I giocattoli di Filimonovo () sono un tipo di ceramica russa prodotta nel distretto di Odoyevsky, nell'Oblast' di Tula, in Russia.

I giocattoli prendono il nome dal villaggio di origine, Filimonovo, e sono modellati a mano dall'argilla blu che si trova abbondante nella zona e che, una volta cotta, si trasforma in una ceramica dal colore bianco puro. Gli artisti del luogo dipingono le figure con coloranti a base di anilina, con motivi a strisce, a cerchi e a puntini dai tipici e riconoscibili colori vivaci.

Storia I giocattoli di Filimonovo hanno radici molto antiche: i più antichi, e ancora primitivi, oggetti in argilla scavati dagli archeologi nell'Oblast' di Tula risalgono a 700-1000 anni fa, mentre le prime citazioni di giocattoli risalgono al XVI secolo.

Leggenda vuole che siano stati inventati da un vasaio di nome Filimon, che avrebbe scoperto per primo i depositi di argilla e insegnato alla popolazione locale l'arte di creare queste figure. Il villaggio sarebbe stato dunque chiamato così in suo onore.

La realtà tuttavia sarebbe più prosaica: la povertà del terreno di quella zona, caratterizzata dalla presenza dell'argilla blu, spinse i locali a specializzarsi nell'arte ceramica: gli uomini nella lavorazione di vasi, le donne di giocattoli di argilla.

I giocattoli sono perlopiù fischietti di argilla a forma di donne, uomini o animali come orsi, cavalli bovini e galli, ma vi sono anche semplici statuine. Spesso le figure principali, umane e animali, hanno in braccio altre figure. Le figure sono stilizzate, con corpi e gambe sottili, lunghi colli e teste piccole.

Fino alla metà del XIX secolo i giocattoli non erano colorati, ma nella seconda metà dell'800 si diffusero i colori all'anilina, diluiti inizialmente con gli albumi o i tuorli d'uovo, presto sostituiti dall'acetone che garantiva una maggiore resistenza. I colori usati sono tradizionalmente tre: giallo, rosso-lampone e verde. Le decorazioni sono tipicamente motivi a strisce, a puntini, a cerchi o semplici motivi che richiamano fiori o foglie.

Negli anni dell'Unione Sovietica la produzione quasi scomparve. A partire dagli anni Sessanta, le donne ancora in grado di realizzare i giocattoli cominciarono ad insegnare le tecniche a giovani artisti, finché - a partire dagli anni Ottanta - la produzione riprese.

Nel 2009, nella vicina Odoev è stato aperto un museo dedicato ai giocattoli di Filimonovo. Galleria d'immagini

Note

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