Il ciclista è un dipinto a olio su tela (78x105 cm) realizzato da Natal'ja Sergeevna Gončarova nel 1913 e conservato al Museo russo di San Pietroburgo.
Descrizione L'eponimo ciclista è ritratto mentre, chino sul manubrio della bicicletta, pedala in un centro urbano. La strada sotto di lui è lastricata di ciottoli, mentre alle sue spalle si susseguono diverse vetrine di negozi .
Gončarova fu tra i primi artisti russi a dedicarsi al cubo-futurismo, un movimento artistico che unisce elementi del futurismo e del cubismo. Ne Il ciclista, per esempio, la frammentazione tipica del cubismo viene utilizzata per suggerire la velocità e il movimento del protagonista. Il dinamismo emerge anche attraverso altri elementi futuristi, come la ripetizione delle forme e lo spostamento dei contorni. L'effetto dinamico, dato dalla moltiplicazione delle forme e dalla reiterazione delle linee, è ulteriormente accentuato dall'uso di ampie pennellate.
Lo sfondo cittadino e la presenza della vita urbana, altro tema centrale del futurismo, è suggerita dai cartelli pubblicitari e dalle insegne visibili sullo sfondo. Anche la pubblicità, del resto, era un soggetto caro ai futuristi. Tuttavia la composizione si distingue dalle opere futuriste più tradizionali per un maggiore equilibrio visivo. In questo senso, Il ciclista si differenzia dalla rappresentazione più astratta e quasi smaterializzata del movimento ciclistico ritratto nel 1913 da Umberto Boccioni in Dinamismo di un ciclista, che Gončarova aveva avuto modo di vedere in Italia.
Mark Cousins, inoltre, ha osservato che nel dipinto l'artista "fornisce la ruota frontale di tre echi visivi, contro i quattro della ruota posteriore e della schiena dell'uomo". Tale è la velocita del ciclista che l'uomo sembra essere in più posti contemporaneamente e lo spettatore può vedere non solo dove si trova l'uomo, ma anche dove è stato in precedenza.
Nel dipinto, alcune lettere cirilliche provenienti dalle insegne dei negozi sembrano visivamente "scivolare" sulla figura del ciclista, andando ad eccentuare il dinamismo e il movimento. Tim Harte interpreta inoltre il dito puntato visibile sulla vetrina più a sinistra come parte di un "contrasto visivo", poiché indica la direzione opposta rispetto al movimento del ciclista.
Note
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