Luccisione di Renée Good è avvenuta la mattina del 7 gennaio 2026 a Minneapolis (Minnesota, Stati Uniti), quando la trentasettenne cittadina statunitense è stata colpita da diversi colpi di pistola sparati da un agente del servizio federale Controllo Immigrazione e Dogane (ICE). Gli agenti dell'ICE presenti sul posto non hanno prestato immediatamente soccorso alla vittima e hanno impedito a un medico di intervenire.
Contesto
Renee Nicole Macklin Good era una cittadina statunitense originaria di Colorado Springs che aveva accompagnato a scuola il figlio di 6 anni insieme a sua moglie, prima di incontrare gli agenti ICE nel suo quartiere di residenza.
In seguito ai raid dell'ICE la comunità di Minneapolis ha iniziato a organizzarsi per sorvegliare e documentare – filmando – le azioni degli agenti, soprattutto quando esse avvengono in prossimità delle scuole. È il motivo per cui, secondo le autorità locali, Good si trovava sul posto come legal observer, cioè con il compito di documentare le azioni dell'ICE. Secondo i suoi familiari invece, Good non era mai stata un’attivista anti-ICE.
Uccisione L'avvenimento è stato oggetto di numerose controversie, legate in particolare alla comunicazione del governo federale che ha definito la vittima una terrorista e ha affermato che l'agente che ha aperto il fuoco, Jonathan Ross, aveva agito per legittima difesa, L'agente che le ha sparato ha testimoniato di avere temuto per la sua vita, in quanto in un'operazione simile un automobilista scappando lo aveva trascinato per metri sull'asfalto.
Questa versione dei fatti è stata contestata dopo che sono state pubblicate le immagini girate durante l'intervento della polizia e l'analisi del video pubblicata dal The New York Times.
Il luogo dove sono avvenuti i fatti è a pochi isolati da dove nel 2020 era stato ucciso George Floyd e da dove, due settimane dopo, sarà ucciso Alex Pretti.
Reazioni
La decisione del Dipartimento della giustizia statunitense di non perseguire Ross ha portato alle dimissioni di diversi procuratori. La situazione ha dato luogo a notevoli manifestazioni di protesta in un contesto di scontro politico tra le autorità locali e lo Stato federale.
Dopo questo fatto, alcune autorità locali hanno preso la parola contro l'ICE. Rochelle Bilal, sceriffo di Filadelfia, ha accusato l'ICE di essere delle "false forze dell'ordine" (fake law enforcement), mentre Larry Krasner, procuratore distrettuale, ha minacciato di perseguire penalmente gli agenti ICE che violano la legge. Il conflitto istituzionale è poi continuato, con i senatori repubblicani Doug Mastriano e Jarrett Coleman che hanno risposto a queste prese di posizione sottolineando come i governi locali abbiano in realtà dei poteri limitati rispetto a quelli federali, definendo le affermazioni di Krasner come "minacce prive di fondamento".
Secondo gli attivisti, dopo l'uccisione di Good è triplicato il numero di persone che si sono iscritte come volontarie per diventare legal observer e filmare le attività dell'ICE. Le autorità federali hanno chiamato questi volontari "terroristi interni".
Good è risultata essere la nona vittima dall'inizio delle operazioni ICE sotto il mandato dell'amministrazione Trump, ovvero dal settembre 2025, ma è stata la prima ad avere suscitato sconcerto in maniera trasversale. Alcuni commentatori hanno sottolineato il fatto che l'ICE, fino alla fine del 2025, aveva preso di mira esclusivamente persone sospette di essere immigrate irregolari, finendo per concentrarsi sul colore della pelle, mentre con Good è venuta meno la divisione razziale, in quanto gli agenti hanno preso di mira una persona bianca.
Nella cultura di massa Good è citata nella canzone Streets of Minneapolis del cantautore statunitense Bruce Springsteen, pubblicata il 28 gennaio 2026. Il brano è una canzone di protesta scritta a seguito delle uccisioni di Good e di Alex Pretti a Minneapolis.
Note
Voci correlate Operazione Metro Surge Seconda presidenza di Donald Trump Uccisione di Alex Pretti United States Immigration and Customs Enforcement
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