Wallenstein è una trilogia teatrale scritta dall'autore tedesco Friedrich Schiller, composta da tre drammi: L'accampamento di Wallenstein (preceduto da un prologo dell'autore), I Piccolomini e La morte di Wallenstein. Schiller divise la trilogia anche come Wallenstein I (L'accampamento di Wallenstein e I Piccolomini) e Wallenstein II (La morte di Wallenstein).

Contenuto

Ispirandosi liberamente a eventi storici reali avvenuti nel corso della guerra dei trent'anni, Schiller narra la caduta del celebre generale Albrecht von Wallenstein, il quale, nominato comandante supremo dell'esercito imperiale e giunto all'apice del potere, tenta una ribellione contro l'imperatore Ferdinando II d'Asburgo. La trilogia è ambientata nell'inverno 1633/4 nella città boema di Pilsen,Oggi Plzeň. ove erano stanziati Wallenstein e le sue truppe. Negli ultimi due atti la scena si sposta a Eger,Oggi Cheb. ove Wallenstein si è rifugiato e ove troverà la morte (25 febbraio 1634).

Stesura

Mentre le quattro opere precedenti del periodo Sturm und Drang di Schiller furono scritte in un periodo di tempo relativamente breve, dal 1781 al 1787, tra l'ultima di queste - ossia Don Carlos - e Wallenstein c'è un intervallo di undici anni. La ragione è da ricercarsi sia nella trasformazione interiore del poeta, manifestatasi nella sua inclinazione artistica verso il classicismo di Weimar che portò a cambiamenti nel suo metodo creativo, sia nello studio approfondito della storia e dell'estetica, culminato nei suoi drammi storici.

Schiller ebbe l'idea di creare un dramma su Wallenstein già all'inizio del 1791. Le prime scene furono create nel 1794, ma Schiller iniziò a lavorare sistematicamente all'opera solo attorno al 1796, con l'obiettivo di rendere il suo Wallenstein un grande personaggio drammatico e realistico.

Schiller iniziò l'opera in prosa, ma presto passò alla forma in versi. Per la prima parte della trilogia, L'accampamento di Wallenstein, usò i Knittlverse, forma tradizionale di poesia popolare tedesca in quartine libere, che meglio si adattava a esprimere l'atmosfera di un campo militare. Le altre due parti sono scritte, come Don Carlos, in Blankverse (versi giambici non rimati con cinque accenti).

Trama L'accampamento di Wallenstein

L'accampamento di Wallenstein funge da introduzione alle due parti successive, di cui è considerevolmente più breve (annovera solo 11 scene ed è un atto unico). Mentre la trama principale delle due parti seguenti si svolge tra i ranghi superiori delle truppe e la nobiltà, L'accampamento di Wallenstein riflette lo stato d'animo della gente comune, in particolare delle truppe di Wallenstein. I soldati sono entusiasti del loro comandante in capo, che è riuscito a riunire nel suo esercito mercenari provenienti da diverse regioni d'Europa: lo lodano per aver concesso loro una notevole libertà al di fuori del campo di battaglia e per aver interceduto presso l'imperatore a favore dell'esercito. Inoltre i soldati lodano la guerra che, sebbene danneggi i civili, a loro invece arreca una vita migliore. Un contadino si lamenta di essere sfruttato dalle truppe, mentre un frate cappuccino critica lo stile di vita dei soldati. Alla fine della prima parte, le truppe apprendono che l'imperatore intende porre parte dell'esercito sotto il comando spagnolo. Decidono quindi di chiedere a Max Piccolomini, giovane e popolare comandante, di intercedere presso Wallenstein a loro favore, esortandolo a non assecondare i desideri dell'imperatore.

I Piccolomini

La seconda parte della trilogia dà inizio alla trama principale: la prospettiva si sposta dai soldati semplici ai luogotenenti di Wallenstein, principe di Friedland, che si radunano nell'accampamento presso Pilsen in attesa di ulteriori ordini. I comandanti sono ferventi sostenitori del principe e lo stimano persino più dell'imperatore, ai cui comandi Wallenstein ha già disubbidito più volte. Dal canto suo l'imperatore ha ordinato a Wallenstein di cedere una parte del suo esercito, probabilmente per indebolirlo. Wallenstein rifiuta di accettare, mentre in segreto conduce negoziati con i nemici, ossia gli svedesi, ufficialmente nella speranza di addivenire a una pace generale, pur mantenendo aperta la possibilità di un'alleanza con gli svedesi contro l'imperatore. Anche i suoi più stretti collaboratori, Terzky (suo cognato) e Illo, lo esortano in tal senso.

