Biografia Era figlio di Giovanni Battista Vaccano, appartenente alla nobiltà locale. Studiò teologia presso il Collegio Germanico-Ungarico di Roma, conseguendo il dottorato in filosofia e teologia intorno ai 23 anni.

Nel 1633 fu nominato parroco di Ribnica e arcidiacono per la Bassa Carniola, gestendo anche temporaneamente le parrocchie di Kočevje e Dobrepolje. Durante questo periodo pose la prima pietra di diverse chiese, tra cui quella di San Rocco a Lož (1635) e la chiesa dell'assunzione di Maria a Nova Štifta (1641), destinata a diventare luogo di pellegrinaggio.

Nel 1641 Otto Friedrich von Puchheim, vescovo di Lubiana, lo nominò vicario generale della diocesi, pur non essendo originario di quella giurisdizione. Vaccano mantenne contemporaneamente l’arcidiaconato e la parrocchia di Ribnica, gestendo gran parte delle funzioni episcopali a causa dell’assenza frequente del vescovo.

Il 19 ottobre 1646 l’imperatore Ferdinando III lo nominò vescovo di Pedena, confermato da papa Innocenzo X il 1º marzo 1649. Anche come vescovo di Pedena continuò a risiedere a Lubiana e a svolgere le funzioni di vicario generale, inclusa la consacrazione e la costruzione di nuove chiese. Tra il 1644 e il 1647 trascorse molto tempo a Šmartinu (Stražišče), per via delle epidemie di peste, e nel 1650 ricevette un richiamo da Roma per non aver risieduto a Pedena né reso conto della diocesi entro i termini stabiliti.

Nel 1654 fu proposto come vescovo ausiliare di Lubiana e nel 1656 ottenne la prebenda di Radovljica e della chiesa di Santa Maria a Lesce. Partecipò attivamente alla vita politica della Carniola, ricoprendo cariche come amministratore provinciale, vice-presidente del consiglio provinciale e consigliere imperiale, oltre a essere deputato per dodici anni.

Dopo la morte di Antonio Marenzi, fu nominato vescovo di Trieste il 6 novembre 1662 dall’imperatore e prese possesso della diocesi il 12 marzo 1663. Durante il suo episcopato promosse l’abbellimento della residenza episcopale, la gestione dei giardini, l’aumento dei redditi della diocesi e l’adozione di sant’Antonio da Padova come patrono cittadino.

Morì a Trieste il 15 agosto 1672 e fu sepolto in cattedrale. Sua sorella, Anna Giulia contessa Sinovich, fece incidere sulla sua tomba un’epigrafe commemorativa.

Successione apostolica La successione apostolica è: Vescovo Giuseppe Antonio Rabatta (1664) Vescovo Ivan Smolianović (1668) Vescovo Otto Reinhold Andrimont, O.S.A. (1670)

Note

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