La Primera División, ufficialmente Campeonato Nacional de Liga de Primera División, nota meglio come LaLiga o LaLiga EA Sports per motivi commerciali, è la massima serie del campionato spagnolo di calcio, gestita dalla Liga de Fútbol Profesional.

La squadra più titolata della competizione è il con 36 successi, seguita dal e dall', rispettivamente con 29 e 11 successi.

Al termine della stagione 2019-2020 la Primera División occupava il 1º posto nel ranking UEFA per competizioni di club. Nel 2020 si era posizionata al 4º posto della classifica mondiale dei campionati stilata annualmente dall'IFFHS (3º a livello continentale).

Formula Alla Primera División partecipano 20 squadre che si affrontano tra di loro in un torneo all'italiana in partite di andata e ritorno. Per ogni partita vengono assegnati tre punti alla squadra vincitrice dell'incontro e zero punti alla squadra sconfitta, in caso di pareggio viene invece assegnato un punto a ciascuna squadra.

Alla squadra prima in classifica alla fine del torneo viene assegnato il titolo di "Campione della liga" (il titolo di "campione di Spagna" è riservato alla vincitrice della Coppa del Re) e conquista il diritto a partecipare alla fase a gironi della UEFA Champions League insieme alla seconda, alla terza e alla quarta classificata. La quinta classificata e la vincitrice della Coppa del Re acquisiscono il diritto a partecipare alla fase a gironi della UEFA Europa League, mentre la sesta squadra (o settima) in classifica parteciperà al play-off della UEFA Conference League. Le ultime tre squadre della classifica retrocedono nella Segunda División, la divisione cadetta spagnola.

Numero di partecipanti

1929-1934: 10 club 1934-1941: 12 club 1941-1950: 14 club 1950-1971: 16 club 1971-1987: 18 club 1987-1995: 20 club 1995-1997: 22 club 1997-oggi: 20 club

Storia Fondazione e primi anni Il primo campionato si disputò nel 1929, fra il 10 febbraio e il 23 giugno e vide il successo del Barcellona sulle altre nove squadre partecipanti, con una vittoria arrivata proprio all'ultima di campionato per la sconfitta del con cui condivideva la testa della classifica.

La seconda edizione, nel 1930, fu vinta dall'Athletic Bilbao, che concluse il campionato imbattuto. L'Athletic vinse poi anche il campionato successivo. Nel 1932 e nel 1933 il Real Madrid conquistò due campionati di fila.

Il campionato fu poi esteso a 12 squadre a partire dal 1933. Negli anni successivi vi furono altri due successi dell'Athletic, nel 1934 e nel 1936, interrotto da un successo, tuttora l'unico, per il Betis nel 1934-35. Venne poi sospeso per tre anni, dal 1936 al 1939 a causa della guerra civile. Alla ripresa, nella stagione 1939-40, chiuse gli anni trenta la prima vittoria da parte dell'Atlético Madrid.

Anni 1940 e 1950 L'Atlético si aggiudicò anche il campionato 1940-41. Proprio nel 1941 si passò a 14 squadre, per arrivare poi a 16 nel 1950. In questi anni il Barcellona e il Valencia vinsero tre titoli a testa, un titolo invece per l'Athletic e il Siviglia. Chiuse il decennio la terza vittoria dell'Atlético.

Con l'inizio degli anni cinquanta si rafforzarono Barcellona e Real Madrid. I madridisti acquistarono l'argentino Alfredo Di Stéfano nel 1953, strappandolo proprio ai catalani, mentre i blaugrana presero nel 1951 l'ungherese Ladislao Kubala.

In campionato, dopo i successi dell'Atlético Madrid nel 1950 e nel 1951, cominciò il duello tra Barcellona e Real Madrid. I primi si aggiudicarono la Liga nel 1952 e nel 1953, i secondi nel 1954 e nel 1955. Furono proprio le merengues a rappresentare il calcio spagnolo nella prima edizione della Coppa dei Campioni nel 1955-1956, trofeo che si aggiudicarono battendo in finale, il 13 giugno 1956, i francesi dello Stade Reims per 4-3. Da allora si aggiunsero in squadra anche il francese Raymond Kopa e l'ungherese Ferenc Puskás, che con Alfredo Di Stéfano e Francisco Gento, formarono il quartetto d'attacco che cominciò un ciclo interminabile di vittorie sia in ambito nazionale che in ambito internazionale; i blancos si aggiudicarono anche le edizioni della Coppa dei Campioni 1956-57, battendo 2-0 la Fiorentina, 1957-58, battendo il Milan 3-2 dopo i tempi supplementari, 1958-59, sconfiggendo ancora lo Stade Reims 2-0, e 1959-60, battendo l'Eintracht Francoforte per 7-3, e la prima edizione della Coppa Intercontinentale, nel 1960. In ambito nazionale il Real Madrid vinse i campionati 1956-57 e 1957-58.

