Lincursione del Mar Nero fu un episodio bellico della prima guerra mondiale, avvenuto nelle acque del Mar Nero il 29 ottobre 1914.

L'incursione fu ideata dal ministro della guerra ottomano Ismail Enver e dall'ammiraglio tedesco Wilhelm Souchon, da poco nominato comandante della Marina ottomana. Il governo dell'Impero tedesco puntava a portare dalla propria parte l'Impero ottomano e a farlo entrare in guerra il prima possibile, ma il governo di Istanbul era indeciso e diviso sul da farsi. Enver, un sostenitore dell'alleanza con i tedeschi, iniziò a cospirare con l'ambasciatore tedesco per far entrare l'impero in guerra: i tentativi di ottenere un ampio sostegno all'interno del governo fallirono, così Enver decise di fomentare la situazione organizzando un incidente che potesse giustificare l'entrata in guerra.

Con l'aiuto del ministro della Marina ottomano e dell'ammiraglio Souchon, Enver organizzò un'uscita in mare della flotta ottomana il 29 ottobre 1914, con la scusa di effettuare delle manovre di addestramento; il piano era in realtà di provocare le navi russe ad aprire il fuoco per poi accusarle di aver scatenato loro guerra. Ad ogni modo, Souchon cambiò il piano in una flagrante dimostrazione di ostilità, dirigendo le sue navi a bombardare i principali scali portuali russi del Mar Nero le coste russe; il bombardamento causò pochi danni permanenti ma fece infuriare i russi. Enver impedì ai funzionari pacifisti di Istanbul di scusarsi per l'incidente, e i russi dichiararono guerra all'Impero ottomano il 2 novembre seguiti da Regno Unito e Francia tre giorni dopo; i britannici avviarono rapidamente attacchi navali di rappresaglia contro gli ottomani nei Dardanelli. Gli ottomani dichiararono infine ufficialmente guerra agli Stati della Triplice Intesa l'11 novembre.

Antefatti Nei mesi precedenti lo scoppio della prima guerra mondiale, i funzionari dell'Impero ottomano tentarono invano di assicurarsi un'alleanza con una grande potenza.. Il ministro della guerra ottomano, il filo-tedesco Ismail Enver ("Enver Pascià"), propose infine la stipula di un'alleanza con l'Impero tedesco il 22 luglio 1914 rivolgendosi direttamente all'ambasciatore di Germania a Istanbul, Hans Freiherr von Wangenheim, ma la sua proposta venne inizialmente respinta da quest'ultimo. Il Kaiser Guglielmo II tuttavia annullò la decisione di Wangenheim due giorni dopo, e una bozza di trattato per un'alleanza, elaborata dagli ottomani, fu consegnata a Berlino il 28 luglio, lo stesso giorno in cui ebbe inizio la prima guerra mondiale. La "crisi di luglio" era giunta al culmine ed era ormai certo che la Germania avrebbe combattuto una guerra su due fronti contro la Francia a ovest e l'Impero russo a est. Con i tedeschi esitanti ad assumere obblighi militari più significativi, Wangenheim fu autorizzato dal cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg a firmare l'accordo solo se l'Impero ottomano avesse «intrapreso contro la Russia un'azione degna del suo nome»..

Il 1° agosto Enver propose a Wangenheim, in cambio della protezione tedesca per l'Impero ottomano, l'utilizzo da parte della Germania della nuovissima corazzata tipo "dreadnought" Sultân Osmân-ı Evvel, in allestimento nei cantieri navali britannici. Quello di Enver fu probabilmente di uno stratagemma astuto: il governo del Regno Unito, al fine di rafforzare la Royal Navy in vista del prossimo possibile conflitto contro la Germania, aveva già ordinato il sequestro della Sultan Osmân-ı Evvel e dell'altrettanto moderna corazzata Reşadiye, anch'essa in costruzione nei cantieri navali britannici. Wagenheim e la maggior parte del governo ottomano non sapevano del sequestro, mentre Enver probabilmente ne era già a conoscenza, poiché la consegna della corazzata a una nazione straniera avrebbe causato scalpore tra l'opinione pubblica e il governo. Ad ogni modo, l'ambasciatore Wagenheim firmò il 2 agosto un trattato di alleanza segreto tra Impero ottomano e Impero tedesco..

