La torre di Kalorn o La cripta della bestia (Vault of the Beast) è un racconto lungo di fantascienza dello scrittore A. E. van Vogt, pubblicato per la prima volta nel numero di agosto 1940 della rivista Astounding Science Fiction.

Storia editoriale

Van Vogt iniziò la propria carriera letteraria nel 1932 scrivendo racconti d'avventura e storie d'amore sotto pseudonimo per riviste pulp come True Story. La decisione di dedicarsi alla fantascienza, un genere che aveva apprezzato in passato, maturò dopo aver letto, nel numero di agosto 1938 di Astounding Science Fiction, il racconto Who Goes There? di John W. Campbell. L'autore rimase folgorato dall'opera, dichiarando in seguito:

Ispirato dalla lettura, van Vogt inviò ad Astounding il suo primo racconto di genere, Vault of the Beast, ricevendo una lettera di rifiuto nella quale tuttavia veniva incoraggiato a ritentare. Il suo secondo tentativo, Black Destroyer, fu non solo accettato e pubblicato con elaborate illustrazioni, ma ottenne anche la copertina del numero di luglio 1939 della rivista. Sulla scia di questo debutto, anche Vault of the Beast venne infine accettato e pubblicato nell'agosto 1940.

L'opera è stata successivamente inclusa in diverse antologie come, Monsters, The Other Side of the Moon e Isaac Asimov Presents The Great SF Stories 2 (1940).

Edizioni italiane

È stato tradotto in italiano da:

Andrea Canal con il titolo La torre di Kalorn, nell'ambito dell'antologia Fantascienza: terrore o verità?, pubblicato nel 1962 dalla Silva Editore, nel volume n. 6 della collana Le Situazioni;

G. P. Sandri con il titolo Il sepolcro della bestia, nell'ambito della raccolta Il meglio di A. E. Van Vogt. Una grande antologia personale. 12 racconti (The Best of A. E. Van Vogt, 1974), pubblicata dalla Armenia Editore nel 1978 nel volume numero 9 della collana Robot Speciale e di nuovo nel 1980 nel volume n. 17 della collana Raccolta Robot;

Roberta Rambelli con il titolo La cripta della Bestia, nell'ambito dell'antologia Le grandi storie della fantascienza 2 (1940), (Isaac Asimov Presents the Great SF Stories 2 (1940), 1979) pubblicata: nel 1980 dalla SIAD Edizioni nella collana Le grandi storie della fantascienza, nel 1981 dalla Club degli Editori fuori collana, nel 1983 dalla Euroclub fuori collana, nel 1989 dalla Bompiani nel volume n. 117 della collana I Grandi Tascabili Bompiani, nel 2006 dalla RCS Periodici nella collana Le Grandi Storie della Fantascienza. Edizione Speciale per Newton;

Riccardo Valla con il titolo La torre di Kalorn, nell'ambito della raccolta Creature (Monsters, 1965) pubblicata nel 1990 dalla Mondadori nel volume numero 1134 della collana Urania.

Fabio Feminò con il titolo La cripta della bestia, pubblicata dalla Mondadori Editore nel 2003, nel volume n. 1480 della collana Urania nell'antologia I grandi maestri della fantascienza 3. Seconda parte.

Una traduzione pure intitolata La cripta della bestia è stata pubblicata nel 1989 in appendice la romanzo Lotta per la galassia (Planets for Sale, 1965) di E. Mayne Hull, dalla Fanucci Editore, nel volume n. 16 della collana Biblioteca di Fantascienza.

Trama

Un'entità mutaforma, creata da sinistre creature extradimensionali, giunge sulla Terra nascondendosi come clandestino su un mercantile proveniente da Marte. Il costrutto è in grado di imitare qualsiasi forma di materia, attraversare oggetti solidi, controllare la gravità e leggere il pensiero, ma è tormentato da un dolore fisico costante. La sua missione è rintracciare la "più grande mente matematica del Sistema Solare". Giunto a destinazione, l'essere uccide e assume l'identità di un impiegato per avvicinare Jim Brender, un uomo d'affari laureato in matematica ad Harvard. Il mutaforma propone a Brender un accordo: gli rivelerà l'ubicazione di Li, la leggendaria città perduta di Marte, in cambio del suo aiuto per accedere alla "Cripta della Bestia", una struttura situata nel cuore della città.