Anche il Barcellona riuscì a portare a casa qualche campionato, come il 1958-59 e il 1959-60, mentre il 1955-56 venne vinto dall'Athletic Bilbao.

Anni 1960 e 1970 Durante gli anni sessanta il Real si aggiudicò otto titoli, di cui cinque tra il 1960-61 e il 1964-65 e tre tra il 1966-67 e il 1968-69 e riuscì a vincere anche una Coppa dei Campioni, battendo in finale gli jugoslavi del . Il campionato comunque, rimase sotto il segno dei club della capitale; infatti sia nel 1965-1966 che nel 1969-1970 gli unici campionati non vinti dalle merengues vennero vinti dall'Atlético Madrid.

Da ricordare anche il primo successo del calcio spagnolo a livello di nazionale; infatti la riuscì a vincere il giocato in casa.

Durante gli anni settanta la lotta al vertice vide come protagonisti i due club della capitale, Real e Atlético, e il Barcellona.

Il decennio si aprì con il 4º titolo del Valencia e, successivamente, registrò i successi dei club più blasonati; il Real Madrid nel 1971-1972 (campionato che vide l'allargamento da 16 a 18 squadre), l'Atlético Madrid nel 1972-1973 e il Barcellona nel 1973-1974 con l'innesto dell'olandese Johan Cruijff (nello stesso anno l'Atlético Madrid perse la finale di Coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco).

Dal 1974-1975 al 1979-1980 la Liga registrò i successi del Real Madrid, con l'eccezione del torneo 1976-1977, che vide il successo dell'Atlético Madrid e il nono posto delle merengues.

Anni 1980 Nei primi anni ottanta vennero alla ribalta i due principali club dei Paesi Baschi: la Real Sociedad e l'Athletic Bilbao. Nel 1980-1981 il duello tra Real Sociedad e Real Madrid si concluse con la vittoria del club basco per via degli scontri diretti, bissata l'anno dopo ai danni del Barcellona (questa volta con due punti di vantaggio).

Dopo il Mondiale casalingo della , le squadre basche continuarono a dominare il campionato; dopo i due titoli consecutivi del club di San Sebastián, le edizioni 1982-1983 e 1983-1984 vennero vinte dall'Athletic Bilbao, entrambe le volte avendo la meglio sul Real Madrid. Il primo lo ottenne il 1º maggio 1983, concludendo la stagione con un solo punto di vantaggio, il secondo lo ottenne il 29 aprile 1984 per una miglior differenza reti (+23 contro i +22 dei blancos).

La stagione 1984-1985 vide l'unico successo del Barcellona, con Terry Venables in panchina, prima del ritorno madridista come protagonista assoluto nel lustro successivo. Dopo il dominio basco tornò infatti alla ribalta il Real Madrid, che vinse cinque titoli consecutivi tra il 1985 e il 1990.

La stagione 1985-1986 vide come protagonista assoluto il Real, che oltre a vincere il suo 21º campionato con 11 punti di vantaggio sul Barcellona, riuscì a bissare il successo in Coppa UEFA, dopo aver vinto l'edizione 1984-1985. Il 1986-1987 vide l'introduzione dei play-off e dei play-out; dopo la stagione regolare le 18 squadre venivano divise in tre zone; la zona play-off per il titolo, che comprendeva le prime 6 classificate, la zona media, che comprendeva le squadre classificate dal 7º al 12º posto, e la zona play-out, che comprendeva le ultime 6 squadre. Nonostante questo rinnovamento della rosa il Real Madrid riuscì a rivincere il campionato e, soprattutto, non cambiò nulla rispetto alla classifica della stagione regolare.

Dalla stagione 1987-1988 la Liga passò da 18 a 20 clubs; vennero aboliti i play-off ma rimase il play-out tra la diciassettesima e la diciottesima classificata (sarà abolito dal 1999-2000).