A dispetto di quanto speravano i tedeschi, il trattato di alleanza non portò automaticamente gli ottomani in guerra. La formulazione letterale del trattato obbligava la Germania a opporsi a qualsiasi violazione straniera sul territorio ottomano, in particolare da parte della Russia, ma richiedeva solo di converso che l'Impero ottomano assistesse la Germania secondo i termini di alleanza stipulati da quest'ultima con l'Austria-Ungheria; poiché la Germania aveva dichiarato guerra alla Russia diversi giorni prima che l'Austria-Ungheria facesse altrettanto, l'Impero ottomano non fu costretto a unirsi al conflitto.. Il Gran visir Said Halim Pascià e il ministro delle finanze Djavid Bey erano contrari al coinvolgimento ottomano nella guerra e consideravano l'alleanza un accordo comportante più oneri che guadagni.; altri funzionari ottomani erano esitanti a precipitarsi in un conflitto armato dopo la disastrosa sconfitta turca nella precedente prima guerra balcanica, soprattutto considerando la possibilità che gli Stati della penisola balcanica potessero attaccare l'Impero se questo fosse entrato in guerra..

Nel frattempo, nel mar Mediterraneo, la Mittelmeerdivision della Kaiserliche Marine tedesca, composta dall'incrociatore da battaglia e dall'incrociatore leggero , stava dirigendo verso le coste dell'Algeria francese. In base agli ordini prestabiliti per la guerra contro la Francia, l'ammiraglio Wilhelm Souchon, comandante della formazione, aveva assunto quella posizione per intercettare i convogli navali intenti a trasportare truppe dalle colonie francesi alla madrepatria. Il 3 agosto l'ammiraglio ricevette ordini da Berlino che gli imponevano di portare le sue navi nelle acque ottomane; Souchon, ad ogni modo, scelse di indugiare per un giorno ancora al largo delle coste algerine per bombardare i porti di Philippeville e Bona. Il 1° agosto precedente era stato concordato, tra i tedeschi ed Enver, che alla Mittelmeerdivision sarebbe stato concesso un passaggio sicuro nelle acque dell'Impero ottomano.. Concluso il bombardamento delle coste algerine e rientrato a Messina per rifornirsi di carbone, Souchon ricevette tuttavia un telegramma che revocava questi ordini: altri funzionari ottomani, venuti a conoscenza dell'accordo di Enver, si opponevano all'ingresso delle navi tedesche nelle acque turche..

Nonostante gli sviluppi, Souchon decise di proseguire verso le coste dell'Impero ottomano, avendo concluso, dopo la dichiarazione di guerra del Regno Unito alla Germania il 4 agosto, che un tentativo di tornare in patria attraverso lo stretto di Gibilterra avrebbe comportato la distruzione delle sue navi per mano di britannici e francesi; una ritirata sulla costa austro-ungarica avrebbe invece lasciato le navi tedesche intrappolate nel Mare Adriatico per il resto della guerra. Con la Royal Navy alle calcagna, Souchon fece rotta verso est, fingendo una ritirata verso l'Austria-Ungheria nel tentativo di confondere i britannici. Per rendere lo stratagemma più convincente, l'ammiraglio austro-ungarico Anton Haus fece una sortita a sud con una grande flotta in una manovra che doveva apparire come un modo per andare incontro a Souchon. Una volta che le navi tedesche ebbero raggiunto le acque greche, Haus tuttavia tornò in porto: i tedeschi insistettero affinché Haus seguisse Souchon a Istanbul, in modo che le sue navi potessero supportare una campagna navale contro i russi nel Mar Nero, ma l'ammiraglio austro-ungarico riteneva che la capitale ottomana sarebbe stata una base operativa scadente e non voleva lasciare la costa dell'Austria-Ungheria indifesa.. Nel frattempo, Souchon era ormai giunto in vista delle coste dell'Impero ottomano, il cui governo tuttavia non aveva ancora autorizzato l'ingresso delle navi tedesche nelle sue acque. L'8 agosto, l'ammiraglio decise di forzare la situazione e inviò una nave di supporto a Istanbul con un messaggio per l'addetto navale tedesco, da consegnare agli ottomani: Souchon aveva bisogno di un passaggio immediato attraverso i Dardanelli per motivi di "necessità militare" ed era pronto a entrarvi "senza approvazione formale". La mattina del 10 agosto, Souchon ottenne infine il permesso di entrare nello stretto..