Wallenstein ignora che il suo confidente, Ottavio Piccolomini (padre di Max), anch'egli al corrente dei suoi piani, è rimasto fedele all'imperatore e ne ha ricevuto l'autorizzazione a prenderne il posto di comandante in capo; tuttavia Ottavio intende usare questa autorità solo dopo che Wallenstein si sia apertamente opposto all'imperatore. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che il figlio di Ottavio, Max, e la figlia di Wallenstein, Tecla, si innamorano. Max è un fervente sostenitore di Wallenstein e non crede all'affermazione del padre secondo cui Wallenstein intende tradire l'imperatore. Il secondo dramma si conclude con la decisione di Max di interrogare direttamente Wallenstein sui suoi piani.

La morte di Wallenstein

Nella terza e ultima parte, i conflitti introdotti nel secondo dramma si avviano a un tragico epilogo. Wallenstein scopre che il suo negoziatore per i colloqui segreti con gli svedesi è stato intercettato da soldati fedeli all'imperatore, il quale ora potrebbe disporre di prove sulle sue intenzioni di allearsi col nemico. Dopo qualche esitazione e dietro forti insistenze di Illo, Terzky e soprattutto della contessa Terzky (moglie di Terzky e sorella della moglie di Wallenstein), il generale decide di concludere ufficialmente un'alleanza con gli svedesi.

Tuttavia Ottavio Piccolomini, agendo segretamente negli interessi dell'imperatore, riesce a persuadere quasi tutti i principali comandanti dell'esercito di Wallenstein a rivoltarsi contro di lui. In particolare, dimostra a Buttler che Wallenstein aveva segretamente ostacolato la sua carriera; Buttler, offeso, rimane con Wallenstein, proponendo di vendicarsi. Intanto Max Piccolomini si dibatte da un lato tra la lealtà all'imperatore e dall'altro tra l'ammirazione per Wallenstein e l'amore per Tecla. Alla fine Max decide di abbandonare Wallenstein, cui cerca di rimanere amico, ma Wallenstein lo respinge e si rifugia a Eger con i suoi ultimi seguaci. Max Piccolomini si lancia in una battaglia disperata contro gli svedesi e viene ucciso.Fuori scena. Quando Tecla viene a sapere dell'accaduto, in segreto si reca sulla tomba di Max per trovare la morte accanto al suo amato. Anche Wallenstein piange la perdita di Max, ma crede che il destino glielo abbia strappato per compensare la futura felicità. Durante la notte Macdonald e Deveroux, assoldati da Buttler come sicari, assassinano Illo e Terzky durante un banchetto, quindi lo stesso Wallenstein nella sua camera.

L'opera si conclude con la conversazione tra Ottavio e la contessa Terzky, che cerca invano Tecla e ignora la morte del marito e del cognato, per poi scoprire la verità. Ottavio le promette il perdono dell'imperatore, ma non sa che intanto la contessa si è avvelenata perché non intende sopravvivere alla rovina della sua famiglia. Nel finale, mentre la contessa soccombe al veleno, un messaggero imperiale annuncia a Ottavio che per la sua lealtà all'imperatore è stato elevato al rango di principe.

Produzioni La prima di tutte e tre i drammi ebbe luogo tra il 1798 e il 1799 al Teatro di corte di Weimar (oggi Teatro nazionale tedesco di Weimar) sotto la direzione di Johann Wolfgang von Goethe: L'accampamento di Wallenstein:Con il titolo L'accampamento. 12 ottobre 1798, per l'inaugurazione del teatro ricostruito; I Piccolomini: 30 gennaio 1799; La morte di Wallenstein:Con il titolo Wallenstein. 20 aprile 1799.

La trilogia, spesso in forma abbreviata, fa parte del repertorio teatrale classico tedesco.

Note

Voci correlate Letteratura romantica Romanticismo tedesco

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