari esposti nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, hanno improntato le vicende e il sentire di tutta la successiva Età contemporanea.
Come data alternativa è stato proposto l'anno 1815, quello del Congresso di Vienna, che sancisce formalmente la fine dell'epoca rivoluzionaria e napoleonica, senza però poterne cancellare le idee e i valori che si erano ormai diffusi in Europa e nel giro di qualche decennio, anche nel resto del mondo. Altri indicano come evento alternativo la Rivoluzione industriale (1769).
L'Europa nel primo periodo moderno
Società, cultura e politica all'inizio della modernità
A partire dall'inizio dell'Età moderna la popolazione europea tornò a crescere, in particolare nei centri urbani, dopo un secolo di crisi. Ciò inevitabilmente provocò un incremento della domanda di beni di prima necessità facendone crescere i prezzi mentre la moneta perderà di valore per le ingenti importazioni di metalli che in breve tempo giungeranno dalle nuove terre scoperte. Tutto ciò non venne compensato dalle aziende agricole, che si trovavano ancora in uno stato di arretratezza mentre la vita dei contadini era assai variabile: se da una parte alcuni di loro vivevano una situazione di pura sussistenza, altri godevano di un benessere giunto grazie a un ancora incerto processo di mobilità sociale..
Fu proprio l'aumento di coloro in grado di disporre di una certa capacità di acquisto a spingere il settore manifatturiero. Nel XVI secolo, infatti, si assistette a un incremento della produzione di beni, soprattutto tessili, non di esclusiva utilità, ma sempre più orientati verso il lusso. I ceti più abbienti iniziarono ad abbellire le proprie dimore con oggetti sfarzosi come segno della propria affermazione mentre le famiglie altolocate facevano edificare sontuose cappelle nelle chiese chiamando affermati artisti affinché le decorassero. Così si diffuse la pratica del mecenatismo che raggiunse il suo massimo nelle ricche e sfarzose corti dei principi italiani che divennero un punto di riferimento vitale per i migliori pittori, scultori, architetti del tempo, un elemento determinante del Rinascimento..
Il XV secolo è attraversato da importanti cambiamenti culturali: l'ottimismo, la fiducia nell'uomo e nelle sue possibilità, il principio della "virtù" umana contrapposta al "fato" sono manifestazioni filosofiche e letterarie di un periodo noto col nome di Umanesimo. Tra tutti gli umanisti del periodo spicca la figura di Erasmo da Rotterdam, un sicuro punto di riferimento per buona parte dell'intellettualità europea. La scoperta di codici letterari in latino e in greco e il contemporaneo arrivo di numerosi intellettuali bizantini scampati alla conquista ottomana di Costantinopoli contribuirono a portare alla riscoperta di buona parte della letteratura latina e greca, insieme alla diffusione fra gli intellettuali dello studio della lingua greca, favorito dalla presenza dei dotti bizantini in arrivo dall'Oriente, fino ad allora mai condotto in Occidente a un tale livello sia qualitativo che quantitativo. Significativi progressi vengono fatti anche nel campo della filologia e della storiografia. La diffusione dei nuovi modelli culturali, che superavano le oramai sterili dispute della scolastica medievale, venne aiutata enormemente grazie all'introduzione, nel 1455, della stampa a caratteri mobili, per opera del tedesco Johannes Gutenberg. Con l'invenzione della stampa fiorirono le prime editorie, in particolare nella penisola italiana, dove è celebre la stamperia veneziana di Aldo Manuzio...
Il quadro politico dell'Europa del XVI secolo era piuttosto variegato ma in linea generale vi erano dei sovrani a cui si affiancava un'assemblea rappresentativa che ne limitava il potere soprattutto in ambito tributario. In Germania, cuore del Sacro Romano Impero, l'imperatore, secondo quanto stabilito nella bolla d'oro del 1356, veniva eletto da sette principi elettori a carica ereditaria. Questi elettori rappresentavano le centinaia di piccoli Stati e città in cui il territorio era diviso, ognuno dei quali autonomo e soggetto al solo imperatore. Infine, tutte le entità politiche esistenti si riunivano in un'assemblea, convocata dall'imperatore al bisogno, detta "dieta imperiale".. Anche in Spagna, nonostante che i regni cristiani avessero completato la Reconquista ai danni dei musulmani di al-Andalus, la geografia politica appariva alquanto frammentaria. Nel Regno di Castiglia e di Aragona, le cortes erano assemblee ove sedevano i rappresentanti del clero, della nobiltà e delle città.. Nel Regno di Francia il re era forse il sovrano europeo con maggior potere ma anch'egli era tenuto a condividere le scelte fiscali con gli Stati generali..
Molti eruditi del tempo studiarono la politica a loro contemporanea; in Italia Niccolò Machiavelli descrisse la situazione degli Stati in perenne lotta tra di loro non lesinando critiche, mentre Francesco Guicciardini aprì la strada a un nuovo stile nella storiografia caratterizzato dall'uso di fonti governative a supporto delle argomentazioni e dell'analisi realistica delle persone e degli eventi del suo tempo. In Francia Jean Bodin diede una nuova definizione del monarca sostenendo che a lui fosse concesso di "fare e disfare" le leggi a suo completo piacimento in quanto il suo potere era al di sopra di esse, una teorizzazione che anticipava l'assolutismo monarchico..
Evoluzione nel modo di fare la guerra
Col passaggio dall'Età medievale all'Età moderna vi furono progressivamente varie evoluzioni in campo militare che cambiarono radicalmente il modo di fare la guerra, esse furono.:
importante sviluppo dell'artiglieria e conseguente nascita delle fortificazioni all'italiana con mura basse e spesse (più resistenti ai colpi dei cannoni) e altre caratteristiche che le differenziano molto da castelli e fortificazioni medievali. declino della cavalleria pesante che fu sostituita soprattutto dalla fanteria e in parte minore dalla cavalleria leggera (quest'ultima venne usata perlopiù come unità ausiliaria per le scorrerie). nascita di due nuovi tipi di unità militari, i lanzichenecchi (o falange svizzera, organizzati in quadrati di 6000 uomini armati di picca lunga) e i tercio spagnoli (organizzati in unità da uomini con picchieri e archibugieri, successivamente moschettieri).