Si occupò in modo particolare del periodo medievale, e anzi preferiva essere definito Medievista. La sua attività di scrittore si è estesa per oltre 70 anni. È considerato uno dei più grandi storiografi greci ed è stato descritto da molti come l'«ultimo vero Fanariota».
Biografia Nacque nel quartiere del Fanar di Costantinopoli (1851). Suo padre, Ioannis M. Gedeon, architetto, emigrò da Lero e si stabilì a Costantinopoli nel 1828, dove si distinse nella ricostruzione della Chiesa Patriarcale e di numerosi edifici pubblici.
Nel 1869 Manuel Gedeon si diplomò alla Grande Scuola della Nazione e iniziò ad occuparsi di giornalismo. Collaborò dapprima con il giornale Costantinopoli () pubblicato in lingua greca, e con il giornale in lingua turca Asia Minore. In seguito pubblicò egli stesso due settimanali in lingua greca, Proia (1876) e Anatoli (1877), tuttavia questa sua attività editoriale non durò a lungo. Dal 1881 al 1923 fu membro della redazione dellEcclesiastiki Alithia (Verità Ecclesiastica), organo ufficiale del Patriarcato di Costantinopoli, continuando parallelamente la ricerca archivistica e storica che aveva intrapreso in precedenza. Nei periodi dal 1882 al 1885 e dal 1888 al 1890 fu caporedattore dellEcclesiastiki Alithia, mentre dal 1902 al 1923 ne fu direttore onorario. In questa rivista pubblicò una moltitudine di studi storici, codici manoscritti fino ad allora inediti, nonché sigilli patriarcali e documenti ecclesiastici.
Nel 1897 fu nominato Grande Chartofylax del Patriarcato Ecumenico, acquisendo così l'opportunità di esaminare l'archivio patriarcale e di pubblicare prezioso materiale archivistico, storico e filologico. Nel 1901 ricevette anche l'incarico di Cronografo del Patriarcato Ecumenico e nel 1920 quello di Ipomnimatografo del Patriarcato di Gerusalemme.
Durante il suo servizio presso il Patriarcato Ecumenico fu uno dei consiglieri più fidati del patriarca Gioacchino, e prese parte a tutte le questioni che sconvolsero sia il Patriarcato stesso, sia i Greci dell'allora Impero ottomano, come «le mire russe sul Monte Athos, lo Scisma bulgaro, la questione dei privilegi religiosi delle minoranze che vivevano nei territori ottomani e, infine, l'atteggiamento del Patriarcato Ecumenico nei confronti del governo greco e della Chiesa di Grecia durante il periodo dello Scisma Nazionale (1916-1922)». Dal 1921 risiedette ad Atene, dove nel 1926 fondò e diresse l'Associazione delle Lettere Medievali, nonché la pubblicazione periodica dell'associazione, Lettere Medievali (vol. I 1933, vol. II 1935).
Fu onorato da numerose istituzioni culturali (Accademia romena, Accademia di Rouen, Ministero dell'Istruzione francese). Nel 1929 fu eletto dall'Accademia di Atene Membro Associato nella sezione di Storia Bizantina. Fu inoltre membro dell'Accademia romena e insignito di decorazioni dal governo greco e da altri governi. Morì ad Atene nel 1943.
Opere Manuel Gedeon fu un autore straordinariamente prolifico. Pubblicò decine di voluminosi libri e «più di settecento pubblicazioni, sparse in periodici di Costantinopoli e Atene oggi di difficile reperimento, dei quali non esiste, purtroppo, una bibliografia completa».
Scrisse 800 trattati e articoli. Gran parte fu pubblicata nella rivista Ecclesiastiki Alithia, organo ufficiale del Patriarcato Ecumenico, dove lavorò dal 1882 al 1920. Pubblicò numerose opere e dissertazioni, tra cui: Tavole Patriarcali, L'Athos (primo studio greco sul Monte Athos), Calendario Festivo Bizantino, Cronache dell'Accademia Patriarcale (sulla Grande Scuola della Nazione), Pietre iscritte e mattoni, Appunti del Cronografo, Storia dei poveri di Cristo, e altre. Alla sua morte, nel 1943, parte della sua opera rimase inedita, e fu pubblicata in seguito grazie alle cure di sua figlia Sofia Gedeon-Karanikola.
