Coj-Pede (, , "residenza della divinità") è un sito archeologico, che comprende una necropoli e vari altri edifici, situato nella regione storica di Melkhista, oggi parte del distretto di Itum-Kali della repubblica russa della Cecenia.

Descrizione

Il sito si trova alle pendici del monte Kore-lam (massiccio del Tebulosmta), quasi sul confine con la regione georgiana del Khevsureti, su uno sperone roccioso lambito alla base dai fiumi Meši-Chi e Čanty-Argun (nel punto dove il primo sfocia nel secondo); lo sperone, accessibile solo da nord, si allunga per circa 300 metri da nord a sud, è ripido e roccioso ad ovest e più dolce ad est.

Il sito di Coj-Pede è una necropoli medievale tra le più grandi del Caucaso, sviluppatasi dal XIII fino al XVII secolo, che consta di oltre sessantasei cripte (52 epigee, o "tombe solari", 13 ipogee e una seminterrata), alcune decorate con petroglifi, datate fino al XV secolo; le cripte hanno tetti a due falde in ardesia e molte presentano una rientranza ad arco prima dell'ingresso; ciascuna ospita più sepolture.

L'ingresso al cimitero è fiancheggiato da due santuari a pilastro ad uso sacrificale, con nicchie dove si inserivano le candele. Duecento metri a sud, a monte delle cripte sul punto più alto del promontorio, si trova una torre da guardia con feritoie, caditoie e petroglifi sulle pareti; una seconda si trova altri cento metri a sud, a picco sulla scarpata, a guarda della gola sottostante. Tra le due torri si trovava un aul, di cui restano i ruderi di un muro di cinta, di alcune abitazioni e di un luogo di culto.

Storia La necropoli è dedicata e prende il nome da Tsu, un dio pagano dei Vainachi di Melkhista. Secondo una leggenda, una volta venne assediata da un esercito nemico per tre mesi, e venne infine espugnata grazie alle informazioni fornite da una ragazza che era innamorata di uno degli assedianti. Un'altra storia vuole che a Coj-Pede si riunisse una volta l'anno tutto l'esercito ceceno; l'ultimo soldato ad arrivare dopo l'alba veniva giustiziato. In un'occasione, un guerriero rallentò apposta il passo e, quando interrogato dagli anziani sul perché l'avesse fatto, disse di aver scoperto che la donna che aveva sposato il giorno prima amava in realtà un altro, e di voler morire per liberarla; subito dopo arrivò un altro soldato che chiese di essere giustiziato, perché la ragazza che amava si era sposata con un altro il giorno prima e lui non voleva interferire con il matrimonio. Commossi dalla loro nobiltà, gli anziani abolirono quella legge.

Il sito è stato visitato da vari archeologi già dalla fine dell'Ottocento; nel 1939 i russi A. V. Mačinskij e A. P. Kruglov condussero la prima analisi approfondita della necropoli, misurando, descrivendo e fotografandone i vari edifici; Mačinskij fu anche il primo a rinvenire le cripte ipogee. Un'altra analisi venne effettuata nel 1958 da V. I. Markovin. Il sito ha subito notevoli danni sia durante la prima guerra cecena, sia durante la seconda.

Note

Voci correlate Architettura tradizionale cecena

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