La Casa del mare (o Villa del mare) è una villa costruita a Roquebrune-Cap-Martin nel 1905 dall'architetto danese Hans Georg Tersling, su commessa del lord inglese Osborne O'Hagan. Nel corso del XX secolo ha avuto prestigiosi proprietari che l'hanno resa famosa a livello internazionale.
Storia
Alle spalle della spiaggia denominata "Plage du buse" di Roquebrune ed affacciata sulla baia fu eretta nel 1905, in stile neoclassico, la villa denominata la “Casa del Mare” da Osborne O'Hagan, un lord inglese che aveva dato l'incarico all’architetto danese George-Hans Tersling (eresse anche la vicina Villa Cyrnos della moglie di Napoleone Giuseppina e la chiesa russa di Mentone).
Inizialmente la villa fu affittata: dal novembre 1918 all’aprile 1919 una certa miss Angas la utilizzò per far passare un piacevole periodo di vacanze alle infermiere inglesi che erano state coinvolte nel conflitto mondiale. Poi nel 1930 alla morte di O'Hagan venne acquistata dall'industriale Guido Donegani, senatore del Regno d'Italia ed ex presidente della Banca Commerciale Italiana, ricordato per aver fondato e portato alla ribalta l’industria chimica Montecatini. Legato al partito fascista e accusato varie volte di collaborazione, morì nel 1947 a Bordighera.
Nel 1950 alla villa vennero girate alcune scene del film del 1950 Mia figlia Joy con Edward G. Robinson.
Il produttore cinematografico Dino De Laurentiis acquistò la villa dagli eredi Donegani nel 1955. Silvana Mangano e la famiglia De Laurentiis vi passavano regolarmente le vacanze pasquali, estive ed invernali. La Leica e la Rolleiflex di Edward Quinn scattavano all'impazzata: in una foto la Mangano e Gina Lollobrigida giocano a bocce nella villa, con Federico Fellini e Giulietta Masina che le guardano.
La villa passò poi al miliardario saudita Akram Ojjeh, fondatore della Techniques d'Avant Garde che, acquisendo l'azienda di orologi Heuer, creò la TAG Heuer; il suo braccio destro, il faccendiere Francesco Pazienza, lo introdusse nella compravendita di armi dalla Francia per gli Stati arabi del Golfo Persico. Suo figlio Mansour divenne, tra le altre cose, azionista della McLaren.
Nel 1986 Casa del Mare fu acquistata dal generale Mobutu Sese Seko, allora presidente dello Zaire, che la trasformò in zona extraterritoriale e dove si rifugiò quando, in seguito ad un colpo di Stato nel febbraio 1993, dovette abbandonare il paese africano ed il potere che amministrava dal 1965. Il 23 novembre 1996 l’ex ambasciatore zairese in Francia Raymond Ramazani Baya, alla guida di una Fiat Punto, investì mortalmente due adolescenti mentonesi sul lungomare di Montecarlo. Con la polizia si giustificò semplicemente dicendo: “Mobutu mi voleva”. Protetto dall’immunità il diplomatico venne condannato a tre anni di prigione ma rilasciato subito dopo . Nel suo libro Les milliardaires de la Côte, Bruno Aubry racconta i fasti della villa, il volteggiare incessante degli elicotteri privati (tra cui quello di George Bush padre e di diversi ministri francesi), le feste sontuose, i menù di Alain Ducasse e i servizi prestati dagli impiegati in livrea dell'hotel Louis XV di Monaco. Mobutu veniva in Costa Azzurra saltuariamente, ma nella villa erano sempre presenti almeno sessanta persone tra camerieri, cuochi, maggiordomi e guardie armate. Queste ultime, tutte relegate in una dozzina di camper sparpagliati nell’immenso parco, erano comandate dal tenente Tchoki, detto il Vatusso, responsabile di svariati omicidi: capeggiava la truppa d’élite "i dragoni", scelte all'interno dell'etnia di cui Mobutu faceva parte, la ngbandi.ABC 17 novembre 1996, pag. 37-39
Dopo la morte di Mobutu avvenuta nel settembre 1997, la villa venne venduta dagli eredi nel 2001 al miliardario russo Šalva Čigirinskij, che la sottopose ad una pesante ristrutturazione, la ribattezzò villa Maria Irina e licenziò Martine, l'unica governante di Mobutu rimasta per tre anni (senza stipendio) a presidiare la proprietà, insieme ai suoi due figli piccoli. Il finanziere e collezionista milanese Angelo Terruzzi (morto a 84 anni nel 2009), soprannominato il "re del nichel" e proprietario di Villa Margherita a Bordighera, nel giugno 2009 fu accusato dal Tribunale di Ventimiglia di evasione fiscale per la sua compravendita, avvenuta per 38,7 milioni di euro.
Nel 2009 Čigirinskij dovette cedere i suoi beni in seguito al fallimento della sua azienda petrolifera, la Sibir Energy. La valutazione della villa in quel contesto fu di 6,6 milioni di euro. La proprietà passò alla Gazprom (che acquistò la Sibir) e, dopo la cacciata del suo presidente Jurij Michajlovič Lužkov da parte di Vladimir Putin, al fondo gestito direttamente dal presidente russo. Negli anni successivi la villa fu frequentata dall'amante di Putin, l'ex campionessa di ginnastica ritmica Alina Kabaeva, dalla quale ha avuto due figli.
Oggi la villa Maria Irina, valutata ora 120 milioni di euro, è sequestrata dalla giustizia francese nell'ambito delle sanzioni legate al Conflitto russo-ucraino.
Descrizione La villa, composta di una ventina di stanze e sette bagni, è attorniata da tre ettari di giardino ombreggiato da ulivi centenari, banani giganti ecc. con leoni e altri animali di pietra. L'edificio principale ha una superficie di circa quadrati e si sviluppa su quattro livelli. La proprietà dispone di un "pavillon de chasseurs" di due piani che ospita il portiere e dove sono i garage. Il terzo edificio ospita esclusivamente il tempo libero, con due piscine (di cui una dalla forma lasciva) e un campo da tennis coperto. Un'altra residenza a due piani è riservata per le guardie del corpo. Un gigantesco ficus che sporge dal muro di cinta della proprietà offre gradita ombra nelle giornate più assolate.
Note
Categoria:Roquebrune-Cap-Martin