Nei suoi studi si occupò di argomenti vari: la musica, la biografia, la letteratura, la storia politica e religiosa, la bibliografia, l'epigrafia, l'iconografia e il folklore. La sua ricerca si concentrò sulla storia patriarcale dell'ellenismo durante il periodo della dominazione turca, che egli chiamava «periodo dei tempi bassi» e che, insieme al periodo pre-rivoluzionario, considerava come una continuazione del Medioevo. Il centro geografico della sua attività di ricerca era Costantinopoli e la regione circostante, ma la sua indagine archivistica si estese anche a luoghi come il Monte Athos e Patmo. Gedeon si adoperò per preservare anche la tradizione orale, consapevole che essa integra quella scritta. Nelle sue opere ha trascritto gran parte di questa tradizione.
Tuttavia, in alcuni casi è stato riscontrato che effettuò una trascrizione selettiva e lacunosa delle fonti primarie per ragioni di opportunità politica, ossia per non compromettere le buone relazioni tra la Grecia e la Turchia.
Come scrittore, possedeva uno stile peculiare. Come storico e medievista, è considerato un'autorità sia dagli studiosi greci che stranieri. Fu, secondo K. Th. Dimaras, «l'infaticabile maestro per eccellenza», Grande Maestro della Nazione, mente fertile e illuminata, statura morale esemplare, instancabile lavoratore dello spirito. N. Tomadakis lo definisce «lo storiografo e ricercatore per antonomasia della Grande Chiesa di Cristo». È inoltre annoverato tra i fondatori degli Studi Bizantini e Post-Bizantini in Grecia, insieme ad Atanasio Papadopoulos-Kerameus e Konstantinos Sathas.
Metodo Come storico, Gedeon non seguì un metodo preciso, ma si avvalse di una classificazione cronologica e topografica del materiale storico. «Per mancanza di metodo, di classificazione, di elaborazione critica, di indici e di sommari, la sua opera, secondo lui stesso, "naviga in un oceano"». Un'altra sua caratteristica è «l'omissione deliberata di note a piè di pagina e di rimandi alle proprie fonti, "alla disperazione", come egli diceva, "dei plagiatori greci"». Nei suoi scritti non utilizzava le lettere maiuscole all'inizio dei paragrafi e dei periodi. G. Valetas ritiene che in ciò egli imitasse con ogni probabilità i codici manoscritti bizantini..
Opere scelte Alcune delle opere pubblicate più note di Gedeon sono: Tavole Patriarcali: notizie storiche e biografiche sui Patriarchi di Costantinopoli: da Andrea Protocleto fino a Gioachimo III di Salonicco, 36-1884.* Costantinopoli: Lorenz & Keil. 1885. Cronache dell'Accademia Patriarcale: notizie storiche sulla Grande Scuola della Nazione (Costantinopoli 1883) Calendario Festivo Bizantino* (Costantinopoli 1896) Lettere ufficiali turche riguardanti i nostri diritti ecclesiastici (Costantinopoli 1910) Appunti del Cronografo 1780-1800-1869-1913 (Atene 1932) Memoria di coloro che mi hanno preceduto 1800-1863-1913 (Atene 1934) Effemeridi Patriarcali: notizie dalla nostra storia ecclesiastica 1500-1912 (Atene 1936-1938) Storia dei poveri di Cristo 1453-1913 (Atene 1939) Canonizzazioni – Lo statuto della venerazione tra i santi L'Athos Il movimento intellettuale della nazione nel XVIII e XIX secolo Effusioni musicali domestiche. Encridi o lalaggìa
Note
Bibliografia «Μανουήλ Γεδεών, Ο τελευταίος γνήσιος Φαναριώτης» Δέσποινας Καποδίστρια, Ιστορία Εικονογραφημένη, p. 471, Settembre 2007 Εγκυκλοπαίδεια Δομή, 2002-2004, volume 6.
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