Il Ritratto di Marija Ermolova è un dipinto a olio su tela (224×120 cm) realizzato da Valentin Aleksandrovič Serov nel 1905 e conservato nella Galleria Tret'jakov di Mosca.
Storia Nel 1905 Marija Ermolova si apprestava a celebrare il trentacinquesimo anniversario dal suo debutto al Teatro Malyj, quando gli eventi della Prima rivoluzione russa spinsero l'attrice a cancellare tutte le celebrazioni. Di conseguenza, i suoi amici e membri del Circolo letterario e artistico di Mosca fondato da Valerij Jakovlevič Brjusov decisero di commissionare un ritratto in suo onore.
La scelta del ritrattista ricadde su Serov che, non possedendo un vero e proprio atelier, dipingeva i suoi soggetti nelle rispettive case. Il ritratto fu quindi realizzato nell'abitazione dell'attrice, al numero 11 di Tverskoj Boulevard, nell'arco di trentadue sessioni (svoltesi in quasi assoluto silenzio) tra il febbraio e il marzo 1905. Le sere prima delle loro sedute Serov era solito andare a teatro per vedere Ermolova sulle scene, ritenendo che ciò lo aiutasse a catturare l'essenza dell'attrice. Serov fu pagato mille rubli per la sua opera.
Il ritratto fu presentato ufficialmente l'11 marzo 1907 a un pranzo con trecento ospiti (inclusi Konstantin Sergeevič Stanislavskij e Vladimir Ivanovič Nemirovič-Dančenko) per celebrare l'imminente addio alle scene dell'attrice. In realtà la natura del dipinto era già diventata di pubblico dominio, dato che la tela era stata esposta al Palazzo di Tauride in una mostra organizzata da Sergej Pavlovič Djagilev. Nel 1906 il ritratto era stato presentato anche al Salon d'Automne di Parigi. Dopo la morte del pittore la tela fu messa in mostra nel 1914 all'Accademia russa di belle arti e poi nel 1935 alla Galleria Tret'jakov, entrando a far parte della sua collezione permanente nel 1949.
Descrizione
Il soggetto
La sua postura, eretta e imponente, evoca la grandezza immortale della scultura greca classica. Il volto dell'attrice – sereno e altero – resta comunque il punto focale del ritratto.
La tavolozza è dominata dal nero e dal grigio e il ritratto, seppur privo di elementi narrativi, comunica l'essenza della donna, ritraendo la gravitas di un'attrice capace di dominare il pubblico anche in un momento turbolento della storia della Russia.
Il vestito
La prospettiva
Il soggetto viene rappresentato dal basso verso l'alto, per conferire un sensio statuario al soggetto. Serov ritrasse la donna sedendo su una panca bassa, in modo che l'attrice, seppur non altissima, torreggiasse su di lui. L'artista descrisse l'esperienza al critico Igor' Ėmmanuilovič Grabar' come fisicamente impegnativa, data la posizione scomoda e il poco spazio di movimento.
Dopo aver visto il dipinto nel 1935, Sergej Ėjzenštejn scrisse un saggio sul ritratto, in cui prestava particolare attenzione alla prospettiva "cinematografica" impiegata da Serov. Secondo Ėjzenštejn, infatti, Serov utilizzò quattro diverse prospettive, dividendo visivamente la figura in riquadri distinti sfruttando tre linee prospettiche date dall'architettura e arredamento della stanza: la linea che unisce il pavimento al muro taglia, la cornice dello specchio e il riflesso del soffitto nello specchio. Ognuna delle quattro sezioni che si vengono a creare è dipinta da una prospettiva diversa: lo spettatore guarda alle gambe inferiori dell'attrice dall'alto verso il basso, guarda frontalmente la porzione del corpo che va dalle ginocchia al bacino, mentre il torso è leggermente rialzato e, infine, osserva il volto dell'attrice dal basso verso l'altro. Combinando questi quattro punti di vista in un insieme omogeneo, Serov crea un effetto per il quale lo sguardo dello spettatore percorre verticalmente la tela verso l'alto, suggerendo una sensazione di monumentalità statuaria; allo stesso modo, lo sguardo dell'osservatore è invitato anche a scendere verso il basso, percorrendo questa "statua" fino al basamento creato dallo strascico del vestito. L'unione della spinta ascendente e quella discendente conferiscono dinamicità alla tela.
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni Il dipinto sul sito della Galleria Tret'jakov
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