La manifestazione di Sanremo è stata una protesta avvenuta il 5 aprile 1972 nella città ligure contro il I° Congresso internazionale sulle devianze sessuali, organizzato dal Centro Italiano di Sessuologia. È stata la prima manifestazione pubblica per i diritti degli omosessuali in Italia, ed è stato anche definito come il primo gay pride della storia italiana.
Antefatti
La situazione degli omosessuali dal punto di vista legale in Italia era rimasta fondamentalmente invariata dal 1890, quando il Codice Zanardelli aveva depenalizzato l'omosessualità, equiparando l'età del consenso a quella eterosessuale. Il Regno d’Italia divenne uno dei primi grandi Stati europei a non criminalizzare più gli atti omosessuali maschili tra adulti consenzienti (quelli femminili invece non venivano considerati). Dopo l'avvento del fascismo e la promulgazione del Codice Rocco nel 1930, l'omosessualità maschile restò formalmente legale nel paese, sebbene alcuni omosessuali vennero mandati al confino e si potenziarono le misure di polizia verso chi metteva in pericolo la "pubblica decenza" e la morale comune, con una certa discrezionalità delle forze dell'ordine. Ci furono poi tentativi di criminalizzare l'omosessualità nella Repubblica di Salò e, successivamente, nell'Italia repubblicana all'inizio degli anni sessanta (una proposta presentata dal PSDI e un'altra dall'MSI), ma senza riuscirci. La società italiana fino a questo momento, cattolica e ancora rurale, era stata in buona parte ostile all'omosessualità. La politica italiana, inoltre, continuò a perseguire la cosiddetta "tolleranza repressiva", che rimase la regola maggioritaria: l'omosessualità non andava promossa come naturale variante della sessualità umana né bisognava parlarne pubblicamente, neanche in senso negativo, poiché questo avrebbe portato l'argomento al centro dell'attenzione. Dagli anni cinquanta si erano diffusi, come in altri paesi, medici e specialisti che promuovevano le terapie di guarigione dall'omosessualità con l'elettroshock, l'attività sportiva o incontri con prostitute. Lo scandalo dei balletti verdi nel 1960 aveva dato poi avvio a una brusca ondata repressiva e omofobica nell'Italia a guida democristiana, che si manifestò anche nel celebre caso giudiziario di Aldo Braibanti, accusato di plagio. Finché, su esempio dei moti di Stonewall del 1969 a New York, nell'aprile 1971 emerse il Fuori!, il Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano, fondato dal libraio torinese Angelo Pezzana, uno dei primi movimenti unitari per i diritti omosessuali nella penisola.
La manifestazione del 5 aprile 1972
Il I° Congresso sulle devianze sessuali
Il 5 aprile 1972 il CIS, Centro Italiano di Sessuologia, di ispirazione cattolica, diede il via a Sanremo a quattro giorni di conferenze e incontri all'interno del Casinò municipale per il I° Congresso internazionale sulle devianze sessuali. Il CIS era nato nel 1959 e proponeva all'epoca un approccio psichiatrico alla sessualitàComportamenti sessuali devianti. Atti del I Congresso Internazionale di Sessuologia (San Remo, 5-8 aprile 1972), Edizioni Minerva Medica, Torino 1974. con una prospettiva decisamente ancorata al cattolicesimo tradizionale. Difatti, il CIS nell'ultimo decennio aveva organizzato numerosi convegni sull'omosessualità dal punto di vista medico-sociale e medico-legale, parlandone in senso patogenetico. Nel comitato d’onore del congresso vennero annoverati nomi come Leonardo Ancona e Luigi Gedda, medico e dirigente dell'Azione Cattolica, che aveva pubblicato alcuni lavori sempre dedicati all’omosessualità. Tra gli invitati figurava, per esempio, lo psichiatra inglese Philip Feldmann, alla ribalta delle cronache di allora per la "terapia d'avversione", che prevedeva scosse elettriche sul paziente omosessuale per indurlo a provare attrazione per le donne.1972 04 07 - Sandro Ferlini, Elettrochock a fin di pene, "ABC", 07.04.1972, p. 20-22 Era presente anche lo psichiatra brasiliano Jefferson Gonzaga, dell'Università di San Paolo, che sosteneva che i tempi di guarigione dall'omosessualità fossero estremamente lunghi, dato che pazienti curati per dieci anni non erano ancora "guariti". Questo medico proponeva la "tecnica Reder" che consisteva nel produrre una lesione in quella zona del cervello che i neurologi chiamano "nucleo ventricolare mediale". Un altro ospite, lo psichiatra italiano Giacomo Dacquino, riferiva