Il giorno prima, il governo ottomano aveva proposto a Wangenheim di organizzare un acquisto fittizio delle navi tedesche, in modo che la loro presenza non compromettesse la neutralità ottomana. Il 10 agosto il cancelliere tedesco inviò un telegramma a Wangenheim, respingendo l'idea e chiedendo che gli ottomani entrassero immediatamente in guerra; il Gran visir tuttavia attaccò Wangenheim per l'arrivo prematuro delle navi e ripeté la richiesta di una loro vendita fittizia. Il governo ottomano dichiarò successivamente di aver acquistato entrambe le navi per 80 milioni di marchi tedeschi. Il 14 agosto Wangenheim consigliò al governo tedesco di accettare la vendita, al fine di non rischiare di irritare gli ottomani.. Il 16 agosto, le due navi di Souchon furono formalmente integrate nella Marina ottomana; i loro equipaggi ricevettero nuove uniformi turche e furono formalmente rearruolati nelle forze armate ottomane. Il governo britannico interpretò l'azione come una mossa intesa a controbilanciare il sequestro delle nuove corazzate ottomane avvenuto nei giorni precedenti, ma non era esattamente così: gli ottomani temevano che la Triplice intesa, e in particolare la Russia, avrebbe tentato di spartire l'impero se avessero vinto la guerra, mentre se la vittoria fosse andata alla Germania e all'Austria-Ungheria ciò non sarebbe avvenuto. Solo quando i britannici vennero a conoscenza dei timori degli ottomani capirono che l'Impero fosse ormai più propenso a entrare nel conflitto a favore della Germania..

Dopo le sconfitte subite dalla Russia nelle sue operazioni contro la Germania alla fine di agosto, un'invasione russa nel territorio ottomano divenne improbabile.. Nel frattempo, governo ottomano riuscì a stipulare accordi di neutralità con i governi del Regno di Grecia e del Regno di Romania, mentre il Regno di Bulgaria iniziò a mostrare tendenze filo-tedesche; questo alleviò i timori degli ottomani di una minaccia ai loro confini da parte degli Stati balcanici.. Enver iniziò quindi a spostare la sua politica da un'impostazione difensiva a una aggressiva.

La preparazione dell'incursione

In una discussione tenutasi nel fine settimana del 12-13 settembre 1914, Enver diede a Souchon il permesso di portare le sue navi nel Mar Nero per eseguire manovre. Il ministro della marina ottomano, Ahmed Cemal Pascià, scoprì tuttavia i piani di Souchon e gli proibì severamente di uscire dal Bosforo .. Il gabinetto di governo ottomano dibatté la questione nei giorni successivi, e il 17 settembre Enver disse a Souchon che la sua autorizzazione a operare nel Mar Nero era stata «ritirata fino a nuovo avviso». Furioso, Souchon sbarcò il giorno successivo ed ebbe una dura discussione con il Gran visir Halim circa il «comportamento infedele e indeciso» del suo governo, minacciando di prendere in mano personalmente la situazione e di «comportarsi come dettato dalla coscienza di un ufficiale militare». Souchon successivamente chiese a Enver di consentire, come minimo, all'incrociatore leggero Breslau di organizzare esercitazioni vicino all'imboccatura del Bosforo insieme ai cacciatorpediniere ottomani; in realtà, Souchon sperava che le navi potessero ingaggiare la Flotta russa del Mar Nero e portare l'Impero ottomano in guerra. Enver promise di fare tutto il possibile..