L'armonica di vetro () è un cortometraggio d'animazione sovietico del 1968 diretto da Andrej Chržanovskij.
Oltre che per il suo surreale stile d'animazione, che incorpora elementi dell'arte rinascimentale con richiami ad artisti come René Magritte, Francisco Goya e Pinturicchio, il film divenne noto anche per essere stato bandito in patria fino alle riforme della Perestrojka. L'opera non contiene alcuna forma di dialogo e la tecnica narrativa è esclusivamente visiva.
Trama Il film si apre con un incipit che recita: "Molto tempo fa un inventore creò uno strumento musicale magico che chiamò: l'armonica di vetro. Il suono di questo strumento era foriero di pensieri positivi e azioni nobili. Un giorno l'artigiano giunse in una città i cui abitati erano dominati da... un demone giallo."
L'inventore inizia a suonare lo strumento di sua invenzione nella piazza della città e, da esso, fuoriescono delle magiche sfere colorate che si disperdono nell'aria. Un uomo ne tocca una e, subito dopo, la sfera si tramuta in una rosa rossa. Insospettito dal potere dello strumento, il "demone giallo", che sembra avere le sembianze di un uomo con una bombetta, appare vicino all'inventore e, poggiandogli una mano sulla spalla, lo conduce via dalla città, destinato a non essere mai più rivisto. Una volta riapparso, il demone distrugge l'armonica di vetro frantumandola a terra. L'uomo cerca di nascondere la rosa apparsa nelle sue mani ma, tradito da un altro cittadino, il demone si accorge della rosa e ordina a delle guardie di portare via l'uomo, anche lui destinato a sparire per sempre. La rosa cade a terra e appassisce. Dopo aver ricompensato la spia con una moneta d'oro, il demone giallo da l'ordine ai cittadini di distruggere la grande torre dell'orologio posta al centro della città. Tutti i cittadini obbediscono, fatta eccezione per un giovane ragazzo che raccoglie dal terreno la rosa che, subito dopo, sembra tornare in vita.
Il film si sposta su una coppia, un uomo e una donna, che sembra aver depredato il quadrante della torre dell'orologio per aggiungerlo a una collezione di oggetti all'interno della propria abitazione. L'uomo si avvicina all'enorme buco di una serratura e, attraverso esso, vede una stanza piena di bauli dorati e la spia intenta ad aprirne uno con l'ausilio di una chiave. Il baule si rivela essere pieno di monete d'oro alle quali aggiunge quella ottenuta poco prima, dopodiché decide di "immergersi" tra le sue ricchezze e, così facendo, perde una delle sue monete che inizia a rotolare fino a raggiungere la casa della coppia. La donna cerca di impadronirsi della moneta ma l'uomo cerca di fermarla, i due si tramutano rispettivamente in un ippopotamo e in un rinoceronte e inziano a prendersi a testate. Il litigio viene interrotto da un rullo di tamburi cehe li fa accorrere in piazza insieme al resto della cittadina.
Tutti i cittadini sembrano essere stati tramutati in mostri e, al posto della torre dell'orologio, è stata eretta una gigantesca statua raffigurante la mano del demone giallo che sorregge una moneta. Colti da una sorta di "isteria di massa", gli abitanti iniziano a combattere tra loro. Poco dopo, il ragazzo che aveva raccolto la rosa, riappare suonando proprio l'armonica di vetro. Il suono dello strumento tramuta alcuni dei cittadini in nobili figure storiche realmente esistite e, in poco tempo, un'intera folla di persone sembra seguire il suono dell'armonica. Essi iniziano a volare verso il cielo fino a raggiungere il paradiso, venendo però bloccati improvvisamente dal demone giallo, che li fa cadere di nuovo a terra.
Il demone allontana nuovamente il musicista e distrugge lo strumento. Anche questa volta mostra la moneta d'oro ai cittadini che, però, non sembrano reagire alla sua corruzione. I cittadini raccolgono una rosa dal terreno e la passano di mano in mano.
Il demone giallo, impotente dinanzi alle nuove menti illuminate dei cittadini, lascia la città e gli abitanti iniziano a ricostruire la torre dell'orologio che avevano in precedenza depredato.
Censura
L'armonica di vetro, esattamente come tutte le opere multimediali prodotte nel periodo sovietico, dovette essere oggetto di un'attenta analisi da parte dello stato prima della sua pubblicazione. Sfortunatamente lo stile artistico surreale dell'opera di Chržanovskij, così come la colonna sonora composta da Al'fred Garrievič Šnitke, vennero considerate in contrasto con il predominante Realismo socialista che il governo sovietico imponeva durante quel periodo. Questo non aiutò il film che, nonostante lo stesso Chržanovskij dichiarò essere un'aperta critica alla società occidentale, caratterizzata da un particolare messaggio anticapitalista, venne ritenuta anti governativa dal regime sovietico, che provvedette a una censura quasi immediata dell'opera.
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Cortometraggi d'animazione