Le merengues riusciranno a confermarsi campioni di Spagna fino alla stagione 1989-1990, guidati in campo dal messicano Hugo Sánchez e dagli spagnoli Emilio Butragueño, Manuel Sanchís, Rafael Martín Vázquez, Míchel e Miguel Pardeza, che costituivano la cosiddetta quinta del Buitre.

Anni 1990

Con l'inizio degli anni novanta iniziò il ciclo di vittorie del Barcellona di Johan Cruijff. Con l'innesto in squadra di alcuni assi stranieri quali Gheorghe Hagi, Ronald Koeman, Michael Laudrup, Hristo Stoičkov e Romário, affiancati da calciatori catalani provenienti dalla cantera, quali Guardiola, Amor e Ferrer, e baschi quali Bakero, Begiristain e Goikoetxea, il Barça conquistò quattro titoli consecutivi, anche se in maniera diversa l'uno dall'altro; infatti, mentre il titolo 1990-1991 venne vinto con 10 punti di distacco dalla seconda classificata, i due successivi (1991-1992 e 1992-1993) vennero vinti all'ultimo turno di campionato, anche grazie alle sconfitte inaspettate del Real Madrid contro il Tenerife (per 3-2 e per 2-0). L'ultimo, nel 1993-1994 venne vinto grazie ad una migliore differenza reti nei confronti della seconda classificata, il Deportivo La Coruña, visto l'arrivo a pari punti in classifica (56, ma con una differenza reti di +13 rispetto ai galiziani).

Oltre a dominare in campo nazionale, il Barcellona riuscì a conquistare la prima Coppa dei Campioni della sua storia, battendo il 20 maggio 1992 a Wembley la Sampdoria per 1-0. Ritornò in finale due anni dopo ad Atene contro il Milan e, sebbene alla vigilia fosse dato per favorito, venne sconfitto con un netto 4-0 dai rossoneri.

Il ciclo blaugrana, dopo quella pesante sconfitta, si chiuse, per dare spazio al ritorno, prima in Spagna e poi in Europa, dell'avversario storico, il Real Madrid.

L'edizione 1994-1995 della Liga fu dominata dal Real Madrid, guidato in panchina da un suo ex-calciatore, Jorge Valdano e in campo dall'attaccante cileno Iván Zamorano e dal diciassettenne Raúl, proveniente dal settore giovanile. A fine stagione le merengues conquistarono il 26º titolo della loro storia, dopo cinque anni di digiuno. Durante l'estate ci fu l'allargamento del torneo da 20 a 22 squadre; il 31 luglio 1995 la Federazione spagnola escluse, per problemi finanziari, due club, Siviglia e Oviedo, ripescando l'Albacete e il Valladolid, retrocesse sul campo.

A pochi giorni dall'inizio del torneo, le due escluse vennero riammesse e, di conseguenza, aumentò il numero delle squadre partecipanti.

Il torneo, il primo con l'assegnazione dei 3 punti per la vittoria, vide il successo dell'Atletico Madrid, che si aggiudicò il 9º campionato della sua storia, dopo un digiuno di diciannove anni, avendo la meglio sul Valencia e sul Barcellona. Il Real Madrid, settimo a fine stagione, venne escluso, dopo quasi vent'anni e per la seconda volta nella sua storia, dalle coppe europee.

La stagione successiva vide il ritorno del duello tra blancos e blaugrana; i primi si erano rafforzati con l'arrivo in panchina dell'allenatore italiano Fabio Capello e con gli acquisti Roberto Carlos, Davor Šuker e Predrag Mijatović, mentre i catalani si rafforzarono con il ventenne centravanti brasiliano Ronaldo, capocannoniere a fine stagione con 34 reti. La corsa al il titolo si risolse il 14 giugno 1997, con un turno d'anticipo, quando il Real Madrid, sconfiggendo in casa i rivali dell'Atlético Madrid nel derby per 3-1, conquistò il 27º titolo di campione di Spagna. Il Barcellona comunque si consolò con la vittoria della Coppa delle Coppe 1996-1997 e della Coppa del Re.

In zona retrocessione, scesero le ultime 5 classificate, in modo che si tornasse al classico formato da 20 squadre, a partire dalla stagione successiva.