Principale esponente di una famiglia di lapicidi,Il capostipite, Guido di Riccomanno, intorno 1350 era tra i più ricchi abitanti di Pietrasanta. Suo figlio Riccomanno, lapicida, ottenne incarichi politici di rilievo, ma della sua attività professionale sappiamo dai documenti solo che in data 16 dicembre 1431 i frati di S. Agostino di Pietrasanta commissionarono a lui e a Leonardo suo figlio il rivestimento marmoreo della porzione superiore della facciata della loro chiesa, con dodici archetti su colonnine, a tutt’oggi esistente. Leonardo Riccomanni è stato tra i maggiori scultori attivi fra Liguria e Toscana nel XV secolo.

Biografia Verosimilmente nato poco dopo l’anno 1400 a Pietrasanta è figlio di Riccomanno di Guido ed è fratello di Francesco e di Cristoforo. Svolge il suo primo apprendistato nella bottega paterna presso le cave di Carrara e di Pietrasanta e prende familiarità con il ricco repertorio decorativo di ispirazione gotica.

Nel gennaio 1426 è attivo a Siena, nell'ambito del cantiere del Duomo. Sposa Francesca sorella dello scultore Leonardo di Vitale Pardini da Pietrasanta.

Il 12 gennaio 1428, in Lucca, Leonardo e il fratello Francesco vengono assoldati dal lapicida pisano Giovanni di Gante per lavorare a Napoli al mausoleo di re Ladislao di Durazzo con il compenso pattuito di cento ducati.

Rimane a Napoli fino al dicembre 1431 quando fa ritorno a Pietrasanta dove, in collaborazione con il padre, esegue la loggetta posta sulla facciata della chiesa di Sant’ Agostino.

La sua notorietà quale scultore si è ormai consolidata poiché, l’8 novembre 1432, Giovan Jacopo Cristofori per l'Opera della Cattedrale gli commissiona una grande pala marmorea per l’altare maggiore della cattedrale di Sarzana da realizzare in due anniIl contratto, per 475 lire genovesi, descrive un trittico con pinnacoli, il cui scomparto centrale deve rappresentare lIncoronazione della Vergine, mentre ai lati stanno i santi Andrea, Paolo, Pietro e Giovanni . La sostanziale coincidenza iconografica consente di identificare l’opera eseguita con la pala, di vertiginoso sviluppo verticale, attualmente collocata sull’altare della Cappella di S. Tommaso. .

Nel 1437 è a Genova dove da Tomaso Fregoso, doge della Repubblica e Signore di Sarzana, riceve la commissione per il suo sepolcro da collocarsi nella Chiesa di San Francesco di CastellettoLa realizzazione del sepolcro durerà molti anni. Nel 1460 non era ancora terminato e sembra che non sia mai installato. Per il monumento esegue le statue, grandi oltre il vero, delle quattro Virtù cardinali, tre delle quali oggi al Museo di Sant'Agostino e forse il Patrizio genovese al Bargello di Firenze..

Nel marzo 1444 è documentato a Lucca, dove stringe società con alcuni lapicidi carraresi e comaschi e dove, l’8 maggio dello stesso anno, il vescovo di Lucca lo assolve dal peccato di bestemmia.

Il suo stile va evolvendosi a contatto con la cultura lombardo-toscana, ormai rinascimentale, di Domenico Gagini con il quali coopera in varie occasioni.

Nel 1452 nell'ambito di lavori promossi da membri della famiglia GrimaldiManuele e Lionello Grimaldi Oliva. è incaricato di scolpire il portaleIl Portale, capostipite di una fortunata tipologia genovese, comprende una doppia cornice con fregio a girali (nell’architrave inframezzati a puttini), due mensole con Spiritello, una tabella con iscrizione retta da due angeli. Al di sopra stava una lunetta mistilinea con Crocefissione e dolenti. della sacrestia di Santa Maria di Castello a Genova. A integrazione del portale scolpisce anche una bella lunetta con il tema della Crocifissione.

Nel giugno dello stesso anno si accorda con i governatori della cappella di San Sebastiano in Santa Maria delle Vigne a GenovaNel contratto compare per la prima volta il nipote Francesco di Cristoforo Riccomanni (detto anche Francesco da Pietrasanta). per un insieme di varie statue Il complesso statuario sarà tuttavia completato solo nel 1478 e da un altro scultore..

Al servizio del cardinale Filippo Calandrini, fratello uterino del pontefice Niccolò V, nel 1463 insieme al nipote Francesco figlio di Cristoforo (detto Francesco da PietrasantaDi Francesco Riccomanni jr, nipote di Leonardo, si hanno notizie di attività tra gli anni 1457 e 1490.) riceve la commissionePare che il compenso fosse di 1100 lire genovesi. di una seconda e ancor più grandiosa ancona marmoreaÈ la grande Ancona della Purificazione. L'esecuzione dell'opera andò a rilento (nel 1470 Leonardo promette di concluderla entro l'anno) e fu scolpita soprattutto dal nipote Francesco. per l’altare maggiore della cattedrale di SarzanaLa Pala dell’Incoronazione di Maria, già esistente, viene appositamente spostata nella nuova cappella di San Tommaso consacrata nel 1460. Più tardi, nel 1640, anche la pala della Purificazione verrà spostata e oggi è nel transetto destro..

La sua ultima opera è probabilmente il trittico per la Pieve di San Pantaleone a Pieve a Elici presso Massarosa, la cui epigrafe ricorda il committente pievano Spinetta de’ Nobili e reca la data del 1470.

Non è nota con precisione l'anno della morte, avvenuta, secondo alcuni storici nel 1472.

Opere

Note

Bibliografia F. Podestà, Arte antica nel duomo di Sarzana, Genova 1904 G. Algeri, La scultura a Genova tra il 1450 e il 1470: Leonardo Riccomanno, Giovanni Gagini, Michele d’Aria, in Studi di storia delle arti, 1977 U. Middeldorf, Quelques sculptures de la Renaissance en Toscane occidentale, in Revue de l’Art, 1977, n. 36, pp. 7-26 C. Di Fabio, Leonardo e Francesco Riccomanni. Tre Virtù ritrovate e altre sculture del Quattrocento genovese, Genova 2002 Sulle pale d’altare dei Riccomanni, in La Cattedrale di Sarzana, a cura di P. Donati - G. Rossini, pp. 129-153, Venezia 2010

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