di avere in cura da un paio d’anni un ragazzo che la famiglia aveva obbligato ad andare da lui, e che aveva promesso di "riportarlo" all'eterosessualità. La protesta e le conseguenze La mattina stessa del primo giorno, nel piccolo giardino antistante la Porta Teatro del Casinò, si diedero appuntamento una ventina di manifestanti provenienti da alcune parti d'Italia e d'Europa, guidati dal Fuori!, per contestare apertamente l'iniziativa del CIS. Tra gli altri presenziavano il Gay Liberation Front britannico, il Front homosexuel d’action révolutionnaire francese, rispettivamente rappresentati da Mario Mieli (che si era avvicinato al movimento a Londra) e Françoise d’Eaubonne, il Mouvement homosexuel d’action révolutionnaire belga, nonché gruppi olandesi e norvegesi. Tra gli altri partecipanti c'erano anche lo stesso Pezzana, Vincenzo Francone, Mariasilvia Spolato (che fornì le proprie generalità al Corriere della Sera), Carlo Sismondi, Emma Allais, Alfredo Cohen, Francis Padovani, Manfredi Di Nardo, Mario Franco Tridente, Robert Payen. Il gruppo di militanti accolse i partecipanti del congresso con cori come: «Normale! Normale!», «1° e ultimo Congresso di Sessuofobia» e con cartelli, tra cui: «Siamo venuti a curarvi!». Gli organizzatori del convegno chiamarono la polizia, la quale sequestrò il materiale, portò i partecipanti al commissariato e registrò un verbale per "schiamazzi in luogo pubblico". Un altro momento di rottura avvenne all'interno delle sale, con l'entrata di alcuni attivisti tra cui Pezzana, che si finse un medico per potervi partecipare e dichiarò al pubblico: «Sono un omosessuale e sono felice di esserlo». L'attivista femminista d'Eaubonne salì invece sul palco contestando il congresso con queste parole: «Siete qui per parlare di omosessualità, ma siamo noi a dover parlare di noi stessi. Non vi permetteremo più di definirci come malati, siamo qui per impedirvelo». Sul posto arrivarono anche giornalisti, fotografi e un operatore Rai, avvisati dagli attivisti, che ritrassero una serie di immagini e interviste, poi mandate in onda un paio di mesi dopo durante una puntata del programma televisivo di inchieste AZ: un fatto, come e perché. Il giorno dopo, l'inviato de La Stampa, Luciano Curino, scrisse un articolo sulla giornata, su indicazione di Pezzana. I manifestanti, dopo l'identificazione della polizia, tornarono verso il casinò e continuarono la protesta per le strade del centro cittadino. Il procedimento contro alcuni manifestanti denunciati si chiuse solo il 14 marzo 1977, quando il pretore di Sanremo Michele Russo archiviò definitivamente le accuse.
Influenza nella cultura di massa
Nel maggio 1972, il cantante e attore olandese Peter Boom incise la prima canzone su 45 giri in italiano che parlava apertamente di una coppia omosessuale, Lui ama lui/Fuori, dal nome del movimento che aveva organizzato la protesta. Il 6 giugno 1972 andò in onda sul Programma Nazionale (oggi Rai 1), nel programma AZ: un fatto, come e perché, il primo servizio televisivo sulle rivendicazioni del movimento omosessuale in Italia, dando spazio alla protesta di Sanremo di due mesi prima. Nel documentario Fuori! Storia del primo movimento omosessuale in Italia (2011), curato da Angelo Pezzana e Enzo Cucco, vengono ripercorse le battaglie del Fuori!, includendo testimonianze dirette sulla protesta di Sanremo. La manifestazione di Sanremo è rappresentata nei film Gli anni amari (2019) e Io non sono nessuno (2024). Il 5 aprile 2022 si è tenuto il pride di Sanremo per il 50° anniversario della protesta davanti al Casinò municipale.
Note
Bibliografia
E. B., I gruppuscoli del "terzo sesso", Corriere della Sera, 07.04.1972. Mariasilvia Serini, "Sempre meglio deviante che psichiatra". Cronache della protesta. Gli omosessuali organizzano a Sanremo una manifestazione di categoria, "L'espresso", 16.04.1972. Lalla Ferri, Un uomo vestito da donna urlava: "I migliori siamo noi!", "Novella 2000", n. 16, 18.04.1972, pp. 86-87. Alfredo Cohen, Come si vince contro chi ci opprime, "Fuori!" n. 1, giugno 1972, pp. 3-5. F.U.O.R.I.!, Ecco la dichiarazione del gruppo al Congresso, "Fuori!" n. 1, giugno 1972, p. 6 A. Pezzana, La politica del corpo, Savelli, Roma, 1976. Vittorio e Domenico, Testimonianze, "Fuori!" n. 1, giugno 1972, p. 6. Maurizio Bellotti, Un congrès important, "Arcadie", n. 222, Juin 1972, pp. 265-270.
Categoria:Storia LGBT in Italia