Nei primi anni 2010 si è fatto conoscere con piccoli ritratti applicati ai lampioni di Amsterdam, utilizzando l'illuminazione stradale per rendere visibili le immagini durante la notte. In seguito la stessa pratica è stata presentata anche in contesti museali e di eventi culturali, tra cui un progetto durante la Museumnacht all'Amsterdam Museum (2014), un'installazione per il Verzetsmuseum Amsterdam nel quadro dell'Amsterdam Light Festival (2013) e la mostra City Lights – Tape Art Max Zorn al MUCA (Museum of Urban and Contemporary Art) di Monaco di Baviera (2022–2023). Opera e tecnica
Zorn realizza le immagini sovrapponendo strati di nastro da imballaggio (in particolare marrone) su supporti trasparenti e intervenendo poi con strumenti da taglio per ottenere gradazioni di luce e ombra. La sovrapposizione degli strati produce densità diverse e quindi variazioni di luminosità, mentre le parti rimosse lasciano passare la luce. Nel servizio di CBS Sunday Morning si afferma che, a seconda del soggetto, l'artista può utilizzare fino a circa 15–17 strati di nastro.
Attività e mostre
Le installazioni su lampioni ad Amsterdam sono state descritte come una pratica legata alla street art, in cui l'illuminazione pubblica diventa parte integrante dell'opera.
Nel 2013 il Verzetsmuseum Amsterdam ha partecipato per la prima volta all'Amsterdam Light Festival e ha esposto sopra le porte d'ingresso, sotto il titolo Children of the War, ritratti retroilluminati realizzati con nastro da imballaggio dall'artista Max Zorn.
Nel 2014 ha preso parte al programma Amsterdam DNA: Street Art durante la Museumnacht all'Amsterdam Museum. Nello stesso anno è indicato nel programma ufficiale di SXSW Eco (Austin) con l'installazione Huckleberry.
Un profilo della Süddeutsche Zeitung (2015) riferisce di presentazioni in contesti internazionali e in concomitanza con fiere a Miami durante Art Basel Miami Beach. Nel 2016 l'Emirates News Agency (WAM) lo include fra gli artisti del Dubai Canvas Festival. Sempre nel 2016 il Financial Times lo menziona in una recensione dedicata alle fiere satellite di Frieze, includendo la Moniker Art Fair di Londra.
Nel 2022 la rivista Whitewall ha citato le sue composizioni in nastro da imballaggio esposte allo stand di Stick Together Gallery a SCOPE Miami Beach.
Tra il 2022 e il 2023 il MUCA (Museum of Urban and Contemporary Art) di Monaco di Baviera ha presentato la mostra City Lights – Tape Art Max Zorn.
Copertura mediatica e ricezione Più testate hanno collocato le opere di Zorn nel contesto di scene dal taglio narrativo. La Süddeutsche Zeitung (2015) ha richiamato riferimenti al film noir e al realismo americano. La BBC (2016) ha ripreso una dichiarazione dell'artista secondo cui compone scene in cui combina elementi di epoche diverse. Ricorrono inoltre descrizioni della combinazione tra tecnica di taglio, materiale e modalità di presentazione: CNN (2015) ha descritto l'uso di nastro da imballaggio, lama e retroilluminazione come un approccio non convenzionale. CBS Sunday Morning (2017) ha evidenziato la presentazione delle opere sui lampioni come una forma di street art.
Nella cultura popolare Nel romanzo Lost (2019) di James Patterson e James O. Born è presente una scena ambientata ad Amsterdam in cui viene citata un'opera di tape art applicata a un lampione e viene menzionato Max Zorn.
Note
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