I marziani, estinti da milioni di anni, avevano costruito i loro manufatti con il "metallo supremo", una sostanza indistruttibile, e padroneggiavano la forza ieis, un flusso di energia che scorre tra le diverse dimensioni. Secondo un'antica leggenda, in un lontano passato una mostruosa creatura extradimensionale era precipitata su Marte; i marziani, inorriditi dai suoi propositi ma incapaci di distruggerla, la imprigionarono in una cripta di metallo supremo protetta da una serratura temporale basata sulla forza ieis, destinata ad aprirsi solo alla Fine dei Tempi. Il costrutto sostiene che la "bestia" sia in realtà un esploratore del suo popolo, Kalorn, ingiustamente imprigionato, e offre a Brender le ricchezze della città se lo aiuterà a forzare la serratura risolvendo un problema matematico impossibile: la fattorizzazione del "numero primo supremo".

Inizialmente Brender è scettico e smaschera l'impostore, rifiutando l'offerta. Imperterrito, il mutaforma assume l'identità di vari investitori e manipola il mercato azionario, portando Brender alla bancarotta e causandone la separazione dalla moglie. Ridotto in miseria, Brender è costretto ad accettare un lavoro come pilota spaziale per Marte. Subito prima della partenza, il mutaforma viene scoperto e i suoi creatori ne prendono il controllo a distanza, parlando attraverso di lui. Il "Controllore", in tono conciliante, si scusa per gli omicidi e spiega che il tempo nel loro universo scorre molto più lentamente: un loro anno equivale a miliardi di anni terrestri. Poiché la loro matematica è incompatibile con la nostra, hanno bisogno del genio di Brender per liberare Kalorn, promettendogli in cambio il ripristino della sua ricchezza e del suo matrimonio. Brender acconsente cautamente e il Controllore modifica l'astronave per ridurre il tempo di viaggio verso Marte a meno di un minuto.

Arrivati a Li, Brender si trova di fronte alla serratura temporale: un flusso oscillante di energia ieis. Lo scienziato trova rapidamente una soluzione matematica per interrompere il flusso e permettere la fattorizzazione. Tuttavia, non appena la serratura viene forzata, il Controllore rivela con scherno le sue vere intenzioni: Kalorn non è un esploratore, ma uno scienziato che possiede il segreto per il viaggio interdimensionale, che il suo popolo intende usare per schiavizzare ogni dimensione esistente.

Inorridito, Brender fugge dalla torre proprio mentre il coperchio della cripta viene scagliato nello spazio. Dalla cella, però, emerge solo una nuvola di polvere. Il mutaforma, morente, rivela a Brender di avergli letto il pensiero all'ultimo istante: la soluzione matematica di Brender non aveva semplicemente aperto la serratura, ma aveva causato un'accelerazione temporale localizzata. Interrompendo il flusso ieis, la "Fine dei Tempi" era stata anticipata istantaneamente all'interno della cripta, facendo trascorrere miliardi di anni in un solo momento. Kalorn, pur percependo il tempo secondo i ritmi della sua dimensione, è stato fisicamente annientato. Il costrutto, provando risentimento verso i suoi creatori che lo hanno condannato a una vita di dolore, spira dopo aver nascosto la verità ai suoi padroni. Brender, ora di nuovo ricchissimo grazie ai tesori della città, fa ritorno sulla Terra con l'astronave potenziata dagli alieni, ricongiungendosi con la moglie.

Note

Bibliografia

Edizioni

Fonti critiche

Collegamenti esterni

Categoria:Racconti di fantascienza Categoria:Racconti di A. E. van Vogt